Opere incompiute: quale futuro? L'intervento di Armando Zambrano | Ingegneri.info

Opere incompiute: quale futuro? L’intervento di Armando Zambrano

Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, e' intervenuto ad una tavola rotonda nell'ambito del convegno ‘Opere incompiute: quale futuro?'

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Si è tenuto oggi, presso la Città dello Sport di Roma, il convegno “Opere incompiute: quale futuro? Esigenze ed opportunità per il Paese”, organizzato dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Itaca. L’evento aveva l’obiettivo di porre l’attenzione su quei beni pubblici non fruibili dalla comunità che rappresentano una potenziale opportunità sia per le stesse amministrazioni che per il mercato. Nel corso dei lavori si è svolta una tavola rotonda alla quale ha partecipato Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri.

“Purtroppo quella delle troppe opere incompiute o inutili – ha esordito Zambrano – è diventata una patologia del nostro Paese. Come ingegneri e come Rete delle professioni tecniche da tempo ci stiamo battendo perché l’attenzione venga spostata sul progetto che deve riguadagnare la sua centralità. Un buon progetto è la premessa fondamentale perché sia realizzata una buona opera. Lo so che è un concetto banale, ma ormai da troppo tempo è andato perduto”.

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“La progettazione – ha proseguito Zambrano – è stata completamente emarginata. Addirittura è stata portata in house all’interno della Pubblica Amministrazione nell’ipocrita convinzione che un 2% di incentivo possa consentire di realizzare quello che in altri paesi assorbe il 10, il 20 o addirittura il 30% del costo. Inutile continuare ad illudersi: è necessario tornare indietro, cominciando da una buona progettazione”.

“A ognuno la sua parte – ha aggiunto il Presidente del Cni. La pubblica amministrazione deve fare una buona programmazione e garantire l’attività di controllo. Progettisti e tecnici, da parte loro, devono lavorare all’interno di un quadro che sia però costituito da nuove regole. Mi sono spesso chiesto come mai in Trentino non ci siano opere incompiute. Approfondendo la questione mi sono reso conto che ciò accade perché lì la normativa è diversa: più semplice e flessibile”.

Le regole vanno cambiate – ha insistito Zambrano. Oggi, ad esempio, assistiamo alla degenerazione del concetto del massimo ribasso sulla progettazione. Si toccano punte del 60-70% di ribasso. Il nostro Centro Studi addirittura ha segnalato un bando nel quale si proponeva di compensare la progettazione attraverso la pubblicità sui cartelloni. Siamo arrivati all’assurdo”.

“Noi professionisti – ha concluso Zambrano – siamo profondamente impegnati nella realizzazione di una normativa che sia realmente efficace. Oltre a questo, insistiamo sul fattore umano. Riteniamo che sia arrivato il momento di tornare ad investire sugli uomini, sulle loro qualità. Torniamo ad affidare le opere ad ingegneri, a tecnici di grande qualità”.

Oltre ad Armando Zambrano, alla tavola rotonda hanno partecipato: Paolo Buzzetti (presidente Ance), Edoardo Cosenza (assessore alle Opere e Lavori pubblici Regione Campania), Vittorio Di Paola (Comitato tecnico infrastrutture di Confindustria), Leopoldo Freyrie (presidente Consiglio nazionale architetti), Patrizia Lotti (presidente Oice) e Carla Tomasi (presidente Finco).

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