Tariffa Ctu vecchia e inadeguata: le richieste di Inarsind Brescia | Ingegneri.info

Tariffa Ctu vecchia e inadeguata: le richieste di Inarsind Brescia

Ritardi nei pagamenti, tariffe vecchie e inadeguate, mancata riscossione dei compensi: il sindacato degli ingegneri e architetti lamenta una serie di problematiche da sottoporre al Ministero

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Una normativa nazionale da migliorare, per tutelare sia i professionisti che i cittadini e dar vita ad un confronto con il Ministero della Giustizia per arrivare ad una riforma seria ed equilibrata. E’ quanto chiede l’Inarsind di Brescia con una lettera inviata al sindacato nazionale degli ingegneri e degli architetti.

Il motivo del contendere sono le prestazioni dei periti e dei consulenti tecnici nei tribunali. I colleghi bresciani ricordano in particolare, che la normativa sulle tariffe è vecchia e la tariffa oraria è inadeguata; i tempi di pagamento spesso si dilatano in maniera eccessiva e specialmente da parte dei privati sono sempre più difficili. Inoltre, l’Inarsind Brescia rammenta che “la tariffa per estimo è bloccata a 516.456,9 euro e bisogna ricorrere ad altri articoli per cercare di recuperare l’onorario”.

La risposta di Inarsind nazionale non si è fatta attendere. Il consigliere Saverio Foti sottolinea che “la norma vigente impone l’adeguamento ogni tre anni del compenso professionale dei Consulenti Tecnici di Ufficio e che tale aggiornamento non è facoltativo”. Partirà dunque a breve, proprio da parte di Inarsind, “una richiesta ai dirigenti ministeriali preposti che solleciti il rispetto della normativa in tal senso”.

Per quanto riguarda gli importi di stima riportati nelle tabelle, fermi a 516.456,9 euro, si riconosce l’eccessiva penalizzazione del CTU, “si suggerisce che il CTU, nel momento di invio della richiesta dei compensi al Giudice per la liquidazione, faccia presente che sul punto la Suprema Corte ha precisato che i lavori superiori allo scaglione massimo, non utilizzabili come base di calcolo a percentuale, possono essere valutati dal Giudice come indice rivelatore dell’eccezionale importanza, complessità e difficoltà delle prestazioni richieste al perito o consulente tecnico e consentire l’applicazione dell’aumento fino al doppio dell’onorario liquidato a norma dell’art. 52 Legge 115/2002”.

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Inarsind sottolinea ancora che in merito alla liquidazione dei compensi, gli onorari del consulente debbano essere liquidati in base alla tariffa vigente e al momento in cui la prestazione viene portata a termine. Nel caso di mancato pagamento di quanto dovuto, “come ribadito di recente dalla Suprema Corte di Cassazione, il CTU procede all’ingiunzione e al pignoramento anche sui conti bancari delle parti”.

Altra questione sollevata da Inarsind Brescia, la norma della Legge n. 132/2015 sul calcolo delle parcelle per i CTU (nel caso di esecuzione immobiliare) che ne lega il compenso al valore di vendita del bene pignorato e vieta di liquidare ai professionisti acconti superiori al 50% del compenso calcolato sulla stima del bene. Una tematica di stratte attualità e che ha portato ad una recente ordinanza del Tribunale di Vicenza (894/2016) nella quale viene sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 161 che recita: “Il compenso dell’esperto nominato dal giudice è calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita. Prima della vendita non possono essere liquidati acconti in misura superiore al cinquanta per cento del compenso calcolato sulla base del valore di stima”.

Una palese violazione dell’art. 36 della Costituzione (“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro…”) e si è in attesa, sulla vicenda, di una espressione della Corte Costituzionale. Nel frattempo, il consigliere nazionale Saverio Foti ricorda ai CTU che se la norma per la decurtazione al 50% fa riferimento al “valore di stima”, per il resto della prestazione fornita la decurtazione non può essere applicata, ed in particolare per le seguenti attività: “Giuramento di accettazione CTU, presenza alle udienze, sopralluoghi, verifica della completezza della documentazione, redazione schede preliminari; redazioni di planimetrie da parte del perito estimatore indispensabili per assolvere l’incarico”.

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