Dal regime forfetario agli appalti pubblici, i temi caldi dell’ingegneria per il 2019 | Ingegneri.info

Dal regime forfetario agli appalti pubblici, i temi caldi dell’ingegneria per il 2019

Anno nuovo ma vecchi e nuovi problemi nei settori strategici per i professionisti: ecco alcuni provvedimenti legislativi che interessano maggiormente la categoria, tra polemiche e prospettive

2019, cosa si aspettano gli ingegneri?
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Dalla fatturazione elettronica all’introduzione della centrale unica per la progettazione di opere pubbliche, dal nuovo regime forfetario sino all’estensione ai professionisti delle misure previste da ‘Resto al Sud’. La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto tante novità importanti per gli ingegneri e riguardano numerosi temi caldi della categoria. Ecco una sintetica panoramica di quanto previsto dalla Legge proprio per la categoria.

Problemi per la fatturazione elettronica

Dal 1 gennaio 2019 è partito ufficialmente l’obbligo di emissione della fattura elettronica. Ebbene, i primi giorni possono essere definiti di rodaggio, visto che sono arrivate da più parti segnalazioni di qualche défaillance di troppo per il nuovo portale dell’Agenzia delle Entrate creato ad hoc per la gestione telematica delle fatture. Infatti molti operatori che hanno cercato di inviare per conto di clienti le prime fatture dell’anno si sono trovati di fronte al seguente intoppo-disservizio: “Il sistema non è al momento disponibile“. Insomma, non certo un inizio da sogno. Ma già negli ultimi giorni del 2018 c’era chi aveva segnalato criticità nell’accadere al sistema per poter inserire i dati dei propri clienti in vista del cambiamento in opera dal primo di gennaio.

Un problemino non da poco, visto che la fatturazione elettronica coinvolge il 56% delle partite Iva italiane, pari a circa 2,8 milioni di imprese (fra cui 4.500 grandi aziende, 250 mila Pmi e 2 milioni e 550 mila micro imprese), per un totale di circa 3 miliardi di fatture elettroniche stimate nel 2019. Come spiegano i tecnici dell’Osservatorio Fatturazione elettronica & eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano, attualmente la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, oltre che in Italia, è già completamente obbligatoria soltanto in Spagna, Islanda, Paesi Bassi, Austria, Slovenia, Danimarca, Estonia e Finlandia, mentre è solo parzialmente obbligatoria in Francia, Belgio, Norvegia e Svezia. In tutti gli altri paesi non è stato inserito alcun obbligo né verso la Pa né fra i privati.

Le difficoltà attuative non mancano – riconosce Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio Fatturazione elettronica & eCommerce B2b – e alcuni affanni sono evidenti. Ma il vero potenziale della fattura elettronica potrà esprimersi a regime e quando le imprese faranno un salto culturale oltre l’adempimento e investiranno nella digitalizzazione di interi processi operativi e non solamente sulla dematerializzazione di un documento”. Insomma, una vera e propria ‘rivoluzione culturale’ che sta però procedendo a rallentatore.

Nuove regole per il regime forfetario

Tra i temi caldi per i professionisti italiani, le nuove regole e criteri, introdotti dalla Legge di Bilancio 2019, per accedere al regime forfetario. La Legge n. 145/2018 (Gazzetta Ufficiale 31/12/2018, n. 302 -S.O. n. 62) ha previsto alcune modifiche alla Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità per il 2015) che estendono la possibilità di accedere al nuovo regime forfetario anche a professionisti e partite IVA che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000. Per questi soggetti è prevista l’applicazione di una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le start up). Nel caso di adesione al regime forfetario, i contribuenti non dovranno più valorizzare l’IVA in fattura e dovranno solo comunicare la loro decisione al Fisco entro il 28 febbraio 2019. Evidenti, dunque, i vantaggi che introduce il nuovo regime, del quale però non potranno avvalersi:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

Appalti: perplessità sulla Centrale per la progettazione delle opere pubbliche

Nel settore degli appalti e degli investimenti pubblici sta continuando a far discutere l’introduzione della Centrale per la progettazione delle opere pubbliche. Uno strumento che avrà un costo di 100 milioni di euro all’anno e rivolto essenzialmente alle amministrazioni centrali e gli enti territoriali interessati alla progettazione di opere pubbliche. Tra i compiti assegnati alla Centrale rientrano, in particolare:

  • la progettazione di opere pubbliche,
  • la gestione delle procedure di appalto in tema di progettazione per conto della stazione appaltante interessata,
  • la predisposizione di modelli di progettazione per opere simili,
  • la valutazione economica e finanziaria del singolo intervento,
  • l’assistenza tecnica alle amministrazioni coinvolte nel partenariato pubblico/privato.

Ebbene, già prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio, erano stati diversi i pareri contrari all’introduzione della Centrale. Fra tutti, quello dei rappresentanti della Rete delle Professioni Tecniche, secondo cui lo strumento adottato è “Qualcosa che il Paese ha già sperimentato in passato, e che ha determinato effetti contrari a quelli auspicati. Un apparato pubblico come quello immaginato, con un contingente tecnico così esiguo, è strutturalmente e funzionalmente inadeguato a gestire le esigenze di migliaia di stazioni appaltanti, ed è, inoltre, profondamente sbagliato pensare di centralizzare all’interno della pubblica amministrazione l’attività di progettazione poiché si attiverebbero processi distorsivi del mercato, lesivi della trasparenza e che comprometterebbero l’efficienza delle procedure e la qualità dei progetti”.

Assunzioni nel Pubblico. Con polemica

Il comma 330, lettera c) della Legge di Bilancio prevede 371 nuove assunzioni, in due anni, per la nuova Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA) a cui vanno, come precisato al comma 332 ulteriori 3 milioni di euro in due anni per il funzionamento. Con il comma 372, ecco le assunzioni nel 2019 di 50 unità di personale al Mit per le attività della Motorizzazione civile. Dal 2020 al 2025, con il comma 394, previste 500 assunzioni in più nella Guardia Costiera così da accrescere la sicurezza, anche ambientale, della navigazione e dei traffici marittimi. Eppure, la polemica arriva dal mondo della scuola, più precisamente dal “Comitato idonei secondaria concorso docenti 2016”, che in comunicato lamentano che “la Legge di Bilancio 2019 contiene norme che prorogano tutte le graduatorie dei concorsi pubblici a partire dal 2010, offrendo agli idonei la possibilità di essere assunti nella Pubblica Amministrazione. Tuttavia, questa prospettiva è stata esplicitamente preclusa per gli idonei ai concorsi nella pubblica istruzione: i cosiddetti ‘idonei fantasma’, categoria creata dalle storture della ‘Buona Scuola’. Docenti abilitati, esperti, competenti che hanno superato il durissimo concorso a cattedra del 2016 e che, allo scadere delle graduatorie di merito, vedranno vanificato il loro impegno e umiliata la loro professionalità. Gli idonei chiedono giustizia per aver superato un concorso altamente selettivo, al fine di non essere scavalcati da chi ha superato solo un percorso dichiaratamente non selettivo”.

Liberi professionisti ammessi a misura Resto al Sud

Si ampliano le agevolazioni previste dalla misura ‘Resto al Sud, con contributi previsti per la nascita di nuove attività imprenditoriali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.  Le agevolazioni, inizialmente riservate solo agli under 36, ora si estendono anche agli under 46 e ai liberi professionisti.

In particolare, i liberi professionisti che intendono usufruire di Resto al Sud, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione, non dovranno essere titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento. Inoltre, dovranno mantenere la sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno interessate. Il finanziamento previsto copre il totale delle spese ammissibili ed è così suddiviso:

  • contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo,
  • finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.

L’importo massimo del finanziamento erogabile è di 50 mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 20 0mila euro. Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso la piattaforma dedicata, accessibile dal sito www.invitalia.it.

Una misura, Resto al Sud, che nel 2018 ha ottenuto un ottimo successo, visto che nel Mezzogiorno grazie agli incentivi previsti sono nate oltre 2.200 imprese e sono stati creati più di 8.200 posti di lavoro.

Detrazioni fiscali per recupero edilizio e risparmio energetico

Tutto come previsto: la Legge di Bilancio ha rinnovato per un altro anno le detrazioni fiscali relative al recupero edilizio, al risparmio energetico, all’acquisto di mobili ed elettrodomestici e gli interventi di sistemazione a verde.

Riassumendo, l’art. 1, comma 67 della Legge n. 145/2018 ha confermato al 31 dicembre 2019:

  • le detrazioni del 65% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica di edifici esistenti;
  • le detrazioni del 50% per le spese, sostenute dal 1° gennaio 2019, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione;
  • le detrazioni del 50% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti.
  • le detrazioni del 50% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Sono inoltre confermate le detrazioni fiscali del 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Infine, l’art. 1, comma 68 prevede la proroga per la detrazione del 36% delle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; alla realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

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