Servizi di ingegneria e architettura, non c’è l’obbligo del ricorso ai mercati elettronici | Ingegneri.info

Servizi di ingegneria e architettura, non c’è l’obbligo del ricorso ai mercati elettronici

A chiarirlo la circolare 133/2017 del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in seguito all’entrata in vigore dell’articolo 36, comma 6, del Codice dei contratti

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Non esistono i presupposti per rendere obbligatorio il ricorso ai mercati elettronici per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura dopo le modifiche dell’art. 36 del Codice dei contratti (D.Lgs 50/2016). E’ questa la posizione ufficiale del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che emerge dalla circolare 133/2017 diramata di recente.

Il documento ricostruisce in maniera dettagliata le peculiarità e le caratteristiche dei mercati elettronici, in particolare riferendosi a quello della Pubblica Amministrazione, il cosiddetto MEPA, ed approfondisce la materia alla luce della peculiare disciplina dei servizi di ingegneria e architettura.
Esaminando le tre distinte modalità procedurali attraverso le quali può avvenire l’acquisto di beni e servizi sul MEPA (l’ordine di acquisto, la richiesta di offerta e la trattativa diretta), viene illustrato il ricorso agli strumenti di acquisto e/o negoziazione elettronici nel regime normativo previgente al D.Lgs. 50/2016, ponendo in evidenza che tale ricorso, anche prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti, non rappresentava un obbligo assoluto, ma era limitato a determinate condizioni.

Andando nel dettaglio, come specifica la circolare del Cni, “L’art. 1, comma 450 della Legge Finanziaria 2007 obbliga al ricorso al MEPA le sole amministrazioni centrali e periferiche, mentre per le restanti amministrazioni (dunque tutte le autonomie locali) il ricorso preventivo al mercato elettronico non è limitato al solo MEPA, ma si estende anche a tutti gli altri eventuali mercati elettronici senza alcun ordine di preferenza fra il primo ed i secondi”. In sintesi, “le amministrazioni diverse da quelle statali centrali hanno la sola facoltà di utilizzare le convenzioni – quadro di Consip, ma, di contro, su di esse grava l’obbligo di utilizzarne i parametri di ‘prezzo-qualità’ come limite massimo per la stipulazione di contratti e questo anche nel caso di ricorso ai mercati elettronici ovvero alle procedure telematiche di affidamento”.

Tutto questo ora trova un rinforzo grazie all’entrata in vigore, come già menzionato, dell’articolo 36 del Codice dei contratti. Il comma 6 prevede che: “per lo svolgimento delle procedure di cui al presente articolo le stazioni appaltanti possono procedere attraverso un mercato elettronico che consenta acquisti telematici basati su un sistema che attua procedure di scelta del contraente interamente gestite per via elettronica. Il Ministero dell’economia e delle finanze, avvalendosi di Consip S.p.A. mette a disposizione delle stazioni appaltanti il mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni”.
Una normativa che si presta ad una duplice interpretazione: una che esclude il perdurante obbligo del prioritario ricorso alle procedure del mercato elettronico e l’altra che, invece, conferma l’obbligatorietà. Affrontando per ora la seconda opzione, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri come quest’ultima muova “dal presupposto della sostanziale integrazione fra la disposizione dell’art. 36 e quella dell’art. 1 comma 450 Legge Finanziaria 2007”.

Una tesi che, valorizzando la ratio della semplificazione e snellimento delle procedure che starebbe alla base dell’introduzione dell’obbligo del ricorso al mercato elettronico ed alla gestione telematica delle procedure di aggiudicazione, “arriva a sostenere che resterebbe fermo l’obbligo del ricorso al mercato elettronico e che la norma di cui al comma 6 dell’art. 36 non inciderebbe su detto obbligo, ma facoltizzerebbe il ricorso ad altri mercati elettronici che consentano procedure telematiche di acquisto, una volta che i mercati elettronici (MEPA o mercati delle centrali di committenza) obbligatori non abbiano soddisfatto le esigenze dell’amministrazione”. Una teoria che porta in dote l’intrinseca contraddittorietà dell’introduzione, senza spiegarne le ragioni, di una distinzione fra mercati elettronici facoltativi e mercati elettronici obbligatori. “La ratio sottesa al ricorso ai mercati elettronici è univoca – spiega la circolare 133/2017 – e non può, pertanto, giustificare una disciplina difforme”.

Teorie ed argomentazioni che hanno portato il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in sostanza, a ritenere che il comma 6 dell’articolo 36, nella parte in cui prescrive la sola facoltà dei soggetti aggiudicatori di ricorrere ai mercati elettronici (ivi incluso il MEPA), ne fa ritenere abrogate le norme che prescrivono l’obbligatorio prioritario ricorso. “In ogni caso – conclude il documento degli ingegneri – l’ambito oggettivo di operatività del principio dell’obbligatorio ricorso ai mercati elettronici soffre alcune limitazioni collegate alla particolare natura dei beni e/o servizi oggetto di affidamento ed i servizi di progettazione (in generale i servizi intellettuali), in quanto servizi non standardizzati, ma il cui contenuto è plasmato dall’esigenza di risolvere le problematiche legate alle richieste ed esigenze del caso specifico e che, pertanto, non possono essere oggetto di strumenti di negoziazione elettronica (né, tantomeno, di strumenti di acquisto che non prevedono negoziazioni)”.

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