Regime forfettario 2019: quali modifiche ci sono per Flat tax e determinazione del reddito? | Ingegneri.info

Regime forfettario 2019: quali modifiche ci sono per Flat tax e determinazione del reddito?

Le modalità di accesso al regime forfetario risultano semplificate, ma ci sono modifiche nella determinazione del reddito. Tutto quello che c’è da sapere sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019

tax return form income calculator irs individual
image_pdf

La Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018) ha modificato la disciplina riferita al “regime fiscale agevolato per autonomi” (c.d. regime forfetario).
Nel dettaglio sono state semplificate le modalità di accesso al regime forfettario prevedendo che tale regime può essere utilizzato dalle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ad Euro 65.000.

Infatti, tali soggetti, già dal 2019, potranno utilizzare tale regime semplificato, che prevede l’applicazione dell’imposta fissa sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap del 15% (percentuale ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività), sempre che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, per un ammontare non superiore ad Euro 65.000 (in caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate).

Un aspetto a cui prestare molta attenzione è il seguente: il regime forfetario, così come modificato ad opera della Legge di Bilancio 2019, può essere utilizzato dai soggetti già in attività. Così come era stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la CM n. 10/E del 4 aprile 2016, la nuova soglia, ragguagliata ad anno, di Euro 65.000 va verificata, dal 1° gennaio 2019, rispetto a quanto incassato nell’anno precedente (così come chiarito dalla CM n. 6/E del 19 febbraio 2015, i ricavi o i compensi relativi all’anno precedente vanno assunti applicando lo stesso criterio di computo – competenza ovvero cassa – previsto dal regime fiscale e contabile applicato in quel periodo d’imposta). Il citato criterio torna applicabile sia in caso di primo accesso al regime forfettario, sia in caso di verifica della permanenza nel 2019 (quindi, ad esempio, se un professionista nel corso del 2018 ha percepito compensi per Euro 35.000, potrà continuare ad utilizzare il regime forfetario nel 2019 ancorché nel 2018 abbia superato la precedente soglia di Euro 30.000, ma comunque inferiore alla nuova soglia di Euro 65.000). Ferma restando, comunque, la possibilità di opzione per l’applicazione del regime ordinario (con vincolo, minimo, triennale).

Così come stabilito dal comma 71 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014, il superamento della nuova soglia di Euro 65.000 determina la fuoriuscita dal regime a decorrere dall’anno successivo, indipendentemente dalla misura dello sforamento.

Attenzione: così come stabilito sempre dalla Legge di Bilancio 2019, a decorrere dal 1° gennaio 2020, le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che nel periodo d’imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione hanno conseguito ricavi o percepito compensi compresi tra Euro 65.001 ed Euro 100.000 ragguagliati ad anno, possono applicare al reddito d’impresa o di lavoro autonomo, determinato nei modi ordinari, un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap nella misura fissa del 20%.

Tabella: soglie e coefficienti di redditività per settori di attività e determinazione del reddito

tabella 1

Attenzione:
• dal 2019, il reddito imponibile, dei contribuenti forfetari, si ottiene applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività (nella misura indicata nell’allegato 2 della Legge di Bilancio 2019 che ha sostituito l’allegato 4 annesso alla Legge n. 190/2014) differenziato a seconda del codice ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata, senza tener conto delle spese sostenute nell’anno;
• sul reddito imponibile così determinato si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap, pari al 15%. I contributi previdenziali si deducono dal reddito; l’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10 del TUIR;
• i contribuenti forfetari sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie. Non applicano gli studi di settore e i parametri, sebbene siano tenuti a fornire, nella dichiarazione dei redditi, alcune informazioni relative all’attività svolta; non operano le ritenute alla fonte, pur essendo obbligati a indicare in dichiarazione il codice fiscale del soggetto a cui sono stati corrisposti emolumenti; non subiscono le ritenute, in ragione dell’esiguità della misura dell’imposta sostitutiva.

Attenzione:
• con riferimento, invece, all’imposta sostitutiva, a decorrere dal 2020, del 20% sui redditi di lavoro autonomo e di impresa delle partite IVA individuali con fatturato tra Euro 65.000 ed Euro 100.000, si evidenzia che la Legge di Bilancio 2019 stabilisce che il reddito va determinato nei modi ordinari. Quindi, senza l’abbattimento forfetario del fatturato così come previsto, invece, per il regime forfetario;
• i ricavi e i compensi non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. Al riguardo i contribuenti in tale regime devono rilasciare un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva. Inoltre, ai forfetari non viene assegnata o riconosciuta la qualifica di “sostituti d’imposta”, conseguentemente non devono effettuare, a loro volta, ritenute alla fonte al momento del pagamento di compensi rientranti nell’ambito di applicazione delle medesime, anche se, in sede di dichiarazione dei redditi, sono tenuti ad annotare il codice fiscale dei percettori dei redditi per i quali non è stata operata la ritenuta alla fonte;
• stante quanto contenuto nella relazione illustrativa al DDL Bilancio 2019, si ritiene che a differenza del regime forfetario, gli adempimenti contabili e fiscali per i contribuenti che rientrano nel nuovo regime dal 2020 dovrebbero rimanere quelli previsti ad oggi dalla vigente disposizione normativa sia per gli esercenti arti e professioni, sia per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa operanti in contabilità semplificata ovvero ordinaria.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Regime forfettario 2019: quali modifiche ci sono per Flat tax e determinazione del reddito? Ingegneri.info