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Sisma Centro Italia, le professioni tecniche: “Subito il fascicolo del fabbricato”

Le professioni tecniche, attraverso le parole della Rete, ribadiscono il proprio sostegno alle attività decise dal Governo a seguito del Sisma che ha colpito il Centro Italia. E tornano a premere sull'urgenza del fascicolo del fabbricato

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I professionisti tecnici, attraverso le parole ufficiali della Rete delle professioni tecniche (Rpt), ribadiscono la piena disponibilità a collaborare alle iniziative annunciate dal Governo come risposta immediata al sisma che ha colpito Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e altri Comuni del Centro Italia lo scorso 24 agosto. Chiedendo, tuttavia, l’attivazione immediata dell’obbligatorietà del libretto di stabilità del fabbricato o fascicolo del fabbricato.

Afferma Armando Zambrano, Coordinatore della Rete Professioni Tecniche (Rot) e Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (Cni):

“Prendiamo atto ed esprimiamo apprezzamento per l’impegno assunto dal governo di avviare subito un Piano di Prevenzione del Rischio Sismico che interessa l’intero Paese, così come richiesto in numerose occasioni e con specifici accurati documenti dalla Rete Professioni Tecniche la quale comprende i Consigli nazionali di architetti, ingegneri, geometri, geologi, chimici, dottori agronomi e dottori forestali, periti industriali, periti agrari, e tecnologici alimentari, in rappresentanza di circa 600 mila professionisti italiani. Di questo ringraziamo il presidente Renzi e il ministro Delrio.

È però evidente che un piano di tale importanza e che rappresenta la più importante “infrastruttura” di cui ha bisogno l’Italia ha necessità inevitabilmente di una conoscenza più precisa dello stato di sicurezza dei fabbricati, anche per poter programmare seriamente modalità e tempi di esecuzione nonché le inevitabili priorità di intervento. Per questo è fondamentale prevedere il fascicolo del fabbricato, che contiene tutte le informazioni necessarie sugli aspetti che riguardano la stabilità e la sicurezza ai fini della protezione, soprattutto, dagli eventi sismici”.

Si tratta di un tema su cui le professioni tecniche hanno già avviato studi e approfondimenti che possono mettere a disposizione del governo. Continua Zambrano:

“Apprezziamo anche  la citazione in occasione della conferenza stampa del presidente Renzi in merito agli ordini professionali, soggetti importanti per l’organizzazione del piano di prevenzione, riconoscendo loro la fondamentale funzione sussidiaria allo Stato. È evidente, però, che vigileremo affinché gli impegni vengano concretizzati con provvedimenti in tempi brevi”.

Nei prossimi giorni sono previste ulteriori iniziative da parte della Rete Professioni Tecniche, tra cui l’Assemblea dei Presidenti che individuerà nuovi passi da compiere. Spiega Andrea Sisti, Segretario della Rete e Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali:

“Pensiamo che un sistema informativo territoriale sia essenziale per un Paese che non continui ad avere emergenze su tanti fronti. Il catasto dei fabbricati, come il catasto dei boschi, dei suoli e delle aree esondabili fanno parte di quel bagaglio culturale che consente di programmare e pianificare gli interventi e di monitorare i fenomeni naturali. Non vorrei che ad ottobre fossimo costretti a riparlare di tragedie per esondazioni o frane”.

Così Francesco Peduto, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi:

“Affinché si possa progettare davvero in modo ottimale e in sicurezza ovvero adeguare sismicamente gli edifici, è prioritario indagare e conoscere dettagliatamente i terreni su cui poggiano, perché spesso la differenza tra ciò che crolla e ciò che resiste è data proprio dalle caratteristiche e dal diverso e disomogeneo comportamento dei terreni di fondazione e dalla loro capacità di non amplificare l’accelerazione sismica, generando i cosiddetti ‘effetti di sito’. E a proposito di conoscenze geologiche indispensabili constatiamo con disappunto che ad oggi non è stata ancora completata la cartografia geologica del territorio italiano (iniziata nel 1988!) e che gli studi di microzonazione sismica dei comuni italiani procedono con affanno e grande lentezza”.

Dichiara Giampiero Giovannetti, Consigliere Rete professioni tecniche e Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali laureati:

“Siamo assolutamente d’accordo e disponibili a mettere a disposizione della collettività il nostro lavoro e le nostre esperienze in merito. Con lo strumento del fascicolo del fabbricato, potremmo in tempi assai rapidi arrivare ad una definizione completa del sistema di certificazione relativo alla sicurezza degli immobili. Il lavoro svolto dai Periti Industriali, in collaborazione con il Politecnico di Milano, contempla un sistema standardizzato di analisi che consente di determinare l’attribuzione di indici di efficienza, con metodi oggettivi e comparati, e di avere quindi un quadro immediato della situazione di ciascun immobile con particolare riferimento agli aspetti di sicurezza. I dati raccolti e la loro attenta lettura consentono di verificare con attenzione le priorità d’intervento ma soprattutto di individuare le criticità complessive del patrimonio edilizio sia pubblico che privato”.

Aggiunge Maurizio Savoncelli, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati:

“Il piano nazionale di prevenzione del rischio sismico strumento caratterizzato da una spiccata azione interdisciplinare, dovrà essere approntato con un ruolo attivo dei cittadini, supportati dai loro professionisti tecnici, adeguatamente reso praticabile da misure economiche che lo rendano attuabile e sostenibile. Inoltre con strumenti operativi che prevedano non burocrazia ma sussidiarietà, non esasperanti passaggi autorizzativi ma concreti contenuti con diretta assunzione di responsabilità, norme semplici e prontamente applicabili, chiari indirizzi di programmazione ed infine rigorosi controlli”.

Per Lorenzo Benanti, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari laureati:

“La conoscenza del territorio, in tutti i suoi aspetti sta alla base di una reale, efficace e possibile sua gestione. Anche delle situazioni più rischiose. Sottosuolo, suolo e quanto su esso insiste devono essere noti a tutti i cittadini ed alle istituzioni che, con l’aiuto dei tecnici, possono insieme, per diritto e per dovere, mettere in campo ogni possibile azione di tutela. In primo luogo della vita umana che è troppo preziosa per essere valutata economicamente.”

Aggiunge Nausicaa Orlandi, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici:

“Condividendo l’importanza di una politica di prevenzione volta alla tutela della sicurezza e della salute dei cittadini – tutela che investe ambiti pubblici e privati, i Chimici sono sicuramente in prima linea nel mettere a disposizione le proprie competenze tecniche specifiche nell’ambito di piani di prevenzione ed in particolare nel fascicolo del fabbricato. Solo una piena conoscenza multidisciplinare dell’ambiente, dei luoghi, delle infrastrutture, delle strutture permettono efficaci misure di prevenzione e gestione delle emergenze dovute a calamità naturali. Auspichiamo un’applicazione fattiva del principio di sussidiarietà che riconosce il ruolo fondamentale dei professionisti tutti a fianco dello Stato e dei cittadini”.

Conclude Giuseppe Cappochin, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori:

“Che si possa immaginare si sia alla vigilia di una stagione nuova nelle modalità di approccio alle conseguenze che derivano da un terremoto devastante come questo è anche testimoniato da quanto emerso dall’incontro tra il Premier Renzi e l’architetto e senatore a vita Renzo Piano: intervenire sul rammendo del tessuto fisico e sociale ma anche predisporre strumenti concreti come il bonus-casa. Gli architetti da sempre propongono un approccio soft, rispettoso del dolore e della sofferenza di quanti hanno perduto tutto, accompagnato dall’uso di materiali tradizionali, come il legno, più vicini alla cultura e alla storia di quei borghi e di quelle valli di cui non deve assolutamente essere persa l’identità, anche rendendo obbligatoria la sicurezza degli edifici vincolati e di interesse storico artistico, patrimonio della Nazione, al fine di non far spazzare via secoli di storia per una deficitaria ed errata prevenzione antisismica”.

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