Società di ingegneria, RPT e casse previdenziali contro le misure del Governo | Ingegneri.info

Società di ingegneria, RPT e casse previdenziali contro le misure del Governo

Lettera aperta dei rappresentanti delle professioni: motivo del contendere, le disposizioni del Ddl sullo svolgimento dell’attività professionale in forma associata

Engineers at work
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Uno scontro che ormai dura da parecchio tempo. E che non pare avere termine, visto che nei giorni scorsi la Rete delle Professioni Tecniche, organismo che rappresenta oltre 600 mila professionisti iscritti agli albi degli Ordini e Collegi tecnici e scientifici, ha inviato nei giorni scorsi una lettera, firmata anche dai Presidenti delle Casse di Previdenza di riferimento dei professionisti tecnici, ai componenti delle Commissioni VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera avente per oggetto la disposizione del Ddl Concorrenza in materia di svolgimento di attività professionale in forma associata. La Rete giudica la norma attuale, non modificata al Senato, estremamente dannosa per il mercato e per chi vi opera, così come rilevato più volte e in diverse sedi.

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La norma, stando ai rappresentanti delle professioni, introdurrebbe una serie di misure contro la concorrenza, a vantaggio di “pochi eletti”. Pochi mesi fa la RPT aveva sottolineato che “Il comma 149 del maxiemendamento approvato, riguardante la possibilità per le società di ingegneria di operare nel mercato dei lavori privati chiude indecentemente un lungo dibattito giurisprudenziale condonando, con un vero e proprio colpo di spugna, migliaia di contratti illegittimi sottoscritti dal 1997 ad oggi in violazione delle leggi esistenti”. Ad una iniziale apertura del Governo era poi seguita una chiusura piuttosto netta sulla vicenda. “La Rete delle professioni Tecniche – si leggeva in una nota dello scorso maggio – aveva sottoposto al Ministero dello Sviluppo Economico le perplessità sulla norma e la disponibilità a contribuire al suo miglioramento. Sul punto abbiamo raccolto un generale consenso dello stesso Ministro e ci duole constatare che in questo caso il Governo e la maggioranza non riescono a dare seguito alle buone intenzioni dichiarate, ponendosi dichiaratamente contro i liberi professionisti per far vita ad una norma che avrebbe effetti devastanti, in grado di accentrare in pochi anni, e senza alcun controllo, la totalità dei servizi di progettazione nelle mani di soggetti impersonali ed orientati esclusivamente al profitto, come possono essere, ad esempio, gli istituti di credito”.

Ora, ecco l’accorato appello della Rete e dei i Presidenti delle Casse di Previdenza di riferimento dei professionisti tecnici che “vogliono confidare nella ragionevolezza di quanti hanno interesse a migliorare il disegno di legge che, come già fatto durante la prima lettura, potranno valutare positivamente le nostre considerazioni e promuovere un intervento chiaro e deciso sulla materia”.

Anche perché, è bene sottolinearlo, i professionisti non si sono “mai dichiarati contraria all’ingresso delle società di ingegneria nel mercato dei lavori privati, riconoscendone l’utilità a fronte di una normativa che non favorisce la costituzione di società tra professionisti. Tuttavia abbiamo sempre chiesto eguali condizioni di partenza per i soggetti che operano nello stesso mercato, per impedire che si creino delle posizioni dominanti, per tutelare la dignità della professione, il lavoro di centinaia di migliaia di liberi professionisti, e soprattutto per salvaguardare i diritti di milioni di semplici cittadini committenti”.

Una posizione duramente contestata dai rappresentanti dell’OICE, l’associazione degli ingegneri e architetti, secondo cui, invece, è necessario approvare “immediatamente la legge, respingendo gli ennesimi tentativi di strumentalizzazione sulla pelle di tante società di ingegneria e di tanti professionisti che vi lavorano”. Per il presidente OICE Gabriele Scicolone “a quasi tre anni di distanza dall’adozione del testo e dopo due approfondite discussioni durate un tempo così lungo, non residua più alcuna ragione d’essere per immotivati e assurdi tentativi di ritardare il varo dei un disegno di legge che per il chiuderebbe anche ogni ipotetico (e a nostro avviso illogico e strumentale) contenzioso sull’operatività delle nostre società in ambito privato”.

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Per Scicolone “le due disposizioni che ci auguriamo fermamente vedano la luce al più presto, rappresentano un equilibrato punto di compromesso – raggiunto grazie anche alla sensibilità e attenzione mostrata dal Parlamento e dal Governo – fra tutela delle esigenze di garanzia dei principi di personalità della prestazione, di assicurazione del professionista che materialmente svolge la prestazione e di controllo da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (così come avviene nel settore pubblico, alla luce del recente D.M. n. 263/2016 che ha confermato il Casellario delle società di ingegneria presso l’Autorità). Parlare di deontologia per società che occupano decine di migliaia di professionisti tenuti al rispetto del codice deontologico, significa semplicemente fare finta di non capire. Che ci si rassegni a prendere atto che le società di ingegneria possono tranquillamente operare in ambito privato, così come hanno riconosciuto a chiare lettere la Cassazione, con la recente sentenza del marzo 2017 e il Commissario governativo alla ricostruzione post terremoto, oltre alle migliaia di committenti privati che hanno affidato alle nostre società interventi in ogni ambito del settore delle costruzioni e dell’impiantistica”.

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