Rapporto OICE/CER, segno più per le società di ingegneria | Ingegneri.info

Società di ingegneria in salute secondo il Rapporto OICE 2018

In aumento il valore della produzione e degli addetti ma il presidente dell'Oice ammonisce: "Ancora troppo bassi i livelli tariffari"

Rapporto OICE-CER 2018
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Arrivano segnali incoraggianti dalla 34esima edizione del Rapporto OICE 2018 dedicato alla rilevazione annuale sulle società di ingegneria italiane, predisposta in collaborazione con il CER-Centro Europa Ricerche, e che quest’anno annovera anche i dati di società non associate a Confindustria.

I dati principali del Rapporto OICE

Per le società di ingegneria la crisi del 2015 con il -10,6% sull’anno precedente sembra ormai totalmente superata e, dopo l’inversione del 2016 (+10,6%), nel 2017 si registra un importante aumento del 16,4% del valore della produzione sullo scorso anno, superiore alle pur rosee stime della rilevazione 2017 (si parlava di 2.364 milioni, superati ampiamente dai dati consuntivi): si è infatti passati dai 1.850 milioni del 2015 ai 2.050 del 2016 e ai 2.464 milioni del 2017. Il 2018 dovrebbe dare risultati ancora più confortanti per il comparto considerando che la stima per l’anno in corso dovrebbe registrare una crescita fino ai 2.671 milioni.

Il favorevole andamento del valore della produzione si è tradotto in un aumento degli addetti delle imprese OICE nel 2017 che hanno raggiunto le 17.146 unità (+10,7%) un dato che si prevede ancora in aumento nel 2018, oltre le 18.200 unità (con un + 6,3%).

Molto positivi i dati sul versante estero (che nel 2015 era in calo e si attestava sul 30,6% del valore della produzione degli associati OICE e l’anno scorso era intorno al 35%): emerge infatti una crescita da 828 milioni a 1.012 pari ad una quota del 40,1% sul totale della produzione 2017 (+22,2% sull’anno precedente), oltre le stime della scorsa rilevazione 2017 che prevedeva una quota del 38,7%. L’aumento della produzione all’estero si concentra su tre principali aree di riferimento per le imprese OICE: l’Unione Europea, i Paesi europei al di fuori dell’Unione Europea e la Penisola Arabica e conferma il deciso riposizionamento della produzione all’estero delle società OICE, in risposta al mutamento della domanda internazionale. La favorevole dinamica della produzione caratterizza tanto il mercato nazionale che quello estero (con un ruolo di preminenza svolto dal Medio Oriente) e con performance particolarmente significative per i settori dell’energia e dei trasporti.

Il commento dei vertici di OICE e CER

Dobbiamo dare atto dei positivi effetti del nuovo codice degli appalti, tema che suscita umori anche discordi – commenta il presidente OICE, Gabriele Scicolonea seconda di chi lo tratti. Indubbiamente la centralità della progettazione e la minimizzazione del ricorso agli appalti integrati ha liberato il mercato delle progettazioni esecutive (e definitive). Tutto ciò non è ancora sufficiente a poter dire di essere fuori da una crisi che è stata drammatica per il nostro mondo delle professioni ed ha rischiato di impoverire anche il contenuto tecnico, elevatissimo da sempre, delle nostre professionalità. Bisogna consolidare la crescita della domanda pubblica di ingegneria e architettura e sapere rispondere, anche in un anno positivo per le dinamiche interne, alla necessità di essere operatori di prima fila nei grandi appalti di servizi internazionali, non solo in cordata con le grandi imprese. I livelli tariffari per le prestazioni di ingegneria e architettura tra Italia e nazioni concorrenti è poco lusinghiero per quanto ci riguarda e occorre intervenire, in Italia, per assicurare realmente equo compenso, qualità delle prestazioni e modernizzazione del settore attraverso l’innovazione dei processi”.

La 34° Indagine OICE segnala andamenti positivi per il settore che si dovrebbero confermare con una ulteriore crescita nel 2018. Qualche ombra si registra sui contratti acquisiti e sul portafoglio ordini – sottolinea Stefano Fantacone, Direttore della ricerca CERsoprattutto all’estero e per le grandi imprese. L’aumento del valore della produzione ha riguardato più le imprese oltre i 50 addetti (+18%) che quelle con meno di 50 addetti (+10,1%). L’ingegneria pura (791 milioni) è in forte aumento (oltre 78%), mentre il turn key è stabile rispetto al 2016 (1.673 milioni) ma con una stima di aumento a 1.824 per il 2018. Un livello di domanda ancora inadeguato e tempi di pagamento non sufficientemente accorciati sono i fattori che più di altri ostacolano l’espansione delle imprese OICE”.

I dati da monitorare: differenze tra grandi e piccole imprese

I contratti acquisiti hanno registrato una battuta di arresto nel 2017 in conseguenza delle difficoltà riscontrate da alcune grandi imprese nella stipula di nuovi contratti, soprattutto all’estero. Le previsioni per il 2018 confermano una sostanziale stabilizzazione sui valori del 2017. Non risentono della flessione dei contratti le imprese con meno di 50 addetti che nel 2018, a seguito di un aumento atteso del 9,4 per cento, raggiungerebbero un valore di 475 milioni di euro. Nello spaccato settoriale, i contratti acquisiti hanno registrato una decisa diminuzione sia nel settore dei trasporti che in misura più ampia nel settore dell’edilizia; un incremento ha invece caratterizzato il settore dell’energia. La riduzione è da addebitare in gran parte alla committenza privata, mentre un aumento ha interessato la Pubblica Amministrazione con le imprese che sono riuscite a intercettare l’incremento, sia numerico che di importo, dei bandi pubblici.
Un quadro negativo caratterizza il valore del portafoglio ordini e anche in questo caso sono le imprese maggiori a determinare la cattiva performance. Per le sole imprese minori il portafoglio ordini salirebbe nel 2018 a 576 milioni, in aumento di quasi il 14 per cento rispetto al 2017. La contrazione complessiva del portafoglio origina in misura più ampia dai mercati esteri ed è da addebitare in gran parte al settore dell’edilizia. Migliori gli andamenti rilevati per i settori dei trasporti e dell’energia.
Nonostante le difficoltà incontrate da alcune grandi imprese soprattutto in termini di acquisizione di contratti, nel complesso secondo il Rapporto OICE 2018 le imprese di maggiore dimensione sono caratterizzate da un quadro più positivo rispetto a quelle di più modeste dimensioni. Infatti, le imprese con 50 e più addetti nella stragrande maggioranza dei casi considerano soddisfacente il proprio portafoglio ordini contrariamente alle imprese con meno di 50 addetti, che scontano in misura più diffusa un portafoglio ordini insufficiente. In aggiunta, nell’ultimo anno il portafoglio ordini ha registrato un incremento per la maggior parte delle imprese con 50 e più addetti in gran
parte dovuto all’incremento del portafoglio ordini estero (aumentato per il 42,3 per cento delle imprese) e le prospettive di acquisizione di lavori nell’anno in corso (e la previsione sulla domanda di servizi e sul volume di attività nel prossimo anno) risultano migliori rispetto alle imprese con meno di 50 addetti.
Le imprese con 50 e più addetti sono anche quelle caratterizzate da una maggiore propensione a investire, sia in capitale umano che in dotazioni tecniche e strumentali, grazie a una migliore posizione concorrenziale rispetto alle imprese di più modeste dimensioni (posizione concorrenziale migliorata per il 65,4 per cento delle imprese di maggiori dimensioni rispetto al 36 per cento delle imprese di minori dimensioni). Qualche frizione per le imprese maggiori emerge in tema di ritardo dei pagamenti da parte della committenza privata con circa un’impresa
ogni tre che ha registrato un rallentamento nei tempi. Il quadro è opposto per i pagamenti da parte della committenza pubblica, che evidenzia uno stato di sofferenza principalmente per le imprese minori.

Investimenti sul BIM, il futuro è oggi

Secondo il Rapporto OICE 2018 continuano ad aumentare le imprese che effettuano investimenti in Building
Information Modelling, con un coinvolgimento di quasi il 90 per cento delle imprese con 50 e più addetti e poco meno del 60 per cento di quelle con meno di 50 addetti. Gli investimenti hanno interessato quasi esclusivamente la formazione e il software, con le imprese di più grandi dimensioni che nella grande maggioranza dei casi hanno formalizzato la funzione di BIM manager (rispetto a una percentuale di poco inferiore al 50 per cento per quelle con meno di 50 addetti).
In linea con i risultati del passato, la presente rilevazione mostra che i fattori che più di altri penalizzano l’attività delle imprese associate OICE sono il protrarsi dei ritardi nei pagamenti da parte della committenza e un livello insufficiente della domanda (soprattutto per le imprese con meno di 50 addetti). La diversificazione territoriale risulta ancora la strategia preferita da parte delle imprese associate OICE (in misura maggiore per le imprese con 50 e più addetti) con il miglioramento della qualità e la diversificazione produttiva non distanti nelle preferenze delle aziende, costituendo un mix in grado di garantire una crescita continua e consistente nel tempo.

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