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Servizi di ingegneria, è blackout: nel 2015 importi ai minimi storici

Un quadro impietoso quello che emerge dall'analisi del Centro Studi Cni sul mercato dei servizi di ingegneria nel 2015, con parametri non rispettati in un caso su due e importi mai così bassi

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Non è certo una novità il fatto che il 2015 sia stato, per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura, un anno decisamente negativo. Già i consueti report mensili dell’Oice avevano più volte messo l’accento sull’andamento poco confortante dei valori messi a gara. A certificare nuovamente il crollo è ora il Monitoraggio Bandi 2015 del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che parla di importi posto a base d’asta per le opere pubbliche ai minimi storici e di “crescita economica più a parole che nei fatti”. Entrando nel merito delle cifre, come detto, per il Centro Studi CNI nel 2015 si è toccato il punto più basso di sempre in termini di importi posti a base d’asta per interventi sulle opere pubbliche: poco più di 5 miliardi di euro, un dato impietoso messo a confronto con i 23 miliardi di 6 anni fa.

Se ci si limita ad analizzare i soli importi destinati ai servizi di ingegneria (esclusi gli importi per l’esecuzione dei lavori), si registra una contrazione del 18%, con 365 milioni di euro contro i 445 dell’anno precedente. Questo calo è causato soprattutto dal crollo delle gare con esecuzione (circa 3 miliardi di euro in meno per quanto concerne gli importi posti a base d’asta per questa tipologia di gare). Se si considera, invece, i soli bandi senza esecuzione, il calo degli importi destinati ai servizi di ingegneria si attesta intorno al 6%. Queste le principali conclusioni cui giunge il Centro Studi CNI nel consueto “Monitoraggio sui bandi per i servizi di ingegneria e architettura. Anno 2015”. Se si considera la ripartizione territoriale, la Campania si conferma ancora una volta regione leader per gli importi destinati a questi servizi con quasi 52milioni di euro, seguita dalla Sardegna con circa 41milioni e mezzo di euro. Nel 2015, poi, sono stati pubblicati complessivamente 3.415 bandi di gara, di cui oltre la metà per soli servizi di ingegneria senza esecuzione.

Continuiamo, oltre tutto, ad assistere a fenolici ormai endemici come le opere incompiute o la violazione delle regole base per la presentazione dei bandi”, commenta Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI, suggerendo che “sia arrivato il momento di fare una riflessione approfondita sui motivi che portano al mancato rispetto del decreto parametri. Serve un’azione più decisa e incisiva”.
I dati del 2015 – aggiunge Michele La penna, Consigliere Tesoriere del CNI – confermano la fase recessiva nel settore dei servizi di ingegneria e architettura e più in generale nel settore delle costruzioni. Dal 2009 ad oggi si sono persi circa i due terzi del mercato. L’indagine dimostra l’uso ordinario dell’Appalto Integrato nella realizzazione delle Opere Pubbliche e la chiusura rispetto ai giovani professionisti e alle strutture professionali di piccole e medie dimensioni. Occorre fare molto di più per ottenere l’applicazione della determinazione 4/2015 dell’ANAC e la corretta applicazione del Nuovo Codice che, ispirandosi ai principi contenuti nella legge Delega, dovrebbe migliorare la situazione a favore degli operatori professionali di piccole e medie dimensioni. Più in generale dovrebbe garantire qualità nella realizzazione delle opere pubbliche mettendo al centro della stessa la qualità del progetto”.

A livello territoriale, la Campania si conferma ancora una volta regione leader per gli importi destinati ai servizi con quasi 52 milioni di euro, seguita dalla Sardegna con circa 41 milioni e mezzo di euro. Nel 2015, poi, sono stati pubblicati complessivamente 3.415 bandi di gara, di cui oltre la metà per soli servizi di ingegneria senza esecuzione.

E’ oramai scontata, secondo il Centro Studi CNI, la quasi totale esclusione dei liberi professionisti dal mercato degli appalti integrati e dalle gare del settore dell’Ict, aree di mercato, queste, quasi totalmente in mano alle società. Detto questo, l’analisi mette in evidenza come le possibilità di aggiudicazione delle gare da parte dei liberi professionisti siano particolarmente limitate, anche nei soli bandi di gara senza esecuzione. In quest’ultimo caso, sebbene i liberi professionisti si siano aggiudicati il 70,2% delle gare, hanno ottenuto soltanto il 34% degli importi. Insomma, le possibilità per i professionisti si concentrano, per la quasi totalità, nelle gare di piccola entità.

Le gare continuano ad essere aggiudicate con ribassi che in alcuni casi raggiungono valori “esagerati”. La palma d’oro spetta alla Sicilia dove nel 2015 un bando è stato aggiudicato con un ribasso pari al 95%. Mediamente, le gare senza esecuzione vengono aggiudicate con un ribasso del 35%. Il ribasso medio nei bandi con esecuzione e in quelli del settore Ict si aggira invece intorno al 20%. Per quanto riguarda l’aderenza dei bandi ai parametri contenuti nel D.M. n. 143/2013, va detto che nel 2015 meno della metà (48,6%) è risultato perfettamente in regola.

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