PMI e Formazione 4.0: previsti 500 milioni nella Legge di Bilancio | Ingegneri.info

PMI e Formazione 4.0: previsti 500 milioni nella Legge di Bilancio

E’ quanto prevede il disegno di Legge sul Bilancio 2018. Previsti anche fondi per le imprese del Sud e incentivi all’occupazione giovanile

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Finanziamenti per 330 milioni spalmati sino al 2023 per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese (la cosiddetta “Nuova Sabatini”) e importanti agevolazioni per le spese di formazione 4.0. E ancora: facilitazioni e risorse per il tessuto economico e produttivo del Mezzogiorno. Sono queste alcune delle principali novità contenute nel disegno di legge sul Bilancio 2018 e che rientrano nell’ambito delle “Misure per gli investimenti Industria 4.0”. In particolare, la suddivisione delle risorse prevede un contributo di 33 milioni per il 2018, 66 milioni all’anno sino al 2022 e 33 per il 2023.

FORMAZIONE 4.0
Altro capitolo, le spese di formazione 4.0: il documento prevede, per tutte le imprese che effettueranno investimenti in attività di formazione nel periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2017, un credito di imposta pari al 40% sino ad un massimo di 300 mila euro per ciascun beneficiario. Tra le attività di formazione ammissibili al credito vi sono le iniziative volte a consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva, Internet delle cose e delle macchine, integrazione digitale dei processi aziendali.

FORMAZIONE ISTITUTI TECNICI SUPERIORI
Per permettere agli istituti tecnici superiori e a tutte le scuole per le tecnologie applicate di aumentare l’offerta formativa e dunque i soggetti in grado di destreggiarsi al meglio con gli strumenti avanzati di innovazione tecnologica, il Governo prevede finanziamenti per 5 milioni nel 2018, 15 milioni nel 2019 e 30 dal 2020.

INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE GIOVANILE
A partire dal 1 gennaio 2018, i datori di lavoro privati che assumeranno dipendenti a tempo indeterminato godranno, per un periodo massimo di 36 mesi, dell’esonero del versamento del 50% dei contributi a carico dell’impresa, sino ad un massimo di 3 mila euro all’anno.

AGEVOLAZIONI PER IL MEZZOGIORNO
Il disegno di Legge contempla anche una serie di agevolazioni per le imprese del Sud che acquisteranno beni strumentali nuovi. Il credito di imposta sarà pari a 200 milioni per il 2018 e 100 milioni per il 2019. La misura in particolare sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

FONDO IMPRESE DEL SUD
Al fine di agevolare il tessuto economico e produttivo di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ecco nascere il “Fondo Imprese Sud”, a sostegno delle piccole e medie imprese. Il Fondo avrà una durata di 12 anni e una dotazione iniziale pari a 150 milioni di euro.

ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO
Le assunzioni a tempo indeterminato di giovani che non abbiano compiuto i 35 anni d’età, effettuate nel 2018 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, saranno incentivate con l’esonero contributivo del 100%. Saranno incentivate anche le assunzioni degli over 35 purché privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

FONDO PER LA COMPETITIVITÀ E LA PRODUTTIVITÀ
Per perseguire obiettivi di politica economica e industriale, legati al programma Industria 4.0, il Ministero dell’economia e delle finanze istituisce un Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività. La dotazione per il 2018 sarà di 5 milioni, ben 250 invece a decorrere dal 2019. Il Fondo è destinato a finanziare progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia da parte di soggetti pubblici e privati, anche stranieri, nelle aree strategiche per lo sviluppo del capitale immateriale funzionali alla competitività del Paese.

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