Professionisti e costi della sicurezza, al Senato arriva il disegno di legge | Ingegneri.info

Professionisti e costi della sicurezza, al Senato arriva il disegno di legge

Obblighi minimi tariffari ed una calendarizzazione immediata per il ddl 743 'Disposizioni in materia di valutazione dei costi della sicurezza sul lavoro'

sicurezza appalti pubblici
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Nessuno tocchi i minimi tariffari per i professionisti della sicurezza. L’alzata di scudi arriva questa volta non dagli ingegneri ma dagli architetti: il monito è dell’Ordine degli Architetti di Roma, che chiede urgentemente la calendarizzazione del ddl n. 743 in merito alle Disposizioni in materia di valutazione dei costi della sicurezza sul lavoro, presentato dai senatori Paolo Nugnes e Stefano Patuanelli per promuovere la sicurezza sul lavoro negli appalti pubblici. Un obiettivo da raggiungere grazie soprattutto alle competenze dei professionisti coinvolti, che potranno garantire la qualità del loro operato anche attraverso l’applicazione rigorosa delle tariffe previste per le categorie professionali coinvolte, in primis il coordinatore per la sicurezza nella fase progettuale ed esecutiva.

Le tariffe incluse tra i costi della sicurezza

Il ddl n. 743 è in attesa di essere calendarizzato dalla Commissione Lavoro del Senato. Un decreto atteso dai professionisti operanti nel settore, in quanto prevede che le tariffe professionali siano incluse tra i costi della sicurezza non soggetti al ribasso. La stazione appaltante, quindi, dovrà evidenziare, nei documenti di gara, i costi per i piani di sicurezza e il costo del perso­nale, che non potranno essere ribassati.

Il ddl n. 743 prevede una evoluzione rispetto al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ‘Testo unico in ma­teria di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, il nuovo disegno di legge prevede la sostituzione del comma 6 con il seguente dettato normativo: “Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture”.

Ed è questo il punto che interessa maggiormente gli architetti romani: “I costi relativi alla sicurezza negli appalti sono tradizionalmente assistiti da una declaratoria di inderogabilità e irriducibilità, per assicurare che le fisiologiche economie dell’appaltatore nell’ambito della commessa non vadano a discapito delle misure preventive degli infortuni che la legge impone a committente e appaltatore di adottare. Questo principio si è tradotto nell’obbligo per la stazione appaltante di predisporre piani di sicurezza e coordinamento nel cantiere che l’appaltatore può integrare in varie maniere, da cui è derivata l’individuazione di una categoria di costi della sicurezza fissati dalla stazione appaltante nei bandi di gara, da considerarsi non soggetti a ribasso d’asta. Questa impostazione è stata recepita nel Testo Unico sulla sicurezza”, aggiunge l’OAR.

Il nuovo Codice dei contratti pubblici non aggiunge nulla di nuovo in tal senso. Anzi, il legislatore “ha eliminato ogni coordinamento tra le gare d’appalto e la disciplina della sicurezza, limitandosi a operare meri rinvii, come chiaramente affermato dall’ANAC con una delibera del 2016, dove si individuano le norme di riferimento valevoli per le gare pubbliche negli artt. 26, comma 6, Testo Unico Sicurezza, che stabilisce il principio dell’adeguatezza del valore economico della gara al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza valevole per le gare di appalto in genere”, sottolinea l’Ordine romano.

Il piano per la sicurezza

E da questo principio deriva la battaglia dei professionisti di settore: nel piano della sicurezza è prevista la nomina, da parte della stazione appaltante, del coordinatore della sicurezza in fase sia di progettazione che di esecuzione, ruolo al quale si rivolge fisiologicamente una pluralità di professionisti iscritti ai rispettivi Ordini, le cui prestazioni sono remunerate con le relative tariffe. “È principio acquisito nel diritto comunitario quello per cui l’imposizione di minimi inderogabili di tariffa professionale è incompatibile con la libertà di concorrenza, tanto che nel 2012 è stata disposta l’abrogazione delle ‘tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico’. Rimane, però, aperta la porta, nella giurisprudenza comunitaria, a minimi tariffari giustificati da ragioni imperative di interesse pubblico, proprio come quelle della sicurezza”, rilevano gli architetti. Una giurisprudenza comunitaria che deve essere avallatadal ddl n. 743: “Facciamo appello alla sensibilità di tutti i professionisti tecnici che siedono in Parlamento, affinchè sollecitino i gruppi parlamentari di appartenenza a procedere a immediata discussione e trattazione del ddl che prevede di equiparare i corrispettivi dei professionisti della sicurezza ai costi della sicurezza tradizionalmente intesi, sia negli appalti pubblici che privati, legittimando la re-introduzione di minimi tariffari vincolanti nel rispetto dei principi comunitari in materia di liberalizzazione delle tariffe”, conclude l’Ordine degli architetti romano.

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