Professioni vs. Oice: nel Codice Appalti una 'sanatoria' per le società di ingegneria? | Ingegneri.info

Professioni vs. Oice: nel Codice Appalti una ‘sanatoria’ per le società di ingegneria?

Rete delle professioni tecniche all'attacco: "Noi esclusi dalla redazione dell'articolato, che include 'sanatoria' per le società di ingegneria". L'Oice: "Falso, così non si fa il bene del settore"

societa_ingegneria_Thinkstock_
image_pdf

In queste ore nel mondo della professione tecnica in Italia sta imperversando una polemica – su temi non del tutto inediti – legata all’approvazione ormai imminente del nuovo articolato che riscriverà le regole per la gestione degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture.
A sollevare la questione è l’universo dei professionisti tecnici, attraverso una nota della Rete delle professioni tecniche, coinvolta direttamente nella redazione della legge delega ma – a detta di Rpt – ‘ignorata’ nel momento di passare all’attuazione e alla redazione dell’articolato.
“Ad oggi non abbiamo avuto la possibilità di valutare alcuna bozza di articolato e siamo costretti a fare le nostre valutazioni sulla base di documenti che circolano in maniera informale”, spiega Armando Zambrano, presidente del Cni e coordinatore della Rete. “Se quello che leggiamo in questi documenti è vero siamo in totale disaccordo con i contenuti dell’articolato. Se per ridurre il numero di articoli del Codice contratti si deve sacrificare una disciplina organica dei servizi di ingegneria e architettura, allora noi non ci stiamo!”.

“Tale disciplina – precisa Zambrano – è necessaria per dare centralità al progetto, come chiaramente espresso nella legge delega. Attualmente le misure risultano sparse all’interno dell’articolato e sono del tutto incomplete”.

“Come se non bastasse – conclude Zambrano – in totale negazione di quanto espresso nella legge delega, viene inserito nel comma 3 dell’articolo 42 bis la sanatoria per le società di ingegneria. Questo è inaccettabile! Ci opporremo con tutte le nostre forze nei confronti di una disposizione semplicemente indecente che va non solo contro la centralità del progetto, ma che affosserà centinaia di migliaia di professionisti e società tra professionisti. Ci auguriamo si tratti solo di una svista e che il Governo vi ponga subito rimedio”.

A stretto giro è arrivata la replica dell’Oice, l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta le società di ingegneria e architettura. Firmata insieme all’Alleanza delle Cooperative italiane di produzione e lavoro, la nota Oice esprime “stupore” circa le dichiarazioni della Rpt.

“È semplicemente incredibile sentire parlare di una fantomatica sanatoria per le società di ingegneria, visto che non c’è proprio nulla da sanare: esse operano legittimamente nel settore pubblico dal 1994 e in quello privato dal 1996, quando fu abrogato il divieto di svolgere attività professionale in forma di impresa, come da anni sostiene la giurisprudenza e come è nei fatti” spiegano Gabriele Scicolone, neo eletto presidente Oice, e Carlo Zini dell’Alleanza cooperative.

“Le società di ingegneria sono uno strumento moderno ed al passo con i modus operandi internazionali, ed anzi scontano in Italia un ritardo dovuto alla continua contrapposizione ed alle polemiche sterili che le riguardano”, continua la nota congiunta. “Se continuiamo di questo passo siamo destinati a perdere le sfide cruciali che i mercati internazionali ci chiedono e ci offrono; continuare a scagliarsi contro società come le nostre che, analogamente a quanto accade nel resto d’Europa e del mondo, da decenni operano in Italia e all’estero nell’architettura e nell’ingegneria anche integrata, fino alla realizzazione “chiavi in mano”, dando lavoro a decine di migliaia di giovani professionisti che difficilmente troverebbero sbocchi professionali dignitosi altrove, significa semplicemente che non si vuole il bene del settore ma soltanto la sua divisione e la sua contrapposizione. Questo, semmai, sarebbe indecente e inaccettabile. A nostro avviso società di ingegneria e professionisti o società tra professionisti sono strumenti diversi e che intercettano mercati diversi; si può coesistere ed occorre che lavoriamo insieme per riportare l’ingegneria italiana, oggi più che mai depressa e mortificata, al ruolo che da sempre rappresenta nell’immaginario collettivo in tutto il mondo.”

In conclusione, Oice e Alleanza Cooperative sottolineano quindi che “le esternazioni dei giorni scorsi da parte della Rete delle professioni tecniche intendono strumentalmente intimidire chi sta lavorando con impegno e professionalità ad un testo complesso e articolato, che nelle ultime versioni, pur perfezionabili, ha recuperato buona parte dei principi oggi vigenti in materia di affidamenti di servizi di ingegneria, salvaguardando quella centralità del progetto fortemente voluta dalle nostre Associazioni e realizzata nella legge 11/2016. Auspichiamo un clima di collaborazione e di confronto aperto e trasparente.”

 

Copyright © - Riproduzione riservata
Professioni vs. Oice: nel Codice Appalti una ‘sanatoria’ per le società di ingegneria? Ingegneri.info