Progettisti interni alla Pa invece che studi esterni: la Sardegna ci riprova | Ingegneri.info

Progettisti interni alla Pa invece che studi esterni: la Sardegna ci riprova

C'è stato un nuovo tentativo della Regione Sardegna di promuovere l'uso dei progettisti interni all'azienda regionale per l'edilizia abitativa invece che i progettisti esterni. Dura la reazione del Cni

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Dura reazione del Consiglio nazionale ingegneri contro il tentativo della Sardegna di internalizzare la progettazione, utilizzando come progettisti i professionisti dell’azienda regionale per l’edilizia abitativa. La questione fa riferimento al provvedimento di riforma di Area (come appunto si chiama l’azienda regionale per l’edilizia abitativa) approvato giovedì sera dal Consiglio Regionale della Sardegna, che contiene una norma che prevede tra le fonti di finanziamento i ”compensi per spese tecniche e generali o per altre attività, compresi i servizi di ingegneria ed architettura, per opere delegate o di interesse regionale”.

Secondo il Cni l’idea è quella di utilizzare i professionisti che lavorano in Area come progettisti per le diverse opere in programma sul territorio regionale in modo da internalizzare il costo della progettazione invece che rivolgersi agli studi esterni.

Non è la prima volta che la Regione Sardegna tenta questo processo, a prima vista diretto alla riduzione dei costi. Già la Finanziaria 2015 conteneva un’indicazione simile che aveva suscitato le reazioni del mondo dei professionisti di settore a livello nazionale (vedi i commenti dell’Oice e del Cni), salvo poi rientrare.

Spiega Armando Zambrano, presidente Cni:

“Elaborare un progetto e seguirne la realizzazione è un lavoro di grande responsabilità e il percorso scientifico, normativo e creativo deve essere riconosciuto. Non a caso noi da anni ci battiamo perché venga affermata la centralità del progetto nella realizzazione delle opere. In questo senso, la decisione del Consiglio Regionale della Sardegna si profila come del tutto anacronistica”.

Anche Gianni Massa, vice presidente Cni, commenta:

“Se la Pubblica Amministrazione vuole occuparsi della progettazione, è corretto istituire uffici preposti. A patto, però, che i progettisti impiegati siano obbligati a possedere e documentare i medesimi requisiti professionali richiesti ai liberi professionisti e che il progetto sia unico e multidisciplinare, non la somma di ‘consulenze esterne’.Prima di preoccuparsi di progettare al proprio interno,la Pubblica Amministrazionedovrebbe impegnarsi ad offrire al cittadino un servizio di qualità e in tempi certi attraverso un buon management del processo di progettazione e realizzazione”.

Secondo il Cni l’internalizzazione della fase progettuale, oltre a essere in controtendenza rispetto al processo di snellimento generale in atto nella PA, nasconde insidie e costi elevati per la collettività tanto che il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici approvato ad aprile ha escluso questa modalità sulla base dei dati che evidenziano un aumento spropositato dei costi e l’insostenibilità dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche così progettate.

“La Regione ci riprova”, avverte Gaetano Nastasi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Cagliari, “ma andare avanti su questa strada vorrebbe dire da una parte allontanarsi da quanto una PA moderna dovrebbe fare, ovvero concentrarsi su pianificazione e controllo dei procedimenti, dall’altra esporsi a un aumento dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere”.

 

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