Sismabonus, il Mit ascolta geometri e periti e corregge il decreto | Ingegneri.info

Sismabonus, il Mit ascolta geometri e periti e corregge il decreto

Corretto il decreto del Mit sulla classificazione sismica degli edifici: anche i geometri e periti, nel loro rispettivo ambito di competenza, rientreranno tra i tecnici che potranno operare in relazione al Sismabonus. Polemica chiusa? Speriamo di sì.

Sismabonus_2017
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Polemica chiusa. O polemica appena cominciata? Non è dato saperlo. Quel che è certo è che le rimostranze avanzate dai geometri e dai periti in merito del decreto sulle linee guida per la classificazione sismica degli edifici e sul cosiddetto Sismabonus 2017 sono state ascoltate.

E quindi il ministro per le Infrastrutture e Trasporti ha emanato il Decreto n. 65 del 7 marzo 2017, che altro non è che una copia integrale del Decreto 28 febbraio 2017 n. 58 fatta salva una modifica, che riguarda appunto le categorie professionali chiamate ad operare.

decreto Mit 28 febbraio 2017 n. 58 decreto Mit 7 marzo 2017 n. 65
“L’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico in possesso di una laurea in ingegneria o architettura secondo le competenze di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n 328, e iscritti ai relativi Ordini di appartenenza”. “L’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza”.

Scompare, in sostanza, il riferimento al titolo di studio in ingegneria o architettura per esercitare le prestazioni legate al Sismabonus (diagnosi sismiche), e viene demandato un riparto di competenze secondo i rispettivi ambiti delle varie professioni. Senza, cioè, entrare nel merito andando oltre lo stato dell’arte degli interventi: gli ingegneri continueranno a operare secondo il loro ambito, i geometri pure.

Evidentemente soddisfatto il Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati:

“Desidero ringraziare il Signor Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il suo staff, la struttura tecnica e il Consiglio Superiore per averci ascoltato e per aver compreso la necessità di intervenire con un decreto correttivo in tempi brevissimi”, ha detto Maurizio Savoncelli, presidente dei geometri italiani. “Un provvedimento che sancisce l’operatività – a ciascuno per le rispettive competenze – di tutti i professionisti tecnici, iscritti ad ordini e collegi professionali. Uno strumento indispensabile per far partire questa importante ed epocale attività di prevenzione del rischio sismico, che trova la sua prima operatività nelle misure del sisma bonus. La sicurezza delle costruzioni deve essere auspicata su tutto il patrimonio edilizio esistente: non solo sui grandi fabbricati, ma anche sulle piccole modeste costruzioni. Chiarezza e strumenti operativi adeguati sono elementi indispensabili per raggiungere i risultati attesi dai cittadini e dal Paese”.

Nei giorni scorsi l’esclusione temporanea aveva provocato non poche discussioni, anche velenose, in alcuni casi sfruttate come pretesto per risollevare l’annosa – e odiosamente arcaica – questione dello scontro di competenze tra i tecnici in Italia. Questo decreto, in tempi effettivamente molto rapidi, getterà acqua sul fuoco o contribuirà a proseguire la discussione? Sinceramente, poco importa. Davvero.

Ci auguriamo realmente che per una volta la polemica venga minimizzata il più possibile, lasciando spazio alla pratica. Che poi è urgenza.

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