Norme Tecniche per le Costruzioni, nulla di nuovo per i professionisti | Ingegneri.info

Norme Tecniche per le Costruzioni, nulla di nuovo per i professionisti

Intervista a Bruno Finzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano: “Norme anacronistiche, siamo lontani dall’Europa”

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Un dettato normativo che non aggiunge nulla a quanto già codificato e che quindi non risponde alle esigenze dei professionisti, in primis gli ingegneri. È piuttosto severo il giudizio che Bruno Finzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, dà delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018, che entreranno in vigore il prossimo 22 marzo.

Semplificazione delle regole, come ad esempio, sulla messa in sicurezza degli edifici esistenti, e chiarimenti per snellire alcuni interventi, come nella progettazione geotecnica. Sono questi alcuni degli obiettivi che si pone il legislatore con l’aggiornamento della normativa. Il risultato è soddisfacente, secondo lei?

“Assolutamente no, ci troviamo ancora una volta di fronte ad una normativa prescrittiva e non prestazionale, l’ingegnere italiano come spesso accade non è messo nelle condizioni ideali per poter lavorare al meglio, come invece succede per i nostri colleghi europei. Le pare possibile doversi confrontare con un testo di quasi 400 pagine? Dov’è la semplificazione? Non ci siamo proprio”.

Bruno Finzi

Bruno Finzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano

Insomma, nessun passo in avanti rispetto alla normativa esistente?

“Confermo, la situazione è critica soprattutto in rapporto all’ingegneria italiana che dovrà rapportarsi quotidianamente con un testo che non aggiunge nulla rispetto al passato. Sì, certo, ci sono degli aggiustamenti qua e là, forse i più importanti riguardano il capitolo 8, con la definizione dei criteri per la valutazione della sicurezza e per la progettazione degli interventi. Ci sono alcune precisazioni in particolare per gli interventi con variazione di classe e/o di destinazione d’uso senza modifiche strutturali. Ma non sono questi, o almeno solo questi, gli aspetti innovativi che noi professionisti ci saremmo aspettati”.

Le uniche novità concernono il capitolo 8?

“Essenzialmente sì, anche perché in questo caso l’Italia fa da apripista visto che in Europa non esiste una normativa di riferimento. In generale, si è cercato di favorire gli interventi di miglioramento dell’esistente”.

Lo sforzo del legislatore si è diretto anche nella direzione degli Eurocodici.

“Qualche passo in avanti c’è stato per quanto riguarda l’uniformazione delle terminologie previste dagli Eurocodici e l’allineamento alle tecniche europee. Si poteva fare molto di più”.

Quale potrà essere, dunque, il ruolo degli ingegneri nell’applicazione delle NTC 2018?

“Sicuramente non faremo fatica ad apprenderle in quanto sono una leggera rivisitazione di quelle già emanate nel 2008. Allora sì che si trattò di un vero cambio epocale, una trasformazione della mentalità per tutti i professionisti. Oggi però i concetti sono rimasti quelli di allora, direi che siamo un po’ in ritardo, a questo punto”.

La normativa avrà un impatto rilevante per tutte le attività connesse alla progettazione e alla realizzazione delle opere nel campo delle costruzioni: potrà essere un volano per il rilancio del settore dell’edilizia?

“Non credo proprio. Per ridare slancio al settore era necessario un apparato normativo chiaro, semplice e diretto, composto al massimo da un centinaio di pagine snelle. Non si capisce perché in Paesi avanzati come Germania e Inghilterra, i tecnici debbano avere a che fare con libretti di cinquanta, sessanta pagine e invece noi con dei ‘tomi’ pesantissimi… E poi l’errore principale commesso dal legislatore è che c’è un eccesso di commistione tra tecnicismo ed amministrativo che porta ad avere delle norme anacronistiche. E’ inutile nascondersi dietro un dito, in Italia in questo settore siamo molto indietro. Ma non potrebbe essere altrimenti: finché a fare le leggi per i professionisti saranno chiamati i professori e i tecnici ministeriali, trascurando i pareri di chi opera quotidianamente sul campo…”.

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