Riforma appalti diventa legge, l'Oice: "Finalmente il progettista torna centrale" | Ingegneri.info

Riforma appalti diventa legge, l’Oice: “Finalmente il progettista torna centrale”

La soddisfazione dell'associazione delle società di ingegneria per l'approvazione definitiva, in Senato, del testo che va a riformare il sistema degli appalti

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“Con questa legge il Paese fa un gran salto in avanti verso la modernizzazione della normativa sugli appalti, nel senso da noi da tempo auspicato, affidando al progetto e al progettista un ruolo centrale”: è quanto ha affermato a caldo l’ing. Patrizia Lotti, presidente dell’Oice, a seguito dell’approvazione finale del disegno di legge delega sugli appalti, avvenuta il 14 gennaio 2016 con 170 voti favorevoli, 30 contrari e 40 astenuti.

Per l’associazione delle società di ingegneria, aderente a Confindustria, il ddl ha migliorato e rafforzato il ruolo del progetto e del progettista attraverso una serie di decisioni sulle quali l’Oice insiste da molto tempo: l’eliminazione dell’incentivo del due per cento per i progettisti interni alla P.A., la limitazione dell’appalto integrato, il divieto di affidamento degli incarichi al prezzo più basso, la limitazione delle varianti e il rilancio della funzione di verifica dei progetti.

“Avevamo da subito affermato che l’occasione del recepimento delle direttive europee e della riforma del codice appalti andava colta per dare un colpo deciso alla corruzione attraverso una maggiore trasparenza delle procedure e un rafforzamento dei poteri dell’Anac e tutto questo lo ritroviamo ben calibrato nei settanta criteri direttivi della legge delega”, spiega Lotti. “In particolare, il ruolo centrale affidato all’Autorità nazionale anticorruzione, che terrà l’albo dei commissari di gara e giocherà un ruolo decisivo sia per la messa a punto di bandi e contratti-tipo, sia per la vigilanza sulla esecuzione dei contratti, rappresenta una garanzia per tutti gli operatori del settore in termini di trasparenza e lotta alla corruzione”.

Il varo della riforma è però soltanto il primo passo di un iter lungo e complesso: “Oggi – conclude il Presidente Lotti – dobbiamo ringraziare Governo e Parlamento per l’importante lavoro fatto, al quale noi come tutte le altre componenti del settore abbiamo dato un contributo di esperienza importante e correttamente ascoltato, nell’interesse pubblico. Adesso il lavoro più difficile è in capo alla commissione ministeriale che dovrà attuare la delega. Siamo convinti che gli esperti chiamati a questo compito sapranno rendere ancora più efficaci ed effettivi i principi direttivi della delega, portando in consultazione pubblica un testo che certamente renderà la normativa più chiara e semplice, consentendo a tutti, compresi i progettisti, le imprese e le amministrazioni di concentrarsi non sui ricorsi e sulle interpretazioni normative, ma sul lavoro e sul fine ultimo da perseguire: programmare, progettare e realizzare opere di qualità ed efficienti, utili alla collettività. Per nostra parte ci siamo e ci saremo sempre”.

 

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