Tecnici campioni del web: i consigli dell'ing. Alessandro Scheveger | Ingegneri.info

Tecnici campioni del web: i consigli dell’ing. Alessandro Scheveger

La storia di un termotecnico che per avere successo nel suo campo è diventato anche un bravo videomaker

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La professione dell’ingegnere freelance sta risentendo, sempre di più, della frenesia del mondo in cui viviamo. Le competenze sono sempre più appiattite e c’è bisogno di nuovi metodi per differenziarsi dai propri competitors. Uno dei tecnici che ha capito come farlo, fruttando le potenzialità del web, è Alessandro Scheveger, ingegnere civile specializzato nel settore impiantistico e titolare dello studio Edilant. Periodicamente condivide contenuti video sulla propria pagina Facebook, affrontando le criticità legate all’installazione degli impianti e approfondendo le normative di settore. In pochi anni è arrivato a collaborare con importanti aziende e ora sta lanciando un sua startup.  Abbiamo contattato l’ing. Alessandro Scheveger per chiedergli qualche consiglio pratico su come affrontare al meglio la trasformazione in atto della professione tecnica. Ecco cosa ci ha detto.

Quando e perché hai deciso di spostare la tua attività professionale sul web? Hai avuto riscontri immediati o c’è voluto del tempo per farti notare dalle importanti aziende con cui collabori?

Ing. Alessandro Scheveger: Il mio primo video risale al gennaio del 2014 e il motivo è impresso indelebile nella mia mente. Venivo da anni di fotovoltaico dove disattendere le normative poteva comportare la perdita dell’incentivo da parte del cliente. Era da poco più di un anno che mi approcciavo alla termoidraulica e il mio metodo di lavoro era plasmato al rispetto delle normative. Un giorno incontrai un idraulico per spiegargli che tipo di lavoro volevo facesse su un impianto di riscaldamento di un mio cliente e quali fossero i vincoli legati alle normative sulla ex legge 10. Mi disse che era la prima volta che sentiva di dover rispettare alcune delle norme di cui parlammo e che professionisti, più quotati di me, non gli avevano mai detto nulla in merito. Dopo pochi giorni fui contattato dal cliente che mi sollevò dall’incarico, sostituendomi con un tecnico meno fiscale e mantenendo la stessa ditta installatrice. Il dispiacere fu grande e così, essendo una persona insicura, decisi di iniziare a fare dei video su YouTube spiegando le normative. Lo scopo era duplice: sfruttando i commenti pubblici e senza filtri che mi avrebbero lasciato gli utenti sotto ai video, avrei potuto capire se e dove sbagliavo nelle interpretazioni normative e quindi sarei riuscito a migliorarmi; viceversa, avrei potuto dare un contributo alla diffusione della corretta interpretazione della normativa. L’intento di fare video, quindi, era quello di crescere e acquisire consapevolezza nei miei mezzi, non quello di essere conosciuto. La notorietà è arrivata col tempo, grazie alle mie forze e alle persone che ho conosciuto lungo la mia strada.

La maggior parte dei tecnici non ha idea di quanto e quale lavoro ci sia dietro ognuno dei tuoi video. Raccontaci come confezioni un contenuto web, cosa fai da solo e cosa deleghi.

Ing. Alessandro Scheveger: Dal 2014 ad oggi il mio approccio è cambiato molto ma di una cosa sono sicuro: ogni video avrebbe la sua storia dietro da raccontare. Chiedetelo a mia moglie che per tutte le feste comandate sa che gli farò richieste assurde di regali come microfoni, green screen, luci calde, filtri e tanto altro. La produzione di un video parte prima dall’idea che sviluppo attraverso un “canovaccio”, fissando i concetti basilari con i termini corretti. Poi preparo il “set”, mi riprendo, scarico i file video e audio sul computer e, se posso, mi adopero subito a montarlo in modo tale da non dimenticare alcune sfumature notate durante le riprese. Completato il montaggio, lascio lavorare il computer per l’elaborazione del file video e, una volta completato, lo carico sui social network. Normalmente dedico almeno una giornata piena all’elaborazione di tutti i passaggi sopra descritti, la notte lascio il pc acceso per l’upload sui social e la mattina del giorno dopo lo pubblico programmando l’uscita. Tutto il processo lo seguo io perché sono molto esigente e voglio il meglio per ogni progetto che sforno. In più mi piace sperimentare e vederne gli effetti all’atto della pubblicazione sul mio pubblico.

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L’ing. Alessandro Schevenger durante uno dei suoi video corsi

Da chi è composto principalmente il tuo pubblico e quali sono i problemi che incontri quotidianamente?
Ing. Alessandro Scheveger: Il mio pubblico è composto per la gran parte da installatori termoidraulici, da ingegneri a cui piace ascoltare un collega trattare le normative che studiano ma anche da architetti e geometri che spesso non sanno come muoversi sotto il profilo energetico e impiantistico. Il problema principale che ho è la logistica, cioè coniugare il mio lavoro da termotecnico con quello da formatore, padre, marito e videomaker. Ci sono dei giorni che devi andare a prendere tua figlia a scuola, hai da produrre un video perché è l’ultimo giorno utile per farlo, l’indomani devi consegnare due grossi lavori e quella sera tua moglie ha invitato ospiti a cena. In quei momenti rimpiangi di esserti messo a fare video. Fortunatamente riesco a cavarmela e ne esco sempre bene, anche se ammaccato.

Come scegli di volta in volta gli argomenti da trattare e come concili la tua attività online con quella offline?

Ing. Alessandro Scheveger: Le idee possono essere suggerite da vari canali come:

  • l’uscita di una nuova normativa pertinente al mio ambito;
  • la richiesta di una risposta a un quesito di un installatore o di un tecnico;
  • la volontà di approfondire un tema specifico in cui mi imbatto nel lavoro quotidiano;
  • la richiesta di aziende produttrici che mi commissionano brevi contenuti per spiegare alcuni aspetti tecnici correlati alle loro attività.

Tutto quello che passa dalla mia testa, a prescindere da dove proviene, lo annoto sulla mia agenda e lo utilizzo quando magari sono a corto di idee. In base al tempo che ho in un determinato periodo, scelgo un argomento invece che un altro. Così creare contenuti web diventa indispensabile come pagare le rate di Inarcassa: non ne puoi più fare a meno e devi incastrare questa attività nel tempo dedicato al lavoro. Non è facile!

Parlaci del tuo nuovo progetto: ARA. Come hai avuto l’idea e in cosa consiste?

Ing. Alessandro Scheveger: A.R.A. sta per “Accademia della Regola dell’Arte”. E’ un gruppo Facebook privato che ho creato alcuni mesi fa, nel quale gli installatori, principalmente termoidraulici, possono avere quella formazione che tanto necessitano per sopravvivere nel mercato attuale. All’interno troveranno alcuni professionisti, da me scelti attraverso una selezione serrata in tutta Italia, tra cui avvocati, commercialisti e ingeneri esperti in vari ambiti affini agli installatori. Ogni mese ci saranno live, interviste, video tecnici, oltre a offrire consulenze a vari livelli a coloro che saranno all’interno del gruppo. Ovviamente il servizio è a pagamento, perché altrimenti non è possibile fare selezione e rivolgersi solo alle ditte illuminate che capiscono che la formazione è un dovere ed è l’unico modo di differenziarsi. Il gruppo ha aperto le porte a tutti dal 1° ottobre, stiamo raccogliendo adesioni in tutta Italia e, devo dire, che l’iniziativa ha già suscitato un interesse che non mi sarei aspettato all’inizio. E’ un progetto importante per me che ci metto la faccia, come ho sempre fatto in tutti i video e nel lavoro quotidiano di termotecnico, e sono convinto che sarà un punto di riferimento per tutti gli installatori nel giro di un anno o due.

Consiglieresti ad un tuo collega di percorrere la tua strada? Come si parte e si diventa autorevoli sul web?

Ing. Alessandro Scheveger: Più che consigliare di fare la mia strada, la obbligherei per legge! Oggi le attitudini e le capacità di ognuno di noi sono appiattite, per vari motivi, dalla velocità e dalla frenesia che è frutto di questo sistema che ci stritola sempre di più. Innanzitutto bisogna avere un’idea di cosa fare che sia inerente alle nostre attitudini e bisogna valutare se può essere una strada che porta a qualcosa. Poi si può partire investendo qualche centinaia di euro per l’attrezzatura minima come una telecamera, una reflex o anche un cellulare e obbligatoriamente un buon microfono che, vi assicuro, non costa un’esagerazione. Se avete delle cose importanti da dire, la qualità video va in secondo piano e poi, col tempo, se avrete un seguito, migliorerete l’attrezzatura. Una volta partiti la cosa fondamentale è la costanza più che la qualità. Non dimenticate di “dare in pasto” almeno un video ogni due settimane ai vostri interlocutori. Se lo aspettano e non dovete deluderli. Non abbiate paura di sbagliare e cercate di osare perché quando si è “piccoli” non si rischia nulla e gli errori sono la miglior scuola per crescere. Ma questo vale per la vita in generale!

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