Sisma: come chiedere rimborsi e permessi per i lavoratori volontari (anche autonomi) | Ingegneri.info

Sisma: come chiedere rimborsi e permessi per i lavoratori volontari (anche autonomi)

Dai Consulenti del lavoro, una guida alle modalità di richiesta permessi e rimborsi per i lavoratori autonomi o dipendenti impegnati nelle attività di protezione civile nei territori colpiti dal sisma

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La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato una circolare (la n. 12/2016) che contiene le regole applicabili ai casi concreti per la fruizione dei permessi da parte dei lavoratori volontari impegnati nelle attività di protezione civile per prestare i primi soccorsi ai cittadini dei territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.
Nella circolare sono inclusi anche i fac simili per i permessi dei lavoratori e per i rimborsi ai datori di lavoro, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti.

Chi rientra nel regime
I lavoratori appartenenti ad organizzazione di volontariato hanno diritto, compatibilmente con le esigenze organizzative aziendali, di fruire di un regime di orario di lavoro concordato nell’ambito di una distribuzione flessibile degli orari (art. 17, L. n. 266/1991). Tale disciplina non si applica a che svolge attività di volontariato in modo occasionale, ma solo a chi l’esercita nell’ambito delle associazioni di volontariato. Inoltre, i lavoratori devono dimostrare la partecipazione all’attività di volontariato, producendo al datore di lavoro idonea documentazione.
Il regime è valido anche per:
• gli appartenenti alla Croce Rossa Italiana,
• i volontari che svolgono attività di assistenza sociale ed igienico / sanitaria,
• i volontari lavoratori autonomi e ai volontari singoli iscritti nei “Ruolini” delle Prefetture, qualora espressamente impiegati in occasione di calamità naturali.
Si fa riferimento alle associazioni di volontariato di protezione civile inserite nell’elenco nazionale dell’Agenzia.

Onere della retribuzione
L’onere della retribuzione è posto a carico del fondo per la retribuzione civile. Ai fini del rimborso, il datore di lavoro deve presentare domanda all’Autorità di protezione civile territorialmente competente nei 2 anni successivi al termine dell’intervento, dell’esercitazione o dell’attività di formazione. Nella domanda devono essere indicati la qualifica professionale del lavoratore interessato, la retribuzione oraria o giornaliera le giornate di assenza e l’evento cui si riferisce il rimborso, nonché le modalità permetterne l’accreditamento (art. 9, c. 9, D.P.R. n. 194/2001). Il rimborso è concesso solo per le somme corrisposte al lavoratore che si è assentato per svolgere gli interventi di protezione civile, mentre restano esclusi gli oneri previdenziali ed assistenziali che il datore di lavoro è tenuto a versare per legge agli Istituti (Circolare INPS 29 novembre 1994, n. 314).
Per i lavoratori autonomi volontari, secondo quanto indicato dall’art. 10 dello stesso D.P.R. n. 194/2001, è corrisposto il rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi (modello “UNICO”) presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, nel limite di Euro 103,29.- giornalieri lordi.
Per i lavoratori dipendenti volontari compete l’intero trattamento economico e previdenziale per i giorni di assenza (l’avvenuto impiego del volontario è certificato dal sindaco del comune ove ha operato). La retribuzione è corrisposta dal datore di lavoro che ha la facoltà di chiederne il rimborso all’istituto di previdenza cui il lavoratore è iscritto. La domanda di rimborso degli oneri sostenuti deve essere inoltrata entro la fine del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha effettuato l’operazione di soccorso o di esercitazione (art. 2, D.M, 24 marzo 1994), (art. 1, L. n. 162/1992 – Min. Lav. circ. n. 11 del 6 gennaio 1995). In ogni caso il datore di lavoro deve garantire al lavoratore la normale retribuzione. Non sono coperti i giorni festivi, eccetto i casi in cui l’attività lavorativa venga espletata anche (o prevalentemente) in tali giorni (Min. lav., circ. 18 gennaio 1995, n. 11). Fanno parte della retribuzione da rimborsare al datore di lavoro tutti gli elementi rientranti nella paga globale di fatto giornaliera, corrisposti normalmente e in forma continuativa. Sono rimborsabili le sole giornate e ore di effettiva astensione dal lavoro: vanno escluse le ore di lavoro prestate il giorno prima dell’astensione o dopo l’operazione di soccorso, nonché le giornate di riposo settimanale, festivo, ferie, sabato in caso di «settimana corta», ecc. (Inps, circ. 10 maggio 1995, n. 126).

Come fare domanda
La domanda di rimborso va presentata alla Sede competente per territorio in relazione all’ubicazione della dipendenza aziendale dove presta attività il lavoratore interessato, anche se il datore di lavoro accentra altrove gli adempimenti contributivi.
La domanda deve prevedere:
− le generalità del lavoratore interessato;
− l’importo della retribuzione corrisposta;
− l’attestazione (in allegato) del Sindaco o dei Sindaci, o loro delegati, comprovante l’avvenuto impiego nelle perdette attività e i relativi tempi di durata;
− la dichiarazione sottoscritta dal datore di lavoro indicante la corrispondente astensione dal lavoro;
− la dichiarazione dei lavoratori di appartenenza al Corpo Nazionale del soccorso alpino e speleologico del CAI (Circolare INPS 10 maggio 1995, n. 126).
Per i lavoratori autonomi volontari, al fine di percepire l’indennità prevista dal comma 3 dell’art. 1 della legge 18 febbraio 1992, n. 162, per il periodo di astensione dal lavoro, debbono farne richiesta alla Direzione Territoriale del lavoro competente per territorio. La domanda deve essere inoltrata, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui il volontario ha effettuato l’operazione di soccorso o l’esercitazione. Alla domanda, che deve contenere le generalità del volontario che ha effettuato l’operazione di soccorso o l’esercitazione, deve essere allegata l’attestazione del sindaco, o dei sindaci dei comuni territorialmente competenti, o di loro delegati, comprovante l’avvenuto impiego nelle predette attività e i relativi tempi di durata, nonché la personale dichiarazione dell’interessato di corrispondente astensione dal lavoro, resa ai sensi dell’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15. La Direzione Territoriale del lavoro, una volta determinato l’ammontare dell’indennità spettante al volontario, sulla base dell’importo fissato annualmente con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (per il 2016 D.M. 9 marzo 2016) procede quindi al pagamento dell’indennità all’avente diritto. Ai fini della determinazione dell’indennità compensativa del mancato reddito relativo ai giorni in cui i lavoratori autonomi si sono astenuti dal lavoro per l’espletamento delle attività di soccorso o di esercitazione, non si tiene conto dei giorni festivi in cui le medesime hanno avuto luogo, fatta eccezione per quelle categorie di lavoratori autonomi la cui attività lavorativa si esplica anche o prevalentemente nei giorni festivi.

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