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Nuovo Codice Appalti: approvato il piano nazionale anticorruzione 2016

Iter di approvazione e contenuti del primo Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), adottato dall’ANAC a seguito della riforma del d.l. 90/2014. Vediamolo insieme con il nostro esperto

PNA2016
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Cos’è il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA)

Il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), costituisce un atto di indirizzo per le pubbliche amministrazioni e tutti i soggetti interessati dalla sua adozione, che sono chiamati ad aggiornare concrete ed effettive misure per contrastare i fenomeni corruttivi.

Il PNA 2016, è il primo predisposto e adottato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), ai sensi dell’art. 19 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, che ha trasferito all’Autorità le competenze in materia di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza nelle pubbliche amministrazioni.

Nel PNA sono state altresì recepite le modifiche apportate dal recente d.lgs. 97/2016, in materia di trasparenza della pubblica amministrazione, in particolare per quanto concerne la definitiva delimitazione dell’ambito soggettivo di applicazione della disciplina, gli obblighi di pubblicazione nei siti delle pubbliche amministrazioni e il nuovo diritto di accesso civico generalizzato ad atti, documenti e informazioni non oggetto di pubblicazione obbligatoria.

La nuova disciplina, persegue inoltre l’obiettivo di semplificare le attività delle amministrazioni, ad esempio unificando in un solo strumento il Piano Triennale della Prevenzione e Corruzione (PTPC) e il Programma triennale della trasparenza e dell’integrità (PTTT) e prevedendo una possibile articolazione delle attività in rapporto alle caratteristiche organizzative delle amministrazioni.

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L’iter di approvazione
L’iter di approvazione del PNA è stato caratterizzato dai seguenti passaggi.

I lavori di predisposizione sono stati avviati dall’ANAC ed il piano è stato adottato in via preliminare dal Consiglio dell’Autorità nella seduta del 18 maggio 2016. Successivamente è stato sottoposto a consultazione pubblica aperta, al fine di ricevere osservazioni e proposte di integrazione.

Lo schema finale è stato approvato dall’Autorità in data 6 luglio 2016 e inviato per il parere previsto al Comitato interministeriale e alla Conferenza unificata Stato, Regioni e autonomie locali.
A seguito dei pareri favorevoli, la Delibera ANAC n. 831 del 3 agosto 2016, concernente “Determinazione di approvazione definitiva del Piano Nazionale Anticorruzione 2016”, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale, Serie Generale, n. 197 del 24 agosto 2016.

Contenuti del PNA
Il PNA è suddiviso in due parti, una generale in cui sono trattate questioni relative alla corretta individuazione dell’ambito oggettivo e soggettivo di riferimento, al contenuto obbligatorio e indispensabile dei piani, alle azioni e misure per una adeguata prevenzione e una parte speciale, in cui vengono indicate le modalità di applicazione della nuova disciplina da parte dei piccoli comuni, delle città metropolitane, degli ordini e collegi professionali e delle istituzioni scolastiche.

Per quanto riguarda la prima parte, si rileva l’ampliamento dei soggetti ricadenti negli obblighi di redazione del piano, atteso che il PNA si riferisce, a differenza del passato, anche agli ordini e collegi professionali.

Tra le altre cose, vengono specificate le modalità di nomina del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza nei vari enti interessati, viene definito e specificato il ruolo dell’organismo indipendente di valutazione ed i suoi compiti in materia di prevenzione delle corruzione, anche in una logica di coordinamento con il RPCT e con l’ANAC.

Nella parte generale sono altresì descritte le modalità di gestione del rischio corruzione e la predisposizione delle azioni e delle misure di prevenzione, avendo riguardo alla trasparenza dell’azione amministrativa, alla rotazione del personale, alla revisione dei processi di privatizzazione, alla esternalizzazione di funzioni, attività strumentali e servizi pubblici ed alla disciplina del c.d. “whistleblowing”.

La parte speciale, oltre agli approfondimenti relativi a piccoli comuni, città metropolitane, ordini e collegi professionale e alle istituzione scolastiche, ha cura di individuare le modalità di redazione dei piani in alcuni ambiti specifici, tra i più esposti al rischio corruzione del nostro sistema economico, come quelli del governo del territorio, della sanità e della tutela e valorizzazione dei beni culturali.

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