Nuovo Codice Appalti: dalle novità del correttivo alle prime reazioni contrastanti | Ingegneri.info

Nuovo Codice Appalti: dalle novità del correttivo alle prime reazioni contrastanti

La discussione sulla bozza arriva in Parlamento. I punti più delicati del correttivo e le prime indicazioni del Presidente dell’ANAC

correttivo al nuovo codice appalti
image_pdf

Nei giorni scorsi è partito l’iter in Parlamento del decreto legislativo correttivo del Nuovo Codice Appalti.

Questo nuovo passaggio è avvenuto dopo il benestare ottenuto, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri, il quale ha approvato il testo del decreto correttivo.

Comincia, quindi, la raccolta dei pareri delle istituzioni coinvolte: Consiglio di Stato, Conferenza unificata (pareri in 20 giorni) e Commissioni parlamentari che dovranno esprimersi in 30 giorni. Il vaglio di Camera e Senato dovrà avvenire entro il 5 aprile prossimo e il decreto dovrà essere pubblicato entro e non oltre il 19 aprile prossimo (prima di essere pubblicato in G.U. vi sarà una seconda approvazione in Consiglio dei Ministri), termine ultimo previsto nella delega.

Circolavano da diversi mesi le indiscrezioni circa le modifiche, sostanziali e formali, al Nuovo Codice degli Appalti Pubblici. Allo stato attuale, abbiamo un primo quadro completo degli elementi di novità sottoposti al vaglio parlamentare.

Lo schema di decreto correttivo consta di 121 articoli, formulati come novelle al citato Codice. In realtà, gli interventi più rilevanti – già oggetto di accese discussioni – sono contenuti in pochi passaggi del correttivo.

Vediamone alcuni.

Appalto integrato
Viene rivisto il divieto per gli affidatari di incarichi di progettazione di essere anche affidatari degli appalti, nonché degli eventuali subappalti o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta attività di progettazione. In tal modo, potrà essere affidata all’impresa di costruzione anche la parte di opere di progettazione. Diventerebbe pertanto possibile mandare in gara il progetto definitivo (invece di quello esecutivo) per gli appalti a prevalente contenuto tecnologico e nei casi di somma urgenza.

Dai primi commenti a questa modifica emergono giudizi fortemente negativi.

Inutile nascondere che la separazione tra la fase di progettazione e di esecuzione dell’appalto costituisce una delle più rilevanti novità nella formulazione del Nuovo Codice Appalti, frutto, anche, dell’esperienza maturata in tema di contenzioso – in fase di esecuzione – tra appaltatore e stazione appaltante circa le responsabilità per carenze rilevate nei livelli di progettazione definitiva ed esecutiva.
La ratio della attuale impostazione del nuovo codice è quella di mantenere separate le fasi di progettazione e costruzione, al fine di consentire lo svolgimento di procedure ad evidenza pubblica ove siano poste, a base di gara, documentazioni di progetto definite sino al dettaglio costruttivo. Allo stesso modo, si favorisce la specializzazione delle procedure di gara, rivolte ai diversi operatori della progettazione e della costruzione.

Sistema unico di qualificazione degli operatori economici (SOA)
Le imprese, per dimostrare il possesso dei requisiti di capacità economica-finanziaria e tecnica-professionale, potranno prendere a riferimento il decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA per il conseguimento della qualificazione.

Tale modifica ha risvolti sia positivi che negativi.

In tema di qualifica della capacità economica-finanziaria degli operatori del mercato, rappresenta un incentivo alla partecipazione, delle imprese, l’aver esteso il periodo di riferimento (per la valutazione tecnico-economica) al decennio antecedente la sottoscrizione del contratto con la SOA.

Di contro, nell’attuale fase di congiuntura economica sfavorevole, rappresenta un forte rischio l’intenzione espressa – in sede di correttivo – di allargare l’ambito temporale della valutazione. Vi è la possibilità di avere qualificazioni SOA inattuali e che non riflettono la reale situazione finanziaria dell’impresa certificata.

Subappalto
La modifica del correttivo prevede che la quota massima del 30% di subappalto sarà calcolata, per i lavori, nell’ambito della sola categoria prevalente. Per i servizi e le forniture, tale quota è riferita all’importo complessivo del contratto.

Si tratta di una modifica che risponde alle istanze del mercato ed ai suggerimenti giunti dagli stakeholder di settore.

In questo caso, possiamo parlare di un ritorno al passato che appare tanto utile quanto necessario. L’effetto principale di questa disposizione è quello di consentire la creazione di una filiera di imprese specializzate, venendo incontro alla necessità, per le imprese di costruzione, di acquisire conoscenze e tecnologie presenti sul mercato.

In questo contesto di modifiche, interventi innovativi e ritorni al passato, giungono le prime indicazioni ed indiscrezioni dagli attori istituzionali. Tra i primi ad intervenire è stato Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che, all’VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, ha confermato che le prospettate modifiche non intendono cambiare le basi del nuovo codice degli appalti.
Il Ministro si è anche espresso sulla tanto dibattuta tematica della reintroduzione dell’appalto integrato, il quale, a detta del titolare del dicastero, è ben lungi dall’essere restaurato ma che verrebbe a trovare applicazione nelle sole procedure di urgenza e per i progetti definitivi già approvati quando è entrato in vigore il Nuovo Codice Appalti.

Diversamente si esprime il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, il quale, già nella audizione all’VIII Commissione, in materia di interventi urgenti per gli eventi sismici, si è detto preoccupato per il grado di incisione del correttivo, il quale apporta rilevanti e sostanziali modifiche al Nuovo Codice. Il messaggio che sembra essere lanciato dal Presidente dell’Autorità è che sarebbe stato meglio aspettare una piena attuazione del Codice, per poi procedere con eventuali correttivi.

Lo stato attuale dei lavori al correttivo lascia intendere che differenti scelte sono state prese, forse guardando alla necessità immediata di un prospettato rilancio del settore. Dopo il 19 aprile sapremo quanto resterà di questi primi dieci mesi di riforma degli appalti.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Nuovo Codice Appalti: dalle novità del correttivo alle prime reazioni contrastanti Ingegneri.info