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Procedure negoziate, l’Anac dice no al sopralluogo obbligatorio

Una presa di posizione chiara da parte di Raffaele Cantone nei confronti delle stazioni appaltanti che per un invito a gara richiedono il sopralluogo preliminare agli operatori economici

sopralluogo in cantiere
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Con il comunicato del Presidente del 18 luglio 2018, depositato presso la segreteria del Consiglio in data 26 luglio 2018, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), ha espresso le proprie indicazioni alle stazioni appaltanti sul tema del sopralluogo obbligatorio nella fase di manifestazione di interesse nelle procedure negoziate.

Il sopralluogo nelle gare d’appalto

L’istituto del sopralluogo era disciplinato dall’articolo 106 del Dpr 207/2010, il quale prevedeva che l’offerta da presentare per l’affidamento degli appalti e concessioni di lavori pubblici dovesse essere accompagnata dalla dichiarazione con la quale il concorrente attestava di essersi recato sul luogo di esecuzione dei lavori e di aver preso conoscenza dello stato dei luoghi, nonché delle circostanze suscettibili di influire sul deposito dell’offerta.
Questa norma, è stata abrogata con l’avvento del nuovo Codice, ma lo scopo del sopralluogo rimane quello di consentire ai concorrenti di avere la piena conoscenza delle condizioni di esecuzione dell’opera, garantendo così la stazione appaltante da eventuali future richieste di varianti in corso d’opera da parte dell’esecutore.
L’obbligatorietà del sopralluogo è stata ampiamente discussa nella vigenza del vecchio Codice, mentre con l’abrogazione dell’articolo 106 del Dpr 207/2010 e con l’entrata in vigore del D.lgs. 50/2016, i riferimenti normativi su cui fondare tale interpretazione si sono ampiamente assottigliati.
L’articolo 79, comma 2 del nuovo Codice dei contratti, prevede infatti che quando le offerte possono essere formulate soltanto a seguito di una visita dei luoghi o dopo consultazione sul posto dei documenti di gara e relativi allegati, i termini per la ricezione delle offerte sono stabiliti in modo che gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie per presentare le offerte.

L’intervento dell’ANAC

A seguito delle richieste di chiarimento in tema di sopralluogo obbligatorio nelle procedure negoziate, l’ANAC ha deciso di intervenire con il comunicato del Presidente del 18 luglio 2018, depositato presso la segreteria del Consiglio in data 26 luglio 2018.
Le segnalazioni degli operatori hanno riguardato quel comportamento delle stazioni appaltanti che prevedono l’effettuazione del sopralluogo quale tassativa condizione da soddisfare nella fase preliminare della manifestazione di interesse delle procedure negoziate, ai fini dell’eventuale invito alla gara.
L’ANAC rileva l’ammissibilità del sopralluogo obbligatorio soltanto laddove l’oggetto del contratto abbia una stretta e diretta relazione con le strutture edilizie.
La scelta di prevedere il sopralluogo obbligatorio in un momento antecedente la formulazione delle offerte non è però considerata legittima dall’ANAC per le seguenti ragioni:

  • fuoriesce  dal perimetro applicativo della disposizione recata dal predetto articolo 79,  comma 2, che collega il sopralluogo alla formulazione delle offerte;
  • determina, in violazione dei principi di proporzionalità e libera concorrenza, un  significativo ostacolo per gli operatori economici, sotto il profilo  organizzativo e finanziario, alla competizione per l’affidamento degli appalti  pubblici, considerata peraltro la possibilità che gli operatori economici non  ricevano l’invito o decidano comunque di non presentare offerta.

Ulteriori osservazioni

Con la sentenza del 26 luglio 2018, n. 4597, la quinta sezione del Consiglio di Stato, si è espressa sull’obbligatorietà del sopralluogo richiesto dalla stazione appaltante nella fase di selezione dei concorrenti, statuendo che tale prescrizione non presenta caratteri di irragionevolezza, irrazionalità e illogicità.
In questa sentenza, si rileva come una corretta interpretazione dell’articolo 79, comma 2 del Codice determina invece l’illegittimità della clausola del bando che richiede l’effettuazione del sopralluogo anche per il gestore uscente del servizio, ovvero un soggetto perfettamente a conoscenza dello stato dei luoghi.

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