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Riscatto della laurea gratis? Come si fa oggi

Continua il successo in Rete del coordinamento #Riscattalaurea: ecco come funziona oggi, come potrebbe essere domani

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Ormai è una notizia che campeggia su tutti i media nazionali: il riscatto gratis degli anni della laurea per tutti, a fini pensionistici, potrebbe presto diventare una realtà. Attenzione, però, perché il condizionale è d’obbligo. Siamo ancora alle fasi preliminari di un percorso che si preannunzia lungo e tortuoso, pieno di insidie e tranelli.

Intanto, se oggi si parla di nuovo di riscatto degli anni di studio, il merito va sicuramente al coordinamento #Riscattalaurea, nato tra Roma e Napoli in maniera spontanea fra gli studenti e che sta riscuotendo un successo crescente anche soprattutto sulla Rete. Sono oltre 20 mila, infatti, i followers sulla pagina Facebook creata ad hoc che stanno partecipando alla campagna social, postando la propria foto con il cartello #riscattalaurea. I responsabili del coordinamento Luigi Napolitano e Rosario Pugliese fanno sapere che l’obiettivo è il riscatto gratuito degli anni del corso di studi per tutti i laureati italiani, “senza distinzione di età anagrafica e di reddito”. Richieste già fatte pervenire ai rappresentanti del Miur che però per ora prendono tempo: insomma, il Ministero dell’Istruzione vuole fare degli approfondimenti sulla questione, con analisi precise di costi e fattibilità dell’operazione. Nel frattempo, l’unico ad esporsi sulla vicenda è il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Barretta, secondo cui si potrebbe discutere partendo da due indicazioni inderogabili: innanzitutto a beneficiare del riscatto gratuito, dovrebbero essere soltanto i nati tra il 1980 e il 2000, i cosiddetti Millennials. Il secondo è che lo Stato verserebbe i contributi figurativi all’Inps solo per quei Millennials che avranno finito gli studi universitari nei tempi stabiliti. I fuori corso, insomma, non potranno avere accesso all’agevolazione.

Un’ipotesi che per ora trova la ferma opposizione di Napolitano e Pugliese. Nei prossimi mesi si vedrà quali accordi di riusciranno a raggiungere e se lo Stato davvero metterà mano ad un riscatto che sta diventando un sogno per oltre 6 milioni di italiani. Intanto, come funziona attualmente il riscatto della laurea? Direttamente dal sito dell’Inps, si evince che il servizio è rivolto a tutti coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato. La facoltà è esercitabile anche dai disoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero.

Come funziona il riscatto della laurea
I periodi che non danno possibilità di riscatto sono quelli:
– di iscrizione fuori corso;
– già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto che sia non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche negli altri regimi previdenziali richiamati dall’articolo 2, comma 1, decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e gestioni speciali del Fondo stesso per i lavoratori autonomi e fondi sostitutivi ed esclusivi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti e gestione di cui all’articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335).
Si possono invece riscattare:
– i diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni;
– i diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;
– i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
– i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
– i titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509 ovvero Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.
Per quanto riguarda i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, possono essere riscattati ai fini pensionistici, secondo le vigenti disposizioni in materia, i nuovi corsi attivati a decorrere dall’anno accademico 2005/2006 e che danno luogo al conseguimento dei seguenti titoli di studio:
– diploma accademico di primo livello;
– diploma accademico di secondo livello;
– diploma di specializzazione;
diploma accademico di formazione alla ricerca, equiparato al dottorato di ricerca universitario dall’art.3, comma 6, decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212 (messaggio 14 giugno 2010, n. 15662).
Il riscatto può riguardare l’intero o i singoli periodi.
Dal 12 luglio 1997 è possibile riscattare due o più corsi di laurea, anche per i titoli conseguiti anteriormente a questa data.
Non è possibile chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto di laurea legittimamente accreditata a seguito del pagamento del relativo onere.

I costi
È conveniente riscattare gli anni di laurea nei primi anni di lavoro quando si guadagna meno. Quanto prima si fa la domanda tanto meno si paga. Da sapere, poi, che, si legge sul sito INPS, “Non è possibile chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto di laurea legittimamente accreditata a seguito del pagamento del relativo onere”.

Il riscatto per chi non lavora
Nelle ipotesi di riscatto laurea richiesto da soggetti inoccupati, “l’onere è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo degli artigiani e commercianti moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’Assicurazione Generale Obbligatoria, vigente nell’anno di presentazione della domanda”.

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