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No alla ghettizzazione. Sì ai minimi tariffari nelle opere pubbliche

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No alla ghettizzazione. Sì ai minimi tariffari nelle opere pubbliche
Approvata per acclamazione la mozione del Consiglio nazionale degli ingegneri, al 51° Congresso della categoria, svoltosi a Treviso dal 5 all’8 settembre che riportiamo di seguito 

Gli Ordini degli Ingegneri d’Italia, riuniti in Congresso a Treviso dal 5 all’8 settembre 2006 sul tema “Ingegno creativo, innovazione e concorrenza”, sentite le relazioni presentate e gli interventi susseguitesi nel corso del dibattito,  nel rigettare ogni forma di ghettizzazione dei professionisti e rifiutando logiche di retroguardia culturale oltre che politica

 

considerati

 

  • l’entrata in vigore della legge 4 agosto 2006 n° 248, di conversione del cosiddetto decreto Bersani;
  • l’imminenza dell’esame da parte dell’apposita Commissione dei disegni di legge della riforma delle professioni intellettuali
  • la prossima revisione del Codice degli Appalti e emanazione dell’apposito regolamento di attuazione
  • la necessità di garantire il cittadino e la società in generale del mantenimento dell’attuale livello di qualità delle prestazioni professionali e quindi della  sua sicurezza ed incolumità
  • l’opportunità di proporre all’attenzione della pubblica opinione e delle forze politiche il punto di vista degli ingegneri sulle tematiche suddette

 

affermato che

 

  • l’ingegno creativo e l’innovazione rappresentano un binomio inscindibile e costituiscono la base fondante della preparazione culturale e principi informatori dell’attività dell’ingegnere
  • tale attività deve poter essere svolta in un regime di concorrenza leale e corretta  e perciò regolamentata
  • debba essere garantita la corrispondenza tra la prestazione offerta e il giusto compenso professionale, così come sancito dalla Costituzione, quale diritto inalienabile dei lavoratori e ribadito nel Codice Civile per il decoro della professione
  • la competitività e la concorrenza debbano essere basate in via prioritaria sulla qualità della prestazione
  • è necessaria la regolamentazione del rapporto economico professionista/committente, codificato per mezzo di convenzioni e disciplinari
  • gli ingegneri costituiscono un elemento strategico nel collegamento tra la formazione tecnica e del mondo produttivo, obiettivo da perseguire per garantire innovazione e creatività nelle nuove generazioni

 

riconosciuta

 

  • la necessità di rafforzare la funzione degli Ordini, organi ausiliari dello Stato, relativamente alla verifica dei requisiti morali e professionali dei propri iscritti, al fine di garantire alla società sul loro operato sia dal punto di vista etico che  tecnico
  • l’obbligo di dettare criteri deontologici e operativi per l’esercizio della professione
  • la necessità di sviluppare e potenziare il ruolo degli Ordini al fine di incentivare la partecipazione attiva degli iscritti
  • la necessità che le professioni si dotino di una forte rappresentanza politico/sociale con la partecipazione di tutti gli organismi

 

impegnano  il Consiglio Nazionale degli Ingegneri a:

 

  1. Dare corso a tutte le iniziative per riaffermare la centralità del progetto nella realizzazione delle opere pubbliche, nonché la necessità e l’utilità dei minimi tariffari nella regolazione dei rapporti economici tra professionisti e committenza pubblica e privata al fine di differenziare l’attività professionale dall’attività meramente economica, nell’interesse generale di fondare la professione su principi qualitativi e non solo quantitativi
  2. Promuovere l’elaborazione di un’analisi dei costi delle prestazioni professionali rapportate alle effettive difficoltà e complessità delle stesse e perciò in grado sia di garantire la sostenibilità economica dell’offerta sia di identificarne eventuali anomalie
  3. Elaborare protocolli o mansionari che definiscano i criteri di redazione e i contenuti della prestazione professionale, tali da superare l’asimmetria informativa della normativa attuale
  4. Elaborare linee guida per la organizzazione da parte degli Ordini o per l’accreditamento (se svolti da altri soggetti) delle attività di formazione e aggiornamento continuo, che consentano agli iscritti di mantenere ed incrementare le proprie competenze, certificate mediante il riconoscimento di crediti professionali
  5. Elaborare linee guida per l’organizzazione da parte degli Ordini  di attività formative di pianificazione e gestione dell’incarico professionale
  6. Contribuire all’attivazione di sistemi di controllo della qualità delle prestazioni
  7. Rielaborare le norme deontologiche in una visione più attuale e globale alla luce delle recenti disposizioni legislative
  8. Elaborare una “carta dei servizi” da fornire agli iscritti da parte degli Ordini
  9. Favorire la costituzione di un più incisivo coordinamento interprofessionale avente rilevanza politica e sociale per il necessario confronto con gli organismi istituzionali e politici.
  10. Avviare attraverso i media un’attività di pubblicizzazione del ruolo e dell’importanza degli ingegneri nella moderna società del lavoro e della conoscenza.

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