Tar Calabria: No alla gratuità dei servizi di progettazione e ingegneria | Ingegneri.info

Tar Calabria: No alla gratuità dei servizi di progettazione e ingegneria

Annullato dal Tar della Calabria il controverso bando di progettazione del Comune di Catanzaro con importo base di un euro

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Il Tar di Catanzaro, con sentenza n. 2435 del 13 dicembre 2016, ha dichiarato illegittimo un bando del Comune di Catanzaro, con base minima fissata a 1 euro, per la procedura aperta per l’affidamento dell’incarico per la “redazione del piano strutturale dell’amministrazione stessa, ai sensi della L.R. Calabria 19/2002 e relativo regolamento edilizio urbanistico”, con rimborso spese (preventivamente autorizzate ed effettivamente sostenute e documentate) nel limite massimo di 250 mila euro. Si tratta di un bando che aveva fatto molto discutere nei giorni scorsi, raccogliendo l’indignazione di molte categorie professionali.

Per i giudici amministrativi, “il principio della qualità delle prestazioni che l’amministrazione aggiudicatrice intende acquistare sul mercato e che, in termini economici, si traduce nella “serietà” dell’offerta sotto il profilo quantitativo, è infatti alla base della regolamentazione specifica dell’anomalia dell’offerta disciplinata dall’art. 97 del Codice degli Appalti, poiché, anche nella prospettiva del perseguimento da parte dell’amministrazione del “risparmio di spesa”, le offerte che appaiono “anormalmente basse rispetto ai lavori, alle forniture o ai servizi potrebbero basarsi su valutazioni o prassi errate dal punto di vista tecnico, economico o giuridico, così rischiando di rivelarsi, nel lungo periodo, poco convenienti, foriere di ritardi, inadempimenti, contenziosi giurisdizionali”.

Il ricorso

Il ricorso era stato presentato di un gruppo di Ordini professionali della Provincia di Catanzaro, tra cui Architetti, Ingegneri, Geometri, Gelogi, per violazione dei principi di trasparenza, economicità, imparzialità, buon andamento e come eccesso di potere nella parte del bando di gara in cui si prevede la natura gratuita del contratto di appalto di servizi.

Ad avviso dei ricorrenti, la natura essenzialmente onerosa del contratto di appalto è imposta non solo dalla disciplina civilistica (ai sensi dell’art. 1655 c.c.), ma anche dalle regole e principi che reggono gli appalti pubblici, le quali sono articolate sul presupposto della causa onerosa del contratto, in particolare quelle che:

  • concernono l’individuazione delle soglie di rilevanza europea e dei requisiti di partecipazione con riferimento al fatturato minimo (artt. 35, 95 co. 3 e 83 co. 4 e 5 del D. Lgs. 50/2016);
  • impongono l’obbligo di prestare la garanzia fideiussoria (art. 93 del D. Lgs. 50/2016); che disciplinano il sub- procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta (art. 95 e ss. del D Lgs 50/2016);
  • stabiliscono il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il quale può – in determinati casi indicati dall’art. 95 c. 7 del D.Lgs. 50/2016, non ricorrenti nel caso di specie – articolarsi su un prezzo o costo fisso, che però deve comunque essere in quanto tale predeterminato.

La sentenza

Accogliendo il ricorso, la sentenza rileva che la qualificazione dell’oggetto della gara in esame quale appalto di servizi è desumibile dalla natura imprenditoriale che si richiede all’organizzazione delle risorse, soprattutto umane, da parte dell’operatore economico partecipante, in considerazione della peculiare complessità dell’oggetto della specifica organizzazione e dalla predeterminazione della sua durata.

L’affidamento aveva infatti ad oggetto l’elaborazione, stesura e redazione integrale di un atto di pianificazione territoriale, compresa la relativa necessaria Valutazione Ambientale Strategica, che non tenga conto solo del profilo urbanistico, ma anche dei diversi profili connessi (specificatamente indicati: geologici, idrogeologici, sismici, ambientali, culturali, tecnologici, storico-architettonici, socio-demografici, economici); la natura organizzativo-imprenditoriale è peraltro imposta dalla stessa stazione appaltante che richiede specificamente all’operatore di avvalersi di una pluralità di figure professionali, specializzate in funzione delle diverse competenze tecniche richieste dalla particolare complessità del servizio di progettazione.

L’appalto pubblico di servizi rientra nella categoria dei contratti speciali di diritto privato connotata da una disciplina, di derivazione europea, derogatoria dei contratti di diritto comune, in ragione degli interessi pubblici sottesi e della natura soggettiva del contraente pubblico, e che trova la sua principale fonte nel cd. Codice di Contratti Pubblici (cfr art. 3 co. 1 lett. ii Dlgs. 50/2016).

Non vi è dubbio che, alla stregua di tale normativa speciale, il contratto di appalto sia contraddistinto dalla necessaria onerosità e sinallagmaticità [reciprocità] delle prestazioni, essendo connotato sia dalla sussistenza di prestazioni a carico di entrambe le parti che dal rapporto di reciproco scambio tra le stesse.

Le Linee Guida Anac n. 1 sui servizi di Ingegneria e Architettura 

La sentenza cita le Linee Guida Anac n. 1 dove sottolineano che il corrispettivo degli incarichi e servizi di progettazione ex art. 157 Codice degli Appalti venga determinato secondo criteri fissati dal decreto del Ministero della Giustizia 17 giugno 2016 nel rispetto di quanto previsto dall’art. 9 co.2 del decreto n.1 del 24 gennaio 2012, convertito con modificazioni dalla Legge n. 27 del 24 marzo 2012, così come ulteriormente modificato dall’art. 5 della legge 134/2012, al fine di garantire anche il controllo da parte dei potenziali concorrenti della congruità della remunerazione.

Le Linee Guida Anac n. 2 sull’offerta economicamente più vantaggiosa

Richiamate anche le Linee Guida Anac n. 2, dove si specifica che la valutazione dell’offerta sulla base di un prezzo o costo fisso è ammessa solo entro i limiti rigorosi dell’art. 95 co. 7 del Codice, ovvero o nell’ipotesi in cui esso sia rinvenibile sulla base di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative al prezzo di determinate forniture o alla remunerazione di servizi specifici, o, in mancanza, valutando con attenzione le modalità di calcolo o di stima del prezzo o costi fisso.

Ciò al fine di evitare che il prezzo sia troppo contenuto per permettere la partecipazione di imprese “corrette” o troppo elevato, producendo danni per la stazione appaltante”; fermo restando, in questa ultima ipotesi, l’obbligo di un particolare impegno motivazionale dal quale emerga l’iter logico comunque seguito per la determinazione del prezzo fisso, a garanzia della imparzialità della scelta del contraente e in generale dell’obiettivo che la concorrenza si svolga nel rispetto della sostenibilità economica e quindi “serietà” delle offerte.

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