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Scia unica e conferenza di servizi, stop alla legge dell’Abruzzo

Il Governo impugnerà il provvedimento per incostituzionalità, in quanto deroga in peggio la disciplina nazionale e contrasta con il principio di semplificazione amministrativa

Scia
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Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge n. 51 del 4 settembre 2017 della Regione Abruzzo, recante disposizioni in materia di competitività, sviluppo e territorio.

Secondo il Governo, alcune norme della legge regionale contraddicono l’impianto normativo della nuova conferenza di servizi e il principio della concentrazione dei regimi amministrativi, introdotto attraverso la Scia unica e la Scia condizionata.
In un comunicato, l’Esecutivo spiega che la legge regionale dell’Abruzzo n. 51/2017 “presenta profili di illegittimità costituzionale con riferimento alle disposizioni contenute negli articoli 6,7 e 8 che si pongono in contrasto con le disposizioni statali interposte, violando la competenza esclusiva statale in materia di livelli essenziali delle prestazioni e tutela della concorrenza, dell’ambiente e del paesaggio, di cui all’articolo 117, secondo comma lettere m), e) ed s) della Costituzione”.

 

Le norme contestate “derogano i decreti legislativi 126, 127 e 222 del 2016 che riscrivono la disciplina della conferenza di servizi e novellano l’istituto della segnalazione certificata di inizio attività (Scia). In pratica, il Governo rivendica come competenza esclusiva dello Stato riguardante i livelli essenziali delle prestazioni, la disciplina per la presentazione di istanze, segnalazioni e comunicazioni alla Pubblica Amministrazione, dal momento che “l’attività amministrativa può assurgere alla qualifica di “prestazione” della quale lo Stato è competente a fissare un livello essenziale a fronte di uno specifico diritto di individui, imprese, operatori economici e, in genere, soggetti privati”(Corte Cost. sentenza n. 164 del 2012).
Regioni ed Enti locali possono derogare alle norme nazionali solo in melius, cioè prevedendo ‘livelli ulteriori di semplificazione’. Al contrario, le norme della legge abruzzese introducono adempimenti ed oneri aggiuntivi non giustificati in contrasto con i principi di proporzionalità, efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa.

Le norme contestate: la comunicazione unica regionale (Cur)
L’art. 6, comma 1, dove prevede la presentazione di una comunicazione unica regionale (Cur) al Suap per l’avvio, lo svolgimento, la trasformazione e la cessazione di attività economiche, nonché per l’installazione, l’attivazione, l’esercizio e la sicurezza di impianti e l’agibilità degli edifici funzionali alle attività economiche, è in contrasto:
a) con l’art. 2, comma 1 del d.lgs. n. 126 del 2016, che prevede l’adozione di una modulistica unificata e standardizzata a livello nazionale, nonché la documentazione da allegare;
b) con l’art. 19-bis, legge n. 241 del 1990, introdotto dall’art. 3 del d.lgs n. 126 del 2016, secondo cui, se per lo svolgimento di un’attività soggetta a Scia siano necessarie altre Scia comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, l’interessato presenta una “Scia unica”, mentre invece, presenta una “Scia condizionata” quando, oltre alla Scia, sia richiesta l’acquisizione di atti di assenso comunque denominati o pareri di altri uffici e amministrazioni ovvero l’esecuzione di verifiche preventive.

Le norme contestate: la disciplina della conferenza di servizi
L’art. 7 della legge regionale n. 51/2017 riscrive la disciplina della conferenza di servizi, come modificata dal d.lgs. n. 127 del 2016, derogando in peius la normativa generale, poiché aggrava e rende incerti i termini dei procedimenti amministrativi a svantaggio dei cittadini e delle imprese, non prevedendo termini perentori per l’adozione delle determinazioni da parte delle amministrazioni competenti, né una scansione degli stessi al fine consentire il rispetto del termine di conclusione del procedimento. Nello stesso tempo l’art. 7 non prende in alcuna considerazione la tutela degli interessi sensibili nel caso in cui siano coinvolte amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute dei cittadini.
Sull’esigenza di assicurare l’unitarietà del sistema e il principio di certezza del diritto, si è espressa recentemente la Corte Costituzionale, con la sentenza n.49 del 2016 in materia di Scia edilizia.

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