Gli studi ingegneristici sono i preferiti dei neo-diplomati | Ingegneri.info

Gli studi ingegneristici sono i preferiti dei neo-diplomati

Oltre il 15% degli immatricolati alle Università sceglie materie ingegneristiche. Ma non è tutto oro quel che luccica: continua il declino delle classi del settore civile-ambientale

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Torna ad aumentare la quota di giovani diplomati che sceglie di iscriversi all’Università. Si consolidano dunque i segnali positivi emersi nel corso degli ultimi due anni, tanto che la quota di immatricolati arriva a sfiorare, nell’anno accademico 2016/17, il 60% dei diplomati della scuola secondaria superiore. Nel complesso i corsi di laurea attinenti alle materie ingegneristiche si confermano la principale scelta dei giovani, raccogliendo oltre il 15% degli immatricolati, ma viene confermato anche il progressivo declino delle immatricolazioni nelle classi del settore civile-ambientale.
A rilevarlo è l’analisi del Centro studi del Consiglio nazionale ingegneri, riferita alle immatricolazioni nell’anno accademico 2016/2017. L’analisi è disponibile in forma integrale a questo link. Di seguito, i dati principali.

Gli immatricolati totali

I corsi attinenti alle materie ingegneristiche si confermano anche per l’anno accademico 2016/2017 quelli con il maggiore numero di nuovi iscritti: gli immatricolati sono infatti 41.976, il 15,3% di tutti gli immatricolati, quasi 1.500 in più rispetto all’anno accademico precedente. Va evidenziato che nel calcolo sono stati considerati solo gli immatricolati delle classi di laurea “tradizionali”1 (da qui in avanti verranno denominati “tipici”), ossia quelle che costituivano la base delle ex facoltà di ingegneria.

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Se invece si estendesse l’universo a tutti gli immatricolati che potenzialmente potrebbero conseguire un titolo utile per l’accesso all’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere e ingegnere iunior in base al D.P.R. n. 328/2001, la quota arriverebbe al 18,5%.

Classi di laurea ‘tipiche’ e settori in ascesa (e in declino)

Da ormai 4 anni, il numero degli immatricolati ai corsi dell’ambito ingegneristico è in costante aumento, sia considerando le classi di laurea “tipiche”, sia l’intero universo ingegneristico:
gli immatricolati “tipici” sono arrivati a sfiorare quota 42mila, mentre il totale degli immatricolati con competenze ingegneristiche supera le 50mila unità.

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Intanto però si accentua una spaccatura: se infatti i corsi di laurea del settore industriale e dell’informazione continuano ad attrarre un numero sempre più elevato di giovani, permane la crisi di quelli del settore civile-edile che, al contrario, vedono ridursi progressivamente il numero di immatricolazioni:
– rispetto all’anno accademico precedente, queste si sono infatti ridotte del 6% nei corsi della classe L-07 Ingegneria civile ed ambientale e del 12,1% in quelli della classe L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia, a fronte di una situazione generale che ha visto in media aumentare le immatricolazioni del 4,5% (3,5% considerando solo le classi “tipiche).
La crisi del settore civile coinvolge anche i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura ed ingegneria edile-architettura che vedono diminuire il numero di immatricolati da 2.672 dell’anno accademico 2015/2016 a 2.511 del 2016/2017, con una flessione pari al 6%.

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Gli atenei: nulla di nuovo (o quasi)

I due Politecnici di Milano e di Torino mantengono la leadership per quanto riguarda il numero di immatricolazioni ai corsi in ingegneria, sebbene a Torino si sia rilevato un calo del 5,6% rispetto all’anno accademico precedente. Da evidenziare le performance dell’Università di Padova e del Politecnico di Bari capaci di attrarre, rispettivamente, il 15,2% e il 16,4% in più di studenti rispetto all’anno precedente. Brusche riduzioni di immatricolati ai corsi di ingegneria si rilevano presso l’Università di Napoli – arthenope (-26,9%), l’Università di Messina (-24,8%), l’Università di Trento (-16%), l’Università Roma TRE (-7,7%) e l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” (-6,7%).

Le donne

Si riduce, tra gli immatricolati, anche la componente femminile che, per la prima volta negli ultimi 7 anni, scende sotto la soglia del 25%. Non si può non suppore che il calo della quota di donne tra gli immatricolati abbia una stretta correlazione con la flessione delle immatricolazioni nei corsi del settore civile ed ambientale, che da sempre costituiscono, il principale ambito di studi delle ragazze che si iscrivono ai corsi di ingegneria.

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Le università telematiche

Continua ad aumentare il numero di immatricolazioni presso le Università telematiche: nell’anno accademico 2016/2017 risultano 1.238 nuovi iscritti, con un incremento del 38,3% rispetto all’anno accademico precedente.

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