parte da Agrigento La rivoluzione dei consumi | Ingegneri.info

parte da Agrigento La rivoluzione dei consumi

wpid-bio.jpg
image_pdf

parte da Agrigento La rivoluzione dei consumi

un consorzio di aziende bio, un gruppo d’acquisto solidale, un nuovo modo di fare la spesa che metta assieme qualità e convenienza!!
di Calogero Alaimo Di Loro

Quella dell’incontro tra domanda e offerta in quel punto strano e misterioso che si chiama prezzo, è ormai cosa nota, quasi elementare ….!! –  come Qualcuno direbbe. Ciò che è più difficile comprendere è come mai in questi ultimi anni, questo misterioso punto “P” riesca  contemporaneamente  a risultare proibitivo per i  consumatori e  per i  produttori. Questo è avvenuto in Sicilia nell’ultimo triennio, soprattutto per i prodotti agricoli. Durante il percorso che va dai campi sino alla cucina e alla tavola dei consumatori, il prezzo  pagato all’imprenditore agricolo, aumenta ad ogni  passaggio raggiungendo  un valore  finito che a volte risulta  anche 10 volte in più rispetto al prezzo iniziale. È la regola  che vuole un aumento per ogni passaggio, ma    in tutto questo alla fine chi ne paga le spese sono soprattutto i produttori agricoli che si vedono assottigliare di giorno in giorno il proprio reddito sino a vederli diventare trasparenti, ed i consumatori con minore disponibilità di spesa, che si vedono costretti a contrarre i consumi.  
 Con il reddito degli agricoltori svanisce anche il potere contrattuale dei comparti, incalzati come sono dai prodotti extracomunitari, realizzati manco a dirlo in condizioni di concorrenza quantomeno sleale, sia sotto l’aspetto economico che, soprattutto,  sotto il profilo etico.
La G.d.o., poi gestisce il mercato  sempre più in modo sistematico operando ormai sulla base di una scientifica parcellizzazione in quote, in modo che ciascuna gestisce e controlla la sua. Le grandi catene di distribuzione controllando grandi fette di consumatori a cui si rivolgono direttamente in totale libertà di approvvigionamento, nazionale od estero. Un   quadro dei modelli di consumo  così asfissiante da cui esce sicuramente penalizzato chi ha minori possibilità di contatto con il consumatore.
È in tale contesto che un gruppo di aziende agricole agrigentine, hanno intrapreso una strada del tutto nuova, semplice quanto eccezionale e sicura. Geniale. In realtà si tratta di riproporre il vecchio rapporto tra il mondo della produzione ed i consumatori, tra città e campagna. Se vogliamo, un riavvicinamento tra mondo rurale e società urbana. Insomma una linea diretta e preferenziale tra produzione e consumatore finale utilizzando, secondo quel meccanismo che viene chiamato filiera corta.
È la legge dei numeri: meno passaggi di filiera, meno costi aggiuntivi al prezzo base, minore   il prezzo finito, cioè quello che dovrà pagare il consumatore finale.
Grande sostenitore di questo processo un nuovo modello di consumo, “l’altro consumo” appunto. Sembrerebbe essere una strada in discesa, tanto più se farà ingresso un altro aspetto fondamentale: la qualità. Intesa nel senso totale del termine. Nel senso di prodotti di alta qualità organolettica, privi di residui chimici, realizzati usando tecniche di produzione biologica, rispettose dell’ambiente, insomma: prodotti bio. Le produzioni da agricoltura biologica, infatti, rappresentano l’elemento di ottimizzazione della caratterizzazione dell’offerta rispetto al territorio. Il bio  basandosi su processi di produzione che fanno uso prevalentemente della risorsa umana, cioè privilegiando i saperi più che le tecnologie e gli apporti tecnologici, consente la possibilità di operare quel concetto di sviluppo endogeno su cui tanto si è insistito.
L’esperimento agrigentino,  di formare un raggruppamento di imprese, consorzio ISOLA – Bio Sicilia,  costituisce il prototipo di una più ambiziosa ed affascinante idea: l’isola biologica.
Una sorta di luogo ideale, prossimo venturo, dove sperimentare le forme più varie e complete di sostenibilità. Un’esperienza che non tarderà a dare i suoi frutti, tanto è vero che speculare alla nascita del consorzio con funzione di coordinamento dei produttori e promotore del consumo bio , nasce finalmente ad Agrigento anche un GAS, gruppo di acquisto solidale. Un’esperienza nuova che scaturisce da una rinata vigoria scaturita da una certamente rafforzata sensibilità ambientale, ma   incentivata dalla necessità di ottimizzare il bilancio familiare.
Venti famiglie già orientate verso il consumo di prodotti bio, costituiscono il primo nucleo di acquisto solidale e responsabile, il numero è certamente destinato ad aumenterà in modo esponenziale.
Produrre e vendere attraverso il coordinamento del consorzio e del gruppo di acquisto, a quel prezzo che sempre dovrà scaturire dall’incontro tra domanda e offerta, ma che  sarà facilitato questa volta da una maggiore vicinanza anche e soprattutto culturale tra produttore e consumatore, nella ricerca di quel valore, quel giusto valore, capace di ripagare il produttore dei suoi costi e di consentirgli un “giusto guadagno”, ed al consumatore di approvvigionarsi di prodotti abituali,  freschi o trasformati, pagando il giusto prezzo cioè il valore reale del prodotto.  Il così detto prezzo etico. Che nel caso dei prodotti bio rappresenterà l’ottimizzazione del rapporto costi benefici, includendo tra i costi anche le eventuali maggiorazioni dovute al non uso di prodotti di sintesi  e di sistemi inquinanti e tra  i benefici quelli ambientali dovuti al rispetto degli ecosistemi, della biodiversità e della salute dei consumatori.
 Insomma una vera rivoluzione dei consumi locali, caratterizzata dalla massiccia introduzione di quei prodotti sostenibili e di alta qualità, di cui non dimentichiamo la Sicilia è la prima regione produttrice. Una “rivoluzione culturale”, che  grazie alla “vendita diretta”  eviti i costi aggiuntivi dei passaggi intermedi della filiera, e che porti dentro la grande scommessa: offrire prodotti di qualità e territorialità a prezzi competitivi, anche rispetto ai prodotti così detti  “convenzionali”. Ribaltando l’idea che mangiare sano è privilegio di pochi.
La rivoluzione è già scoppiata, da una scintilla accesa per scommessa da un gruppo di giovani agrigentini e sposata con fiducia da circa 50 aziende biologiche siciliane, ora  si combatte con  allegria a suon di formaggi, ricotte, frutta e verdure, latte fresco e uova, in un territorio che da oggi   ha un motivo in più per sperare nel proprio futuro.

Copyright © - Riproduzione riservata
parte da Agrigento La rivoluzione dei consumi Ingegneri.info