NTC 2018, in Europa normative più elastiche e snelle | Ingegneri.info

NTC 2018, in Europa normative più elastiche e snelle

Parola alla presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma: "Le NTC sono simili al 2008, con più attenzione agli interventi sugli edifici sismici”

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Sul tema delle nuove Norme tecniche per le costruzioni il mondo delle professioni tecniche grazie ad Ingegneri.info ha la possibilità di esprimere pareri e opinioni, utili ad arricchire la riflessione su un ambito che necessita ancora tanto lavoro e attenzione. Dopo aver intervistato tre rappresentanti al maschile degli ordini regionali, oggi la parola va a Carla Cappiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma,

Tra gli auspici dell’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 vi era anche l’adozione di iter e procedure più agili e snelle per il completamento di opere e l’espletamento di pratiche burocratiche. Risultato raggiunto?

“Come sappiamo il percorso per dare alla luce le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni è stato lungo e anche tortuoso. L’aggiornamento della normativa era iniziato nel 2010. Nel 2014 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva dato la sua approvazione alla bozza delle nuove NTC. Nel 2016 la Conferenza Unificata Stato-Regioni aveva accettato il testo, ma erano state chieste alcune modifiche. Finalmente lo scorso 20 febbraio si è avuta la pubblicazione delle norme in Gazzetta ufficiale e queste entreranno in vigore il prossimo 22 marzo. Sicuramente le NTC 2018, rappresentano un passo avanti in alcuni ambiti, come i principi da seguire per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni e anche per le prestazioni che gli edifici dovranno raggiungere in termini di resistenza meccanica e stabilità. Molta attenzione è stata posta ai materiali, applicando le disposizioni dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei prodotti da costruzione. In più, le NTC hanno recepito al meglio alcuni punti fondamentali dati dagli Eurocodici. Ma forse in termini di semplificazione siamo ancora lontani dalle snelle e di facile interpretazione normative degli altri paesi europei. Lascia dubbiosi il fatto che delle norme che dovrebbero semplificare siano raccolte in più di 400 pagine, a volte un mix tra tecnicismo e burocrazia”.

Quali le criticità più importanti del nuovo dettato normativo?

“Le NTC 2018 hanno un impianto molto simile a quelle del 2008. Si dà in questa versione una buona attenzione agli interventi sugli edifici esistenti, soprattutto quelli di miglioramento sismico, che oggi dovranno garantire alte prestazioni strutturali. Ma se da una parte si presta interesse agli edifici di nuova costruzione e agli interventi di adeguamento sismico, dall’altra non ci sono strumenti atti alla verifica e al controllo costante della stabilità del patrimonio edilizio esistente. Elemento, quest’ultimo discutibile, soprattutto a seguito dei terremoti che hanno devastato il centro Italia nel 2016. Sarebbe auspicabile che queste norme fossero riviste ogni due anni, per stare più al passo con le circostanze che il tempo porta a vivere. Dieci anni di transizione tra una normativa e un’altra sono troppi”.

Quanto è importante il ruolo degli ingegneri nell’applicazione della normativa?

“Il ruolo di noi ingegneri continuerà ad essere importante, come già lo era per l’applicazione delle NTC del 2008, in quanto queste nome riguardano tutte le attività legate all’operato di chi lavora in vari ambiti dell’ingegneria civile: progettazione e realizzazione di opere edili. In più, basti pensare che le indagini geologiche, in questa nuova normativa, sono state suddivise in due fasi, la prima strettamente legata ai geologi e la seconda, quella relativa all’indagine geotecnica, in cui è richiesto l’esplicito intervento dell’ingegnere”.

La nuova normativa potrà in qualche modo rivitalizzare un settore, quello dell’edilizia, da troppo tempo stagnante?

“Il settore dell’edilizia non ha bisogno solo delle NTC per la sua ripresa, connessa non solo ad apparati normativi, ma anche a fattori economici. Infatti, il comparto avrebbe necessità di nuovi e rilevanti investimenti senza i quali continuerà a esserci stagnazione. Certamente, però, con la nuova normativa si può costruire meglio e in maggiore sicurezza per tutti”.

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