Partite Iva: cosa prevede il ddl e cosa non piace alle associazioni | Ingegneri.info

Partite Iva: cosa prevede il ddl e cosa non piace alle associazioni

Le novità su maternità, malattia, pagamenti, formazione, contributi non piacciono alle associazioni di categoria. Facciamo il punto

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Sta per arrivare in Consiglio dei ministri il disegno di legge collegato alla legge di Stabilità 2016 che introduce o rafforza una serie di tutele e di diritti per i titolari di partita Iva, il cosiddetto Statuto dei lavoratori autonomi. Il provvedimento, che interessa circa 5,4 milioni di lavoratori, sarà finanziato con 10 milioni di euro nel 2016 e 50 milioni di euro nel 2017.

Le nuove tutele per le partite Iva individuali e i collaboratori iscritti alla gestione separata Inps
Aggiornamento professionale. Deduzione dall’imponibile di tutte le spese di formazione per servizi erogati da organismi accreditati fino a 10mila euro l’anno e delle spese per certificazioni professionali fino a 5mila euro annui.
Maternità. Assegno per 5 mesi anche se la lavoratrice autonoma continua a lavorare, previa presentazione di un certificato medico che attesti la data di inizio di gravidanza e quella presunta di gravidanza o dell’interruzione spontanea o volontaria.
Congedo parentale. Inclusione dei padri lavoratori autonomi e periodo di sei mesi anche non consecutivi nei primi tre anni di vita (dagli attuali tre mesi entro il primo anno di vita).
Malattie gravi, comprese quelle oncologiche. Sospensione del pagamento dei contributi sociali fino a un massimo di due anni con recupero tramite pagamenti rateizzati. Copertura economica per 60 giorni di degenza domiciliare durante le terapie oncologiche.
Clausole vessatorie. Nullità delle norme contrattuali sulle modifiche unilaterali dei contratti da parte dei committenti (recesso unilaterale e senza preavviso o modifica delle condizioni) e risarcimento dei danni arrecati al lavoratore.
Tempi di pagamento. Il riconoscimento dell’abuso scatta dopo 90 giorni di mancato pagamento dall’emissione della fattura.
Smartworking. Il lavoro svolto senza postazione fissa avrà trattamento economico non inferiore a quello dei lavoratori dipendenti della stessa azienda, a parità di mansioni svolte, e avrà diritto all’assicurazione sugli infortuni.
Diritti sulle invenzioni. Garantiti i diritti di utilizzo economico delle invenzioni, nonché quelli relativi agli apporti originali eseguiti nell’ambito dell’esecuzione del contratto di lavoro.
Giurisdizione. Il rito processuale del lavoro viene esteso anche al lavoro autonomo, con esclusione dei piccoli imprenditori artigiani e i commercianti iscritti alla Camera di commercio.
Appalti pubblici. Le pubbliche amministrazioni devono promuovere “la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici, favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche” e modificare i requisiti previsti dai bandi e dalle procedure di aggiudicazione, adattandole alle caratteristiche degli autonomi.

Le richieste di miglioramento
Sul contenuto, peraltro ancora ufficioso e in divenire, della bozza del provvedimento, sono già state avanzate critiche e petizioni da parte delle organizzazioni di categoria (Acta, Alta Partecipazione, Confassociazioni e Confprofessioni). In particolare:
Campo di applicazione. Includere i lavoratori autonomi iscritti alle 19 casse previdenziali e di tutti i rapporti di lavoro autonomo, eccezion fatta per i piccoli imprenditori artigiani e commercianti iscritti alla Camera del commercio.
Salario minimo. Introdurre norme che stabiliscano un minimo e un massimo nei compensi per le consulenze, per contrastare il fenomeno del lavoro gratuito e tutelare il mercato.
Aggiornamento professionale. Formazione decisa liberamente dal lavoratore, con spese deducibili senza il vincolo dell’accreditamento dell’ente erogante.
Malattia grave. Ripristino nella bozza del disegno di legge della norma che stabiliva che “i periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici delle malattie oncologiche sono equiparati alla degenza ospedaliera” e allungava a180 i giorni di copertura della degenza domiciliare riconducibili a queste terapie. In caso di patologie gravi, sospensione dei versamenti fiscali e previdenziali per la durata della malattia, fino a un massimo di venti mesi. Una volta cessata la malattia, pagamento del debito previdenziale maturato durante il periodo di sospensione, in rate mensili nell’arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione.
Tempi di pagamento. Rendere operativa e vincolante la legge che fissa a 30 giorni il tempo massimo per il saldo delle fatture; definire clausola abusiva un termine di pagamento superiore ai 60 giorni.

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