Societa' tra professionisti: novita' in vista? | Ingegneri.info

Societa’ tra professionisti: novita’ in vista?

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Abbiamo già avuto modo di parlare della “Riforma delle Professioni e degli Ordini professionali” contenuta nella bozza del maxiemendamento alla Legge di Stabilità. Le misure previste vanno dalla liberalizzazione degli ordinamenti professionali – che dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge con decreto del presidente della Repubblica – alla costituzione delle società tra professionisti con la novità dell’apertura ai soci di puro capitale, fino all’abolizione delle tariffe minime.

Fin qui, il maxiemendamento ricalca il dispositivo della cosiddetta manovra bis. Ma nella bozza presentata il 9 novembre in Commissione Bilancio sono stati cancellati due passaggi chiave, che limitavano il raggio d’azione dei soci non professionisti all’interno delle società tra professionisti.

In particolare, non c’è più alcun riferimento alle quote di minoranza ed è stato cancellato il divieto di partecipare ad attività riservate e agli organi di amministrazione delle società tra professionisti. Sarà quindi il ministero della Giustizia, di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, entro sei mesi a regolamentare la disciplina delle società tra professionisti.

Anche sul fronte delle tariffe, il maxiemendamento “corregge” l’impianto della manovra d’agosto, che aveva tenuto in vita le tariffe professionali, indicate dal ministero della Giustizia. Il professionista infatti non potrà più far riferimento alle tariffe professionali e non potrà pattuire il compenso con il cliente anche in deroga alle tariffe. Il tariffario resterà in vigore soltanto quando il committente è un ente pubblico e quando la prestazione è erogata nell’interesse di terzi o in caso di mancato accordo tra professionista e cliente o di liquidazione giudiziale dei compensi.

Tra le altre misure presentate dal governo e che incidono su alcune categorie professionali, fa discutere molto la stretta sui collegi sindacali. Sotto la voce “Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini”, le modifiche, contenute nell’art. 4-undecies del maxiemendamento, stabiliscono infatti che l’atto costitutivo di una srl può prevedere la nomina di un sindaco (anziché di un collegio sindacale, come attualmente previsto) o di un revisore.

La nomina del sindaco, recita il testo, è obbligatoria se: il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le spa; la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’art. 2435-bis (attivo patrimoniale pari a 4.400.000 euro, fatturato di 8.800.000 euro, 50 dipendenti).

Fonte: Confprofessioni

O.O.

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