Studi di settore: designer e studi di ingegneria i più ricchi | Ingegneri.info

Studi di settore: designer e studi di ingegneria i più ricchi

Il Ministero dell’Economia ha pubblicato i dati sugli studi di settore 2015: al vertice gli studi di design e di ingegneria. Tra i professionisti, il top sono i notai

image_pdf

I professionisti della progettazione più ricchi? I designer e gli ingegneri. Tra i più poveri, gli architetti. E’ quanto emerge dai dati recentemente pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, relativamente agli studi di settore per il periodo di imposta 2015. Andando nello specifico, i redditi provenienti da lavoro autonomo dei professionisti della progettazione sono i seguenti:
– studi di design 37.200 euro;
– studi di ingegneria 32.800 euro;
– periti industriali 32.700 euro;
– altre attività tecniche 31.900 euro;
– disegnatori tecnici 24.500 euro;
– studi di geologia 22.300 euro;
– attività tecniche dei geometri 21.300 euro;
– studi di architettura 21.200 euro.

Numeri importanti ma che certamente non si avvicinano neanche lontanamente a quelli di altri professionisti: su tutti i notai, con un reddito medio di 217.800 euro; molto distanziati ecco i medici (64.900 euro), gli odontoiatri (50.400 euro) e gli avvocati (40.400 euro). In generale, in Italia, sono proprio i professionisti a guadagnare di più, con una media di 44.310 euro ed un significativo +6,5% rispetto al 2014.
A seguire ecco gli addetti del settore delle attività manifatturiere (37.440 euro, +15,5% sul 2014) e dei servizi (27.510 euro, +12,8%), mentre il reddito medio dichiarato più basso risulta nel commercio (22.510 euro, che comunque presenta l’aumento più evidente, pari al 18,0%). Dati alla mano, nel 2015 il reddito totale dichiarato dai contribuenti soggetti agli studi di settore è stato pari a 107 miliardi di euro e mostra un andamento positivo rispetto al 2014 (+5,3%). Inoltre, il reddito medio dichiarato risulta pari a 28.600 euro per le persone fisiche (+10,3%), a 40.340 euro per le società di persone (+9,1%) e a 31.980 euro per le società di capitali ed enti (+19,6%).

Altro capitolo, i ricavi/compensi totali dei contribuenti sottoposti agli studi di settore, riferiti all’anno di imposta 2015: in questo caso, il Ministero informa che sono risultati pari a 718 miliardi di euro, con un lieve aumento rispetto al 2014 (+0,6%) e andamenti lievemente differenziati tra i settori: quello dei servizi mostra l’incremento maggiore (+1,3%), seguito dal settore delle attività professionali (+0,7%) mentre i settori del commercio e del manifatturiero mostrano aumenti contenuti (+0,1%).
L’applicazione degli studi di settore nel 2015 ha riguardato 3,4 milioni di soggetti (63,9% persone fisiche), in calo (-5,8%) rispetto all’anno precedente a causa principalmente dell’introduzione del nuovo regime forfettario, di cui alla Legge n. 190/2014 che non prevede l’applicazione degli studi di settore per i soggetti che hanno aderito a tale regime semplificato.
Infine, la nota del Ministero dell’Economia ricorda che a partire dall’anno d’imposta 2017, il D.L. 193 del 22 ottobre 2016 prevede la soppressione della disciplina degli studi di settore e l’introduzione di indici sintetici di affidabilità per la promozione dell’osservanza degli obblighi fiscali.

Leggi anche: Allarme redditi degli ingegneri: nel 2016 crescita zero (nel migliore dei casi)

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Studi di settore: designer e studi di ingegneria i più ricchi Ingegneri.info