Politecnico di Milano: nuove sfide formative in favore di stranieri e donne | Ingegneri.info

Politecnico di Milano: nuove sfide formative in favore di stranieri e donne

All'inaugurazione del nuovo anno accademico un messaggio forte del Rettore Resta: “Azioni concrete per incentivare la presenza femminile, soprattutto in alcuni rami di Ingegneria”

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Un Ateneo sempre più internazionale e con una particolare attenzione al “fattore donna”, risorsa irrinunciabile per la competitività di un Paese moderno e all’avanguardia. E’ questo il messaggio lanciato dal Rettore Ferruccio Resta in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano.
I numeri snocciolati da Resta d’altronde parlano chiaro: “Dal 2010 a oggi i nostri laureati sono aumentati del 35% e gli studenti stranieri sono più che raddoppiati, sinonimo di una crescente attrattività internazionale”. E i tassi di occupazione dicono che scegliere l’università milanese è un vero e proprio investimento per il futuro: “Chi si laurea al Politecnico ha ottime possibilità di inserirsi velocemente, con soddisfazione e in modo stabile nel mondo del lavoro. I tassi di occupazione dopo la laurea sono positivi: a 12 mesi dal titolo è impiegato l’85% degli architetti; l’88% dei designer e il 97% degli ingegneri. Circa la metà vanta un contratto a tempo indeterminato”.

E lo sguardo alla comunità internazionale è sempre più un “must” per il Rettore Resta, che con orgoglio ha sottolineato “la crescita della mobilità studentesca in ingresso (1.660 studenti all’anno), ed è significativa quella in uscita (1.232 studenti all’anno); si rafforzano le reti internazionali attraverso le alleanze con alcuni dei migliori atenei in Europa come ‘Alliance 4 Tech’ e ‘Idea League’; si consolidano le relazioni con la Cina nella forma di un campus congiunto a Milano con la prestigiosa Tsinghua University e a Xi’an con le imprese italiane per un Innovation Hub”. Una vocazione alla globalizzazione culturale confermata anche dall’estrazione geografica dei dottorandi, visto che “Un terzo proviene da Asia, America, Africa e dal resto d’Europa. Situazione speculare per gli studiosi più esperti: sono oggi circa 500 i 3 ricercatori stranieri. Combinando dottorandi e ricercatori l’età media è di 33 anni, altro ottimo indicatore”. In un contesto mondiale in cui crescono le università asiatiche, rincorse con grande fatica da quelle europee e americane, il posizionamento del Polimi è in forte ascesa: “Abbiamo guadagnato 100 posizioni nel ranking internazionale QS negli ultimi sette anni. Ci viene riconosciuta un’ottima ‘employer reputation’ e un’eccellente credibilità scientifica, con valori ampiamente superiori alla media nazionale”.

Un impegno a 360 gradi, dunque, che ora si focalizzerà sull’universo femminile, come ha sintetizzato il numero uno dell’Ateneo milanese: “Stiamo mettendo in atto una serie di azioni concrete per incentivare la presenza femminile, soprattutto in alcuni rami di Ingegneria”. In tal senso, dal 2014 è attivo il progetto “Le ragazze possono”, iniziativa del Polimi volta a sensibilizzare e incoraggiare le ragazze alla scelta consapevole di lauree Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Anche perché “Decidere a quale università iscriversi o immaginare le possibilità di lavoro – e di avanzamento professionale da parte delle studentesse e delle neo-laureate – spiegano le responsabili del progetto – è spesso difficile: mancanza di consapevolezza, debolezza dei percorsi di orientamento, stereotipi di genere e possibili ostacoli alla carriera rappresentano per molte giovani delle difficoltà insormontabili”. L’iniziativa utilizza strumenti e modalità differenziate di coinvolgimento delle ragazze – incontri nelle scuole, workshop motivazionali, sportello di mentoring – per far conoscere figure positive di riferimento con competenze tecnico-scientifiche, rafforzare la scelta di percorsi di studi STEM e indirizzare nella professione. In particolare, il progetto è rivolto alle studentesse – delle scuole di secondo grado e università – e alle donne che hanno appena concluso il ciclo di studi universitari. Tra le più recenti di “Le ragazze possono”, l’attenzione alle giovanissime dai 10 ai 14 anni, grazie a focus-group mirati, e alle potenziali startupper.

IL DISCORSO COMPLETO DEL RETTORE FERRUCCIO RESTA

Progetti che trovano anche il compiacimento del ministro all’Istruzione, Valeria Fedeli che, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico, ha ribadito che “Il segnale lanciato dal Politecnico di voler mettere in atto un sistema per favorire l’iscrizione di un numero maggiore di donne alle discipline tecniche sia veramente significativo nella direzione di una parità di genere che è sempre più necessaria. L’Università italiana esce da un decennio horribilis, fatto di crisi e declino, tagli, calo delle immatricolazioni, quote ancora troppo basse di laureati, mancanza di strategia. Ci sono però anche segnali più confortanti, dalle iscrizioni dell’ultimo anno alla ripresa finanziaria, dalla riduzione degli squilibri tra Nord e Sud al miglioramento della qualità nei reclutamenti. In questo quadro l’attenzione verso il merito e l’eccellenza è la nostra stella polare”.
Ma serve di più, è necessario un deciso cambio di passo per permettere al “Sistema Paese” di uscire da un periodo difficile che non ha risparmiato nessuno. Ci vuole coraggio, come ha spiegato Ferruccio Resta, “Per testare tecnologie nuove e maggior apertura per avviare e condurre le sperimentazioni. È necessario unire le nostre forze, promuovere partnership con istituzioni e imprese affinché le grandi trasformazioni urbane, i piani industriali e i programmi di innovazione pubblici e privati diventino loro stessi laboratori condivisi: veri e propri ‘cantieri’ aperti all’innovazione”.

Le sfide e le opportunità sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare dalle “tecnologie 5G che permetteranno sperimentazioni in numerosi ambiti, dalla realtà virtuale alla guida autonoma, dalla logistica ai robot collaborativi”, passando per la realizzazione di un distretto per le applicazioni delle tecnologie di industria 4.0, “un supporto alle imprese manifatturiere lombarde per la digitalizzazione dei loro processi produttivi, per l’innovazione dei loro prodotti e servizi e per l’accelerazione di startup innovative”. E ancora il recupero delle periferie e il rinnovamento urbano, spazi sostenibili e attenti alle esigenze del cittadino: occasioni che devono diventare cantieri di una architettura che declina alto contenuto tecnologico e attenzione al sociale e all’ambiente. Sfide che il Politecnico di Milano è pronto a cogliere e che lo proiettano direttamente nel futuro. Prova ne sono i progetti avviati per il nuovo Campus di Architettura, che sarà firmato dall’archistar Renzo Piano e per il quale l’Ateneo ha già stanziato 55 milioni di euro, e i nuovi Laboratori di Ingegneria Chimica e dei Materiali. Progetti che, come ha ricordato il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, “rilanceranno Milano come capitale del Design e dell’Architettura nel mondo”.

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