Professioni tecniche verso la ripresa? Cosa è stato detto al Congresso Inarsind | Ingegneri.info

Professioni tecniche verso la ripresa? Cosa è stato detto al Congresso Inarsind

La situazione attuale delle libere professioni tecniche dopo otto anni consecutivi di crisi al centro del 9° Congresso Nazionale di Inarsind. Ma anche formazzione, CFP e

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Si è svolto a Roma, il 14 giugno 2016, nella prestigiosa cornice del Tempio di Adriano, il Congresso Nazionale di Inarsind, Associazione di intesa sindacale degli Architetti e Ingegneri liberi professionisti italiani. Il tema congressuale, La ripresa delle libere professioni tecniche: analisi e proposte”, ha stimolato la partecipazione di numerosi Colleghi provenienti dalle diverse aree del Paese, che hanno potuto seguire con interesse gli interventi di personalità del mondo professionale: Inarsind, Confprofessioni, Cnappc, CNI e Oice –  e del mondo politico, di varie appartenenze. Dopo i saluti dell’Arch. Natalia Guidi e dell’Ing. Massimiliano Rossetti, rispettivamente presidenti di Inarsind Latina e Roma, ha preso la parola il presidente nazionale di Inarsind, Ing. Salvo Garofalo, che ha ampiamente analizzato la situazione attuale delle libere professioni tecniche dopo otto anni consecutivi di crisi.

Ovviamente tutti i parametri considerati sono risultati negativi ma la relazione ha evidenziato come, dal secondo semestre del 2015, la situazione stia lentamente cambiando lasciando intravedere un andamento positivo per il 2016. Successivamente è intervenuta l’On.le Irene Tinagli, Consigliere del Ministero della Giustizia, che ha evidenziato la necessità di valorizzare il Made in Italy tecnico-professionale per aprire mercati nuovi, rilanciando e aprendo spazi e opportunità per i tecnici italiani. L’On.le Tinagli ha sottolineato come già con il job’s act dei lavoratori autonomi, il Governo abbia iniziato a prendere i primi provvedimenti a favore delle libere professioni di cui tutti riconoscono il ruolo strategico per lo sviluppo del Paese in particolare ha segnalato la deducibilità dei costi della formazione, l’introduzione di forme di garanzia per il pagamento delle prestazioni e l’azione di supporto all’internazionalizzazione.

A seguire l’intervento dell’Ing. Armando Zambrano, presidente del CNI, che ha, fra l’altro, rilevato come gli Ordini, dopo l’ultima riforma, siano particolarmente attivi nella fornitura di servizi agli iscritti operando come provider pubblici per la formazione dato che in due anni hanno gestito circa 10.000 corsi con rilascio dei CFP.

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Zambrano ha concluso affermando che il CNI intende inserire la formazione nell’ambito della certificazione delle competenze e che Enti come UNI e Accredia, a breve, potrebbero accreditare la terzietà gli Ordini anche in questi settori. A conclusione dei lavori della mattinata è intervenuto il vice presidente dell’OICE, Ing. Giorgio Lupoi, che si è soffermato sulle prospettive di sviluppo del settore “che deve guardare al futuro per superare le criticità e il ruolo secondario che l’ingegneria ha in Europa e nel mondo”. Lupoi ha messo in guardia sul pericolo che la P.A. si dedichi direttamente alla direzione dei lavori per mantenere l’incentivo del 2%, ribadendo poi la necessità di aiutare le organizzazioni, anche piccole e medie, ad accrescere la presenza all’estero, così come l’OICE sta facendo da diversi anni.

Alla tavola rotonda del pomeriggio, moderata dalla giornalista Dott.ssa Simona D’Alessio, hanno partecipato il Senatore Maurizio Sacconi (NCD), l’On. Chiara Gribaudo (PD), l’On. Mattia Fantinati (Movimento 5stelle), l’On. Fabio Rampelli (FdL), il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, il Segretario dell’CNAPPC Fabrizio Pistolesi, il vicepresidente di Inarcassa Franco Fietta e il presidente di Inarsind Salvo Garofalo, tutti hanno cercato di individuare, in un momento tanto difficile, le prospettive delle nostre professioni e le possibilità di un loro mantenimento e sviluppo, anche in un’ottica che vada oltre i nostri confini.

Molti i riferimenti alla nostra legislazione ed alle sue caratteristiche non proprio incentivanti per le attività libero-professionali, con l’auspicio di una reale, sostanziale e non nominale semplificazione, ma anche di una nostra comprensione della necessità di avviare processi di aggregazione dei liberi professionisti, per potersi inserire con efficacia nel mercato nazionale e internazionale. Il presidente di Inarsind, concludendo la tavola rotonda, ha affermato che le tante azioni necessarie per uscire veramente dalla crisi rappresentano una vera e propria sfida che, per la loro parte, gli Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti Italiani possono e devono saper affrontare per riaffermare la centralità del loro ruolo per lo sviluppo del nostro Paese.”

I lavori sono poi proseguiti con un vivace e interessante dibattito coordinato dal Segretario Nazionale di Inarsind, ing. Michela Diracca, che ha messo in luce le difficoltà che i professionisti italiani debbono affrontare quotidianamente nell’esercizio della professione e le possibili iniziative miranti a valorizzare il ruolo dell’architetto e dell’ingegnere nel processo progettuale, costruttivo e gestionale delle opere nonché nella realizzazione delle città e della società del futuro, sottolineando anche l’importanza di una categoria unita e presente nell’attività di rappresentanza al fine di portare avanti con forza le istanze e le proposte in tutte le sedi opportune.

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Scarica di seguito la Mozione del 9° Congresso Nazionale Inardind

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