Sisma a Ischia, a che punto siamo: parla l’ing. Patrizia Angeli | Ingegneri.info

Sisma a Ischia, a che punto siamo: parla l’ing. Patrizia Angeli

Gestione dell'emergenza, verifiche di agibilità, Erikus, coinvolgimento degli Ordini professionali: l’ing. Patrizia Angeli, Presidente di IPE, fa il punto. Lanciando un appello: "C'è ancora bisogno di ingegneri nel Centro Italia"

Patrizia Angeli, presidente Ipe
Patrizia Angeli, presidente Ipe
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Ad un anno dal terremoto del Centro Italia si sta assistendo alla fine di un’emergenza ed al principio di una nuova: qual’è la situazione? Dopo una giornata di sopralluogo e di coordinamento delle attività abbiamo raggiunto telefonicamente l’ing. Patrizia Angeli per un aggiornamento.

Spiega Angeli:

“Il terremoto del Centro Italia è stato un evento di dimensioni ragguardevoli che ha visto coinvolte quattro Regioni: Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio. Un’emergenza durata a lungo che in principio vedeva coinvolte 40 – 50 squadre AeDES a turno, numero che prevedibilmente sarebbe dovuto scendere all’esaurirsi del numero di sopralluoghi. In realtà con gli ulteriori eventi sismici di ottobre 2016 e gennaio 2017 il danneggiamento si è notevolmente diffuso su un ampio territorio tanto da dover intervenire con una procedura di schedatura più semplice e rapida denominata FAST. Malgrado il gran numero di squadre AeDES e FAST coinvolte rimangono ancora un numero cospicuo di sopralluoghi da effettuare nella Regione Marche che è stata maggiormante colpita dagli eventi sismici.”

Di fatto l’emergenza in Centro Italia è ancora in corso: “Infatti sono necessarie ulteriori squadre di professionisti al fine di concludere i sopralluoghi il prima possibile. A questo proposito è ancora attivo il link con cui poter fornire la propria disponibilità ad effettuare i sopralluoghi AeDES, FAST ma anche attività di Data Entry e Supporto alla Struttura di Missione” (per dare la disponibilità, compila questo modulo).

La speranza, naturalmente, è che l’emergenza in Centro Italia si avvii alla chiusura. Tuttavia è forse la fase emergenziale ancora aperta ad aver fatto sì che poteste offrire il vostro contributo alla partenza immediata dei sopralluoghi presso l’isola di Ischia.

“Di fatto avere un ufficio di coordinamento attivo e già operativo seppure su un’altra emergenza, quella del Centro Italia, ha consentito alla struttura di attivarsi su Ischia nell’immediatezza dell’evento del 21 agosto consentendo addirittura alle prime squadre di poter effettuare sopralluoghi già dal 24 agosto, quindi il giorno successivo alla formale mobilitazione dei tecnici da parte del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale che ha richiesto l’attivazione dei diversi Consigli Nazionali, nel nostro caso del CNI. In particolare la richiesta è stata rivolta ai tecnici abilitati AeDES afferenti agli Ordini degli Ingegneri della Campania a cui è stata richiesta collaborazione per l’attivazione del maggior numero di squadre possibili”.

Lei, Ing. Angeli, era ad Ischia il 25 agosto per organizzare la gestione tecnica dell’emergenza, quali sono le impressioni a caldo dei danni causati da questo terremoto?

“Si è trattato di un sisma poco profondo e per questo avvertito in maniera violenta nonostante la bassa magnitudo. Il danneggiamento è concentrato nell’edificato più antico. Al di fuori della zona rossa non si avvertono particolari problemi. Le ultime rilevazioni confermano che l’ipocentro è stato inferiore a 2 km dalla superficie e localizzato sull’isola di Ischia, in particolare nel Comune di Casamicciola. L’onda sismica, quindi, si è poco attenuata in quanto ha avuto un cono di diffusione piccolo e vi è stata amplificazione per effetto dei terreni di superficie. I danni provocati, seppure circoscritti, sono ingenti”. h

A livello operativo quali sono le differenze di gestione della fase post-terremoto?

“Il terremoto in Centro Italia ha visto coinvolte quattro Regioni, pertanto il numero di sopralluoghi, effettuati da ingegneri provenienti da tutta Italia, è pari a circa 110 volte il numero di quelli di Ischia. L’area interessata da quest’ultimo evento è circoscritta a pochi Comuni dell’isola ed ha visto solo il coinvolgimento dei tecnici abilitati AeDES della regione Campania con un numero giornaliero di squadre di ingegneri più limitato”.

Come per il Centro Italia, i sopralluoghi vengono assegnati alle squadre in base alle richieste dei cittadini raccolte dai COC, Centri Operativi Comunali, e gli edifici vengono individuati sulle mappe con l’ausilio del software Erikus appositamente installato. Cos’è cambiato dopo queste emergenze?

“E’ cambiata la sensibilità dei professionisti che hanno partecipato numerosi anche a più turni nonostante i propri impegni. A fronte dell’apprezzamento dell’esperienza umana dei singoli deve crescere la consapevolezza che l’organizzazione diventi sempre più operativa con il supporto degli Ordini professionali. Sono dell’avviso che il processo attivato già dal sisma Aquilano del 2009, sperimentato in una forma iniziale in Emilia Romagna nel 2012, potenziato e messo a regime con il sisma del Centro Italia 2016 e testato nel sisma Ischia 2017 stia ormai prendendo forma avvicinandosi sempre più al modello proposto con il Nucleo Tecnico Nazionale istituito con DPCM 8 LUGLIO 2014. Ovviamente ci sono margini di miglioramento che quotidianamente applichiamo al fine di ottenere un sistema sempre più rapido e snello di gestione tecnica dell’emergenza sismica”.

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