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Un altro attacco al titolo di Ingegnere con la proposta nel d.d.l Mantini-Chicchi dell’istituzione dell’Ordine dei tecnici laureati per…

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Un altro attacco al titolo di Ingegnere con la proposta nel d.d.l Mantini-Chicchi dell’istituzione dell’Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria.
Dura presa di posizione del Consiglio Nazionale

Dal sito ufficiale del Consiglio Nazionale degli Ingegneri riportiamo il testo del documento a firma del Presidente del CNI, Paolo Stefanelli in cui, con le dovute motivazioni, si richiede alle forze politiche ma anche al mondo dell’Università ed a tutti gli Ingegneri, un impegno per il ritiro dell’art. 5 del Progetto di legge Mantini e Chicchi sulla creazione del nuovo “Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria”.

 


CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI
IL TITOLO D’INGEGNERE ANCHE A CHI INGEGNERE NON È
GRAVE ATTACCO ALL’INGEGNERIA ITALIANA

La creazione del nuovo “Ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria”, nel quale dovrebbero confluire oltre ai laureati triennali in Ingegneria anche i tecnici diplomati, Geometri ed i Perit, così come prevede il Progetto di Legge di riforma delle professioni “Mantini-Chicchi”, in discussione in Parlamento rappresenta un atto di chiara mistificazione che rischia di vanificare eventuali spunti innovativi del progetto.
Attualmente gli Ingegneri iunior (laureati triennali in Ingegneria) occupano a pieno titolo la sezione B dell’Albo degli Ingegneri con i quali condividono parte del percorso formativo presso le Facoltà Universitarie di Ingegneria.
Al solo evidente scopo di assecondare le richieste di un ingente numero di tecnici diplomati, senza che ciò possa produrre alcun vantaggio per la Collettività e per le sue esigenze di maggior qualità delle prestazioni professionali, si prevede la migrazione degli Ingegneri iunior nell’albo dei tecnici diplomati che così si nobilita in “Albo dei Tecnici Laureati i per l’Ingegneria”.
È evidente la strumentalità dell’iniziativa che, con l’alibi della riduzione degli Ordini, porta ad “emancipare”, geometri e periti, che hanno formazione certamente non ingegneristica, a scapito del titolo di Ingegnere e di ciò che rappresenta nel nostro Paese.
E tutto ciò dimenticando che uno dei motivi che da tempo ha sostanziato un nuovo assetto delle professioni è stato quello di fare maggiore chiarezza nelle competenze dei singoli professionisti, anche nel settore tecnico.
È dall’istituzione della laurea triennale in Ingegneria, dal 2001, che si attendono provvedimenti governativi che facciano chiarezza sul ruolo dell’Ingegnere iunior.
Quello che invece il progetto di legge “Mantini-Chicchi” è riuscito a fare è stato di creare ancora più confusione.
Un cittadino che necessiti di prestazioni ingegneristiche, nel nuovo scenario prefigurato nel P.d.L. non saprà a chi rivolgersi, avendo davanti a sé tecnici, apparentemente simili, ma solo nel nome; da un lato i laureati quinquennali, iscritti all’“Albo del Ingegneri” e dall’altro, i laureati triennali ed i diplomati alla scuola media superiore, iscritti all’“Albo dei Tecnici Laureati per l’Ingegneria”.
Lascia stupiti come questa riorganizzazione venga ritenuta più urgente di altre, al punto da sancirla nel progetto generale di riforma delle professioni mentre per gli altri ambiti si rimanda con delega al Governo.
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri adempiendo ai propri compiti istituzionali in difesa del titolo di ingegnere e nell’interesse generale:
– Chiede alle forze politiche, al mondo dell’Università, ai professori ed agli studenti che vedono vanificarsi il proprio lavoro quotidiano presso le facoltà di Ingegneria, a tutti gli Ingegneri ed a tutti i cittadini un impegno affinché il titolo di Ingegnere conservi il valore che da sempre lo ha distinto facendo dell’ingegneria italiana uno dei principali vanti dell’Italia nel mondo.
– Invita gli onorevoli Mantini e Chicchi a ritirare immediatamente l’art. 5 del Progetto di legge, sul quale non c’è stato alcun confronto preventivo con i 200.000 ingegneri italiani rappresentati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri; neppure durante l’ultimo Congresso Nazionale dei Consigli degli Ordini di Agrigento del settembre 2007, durante il quale l’Onorevole Mantini, nel suo intervento, ha omesso di parlarne.
– Comunica che qualora si persistesse nel perseguire l’obiettivo previsto dall’art.5 del Disegno di legge che mina i fondamenti della professione, del titolo e dell’immagine dell’ingegnere in Italia, il Consiglio Nazionale promuoverà le adeguate iniziative, ricorrendo anche alla mobilitazione dell’intera categoria.
– Confida nel consenso dei cittadini e dei giovani studenti in particolare nella convinzione che la sfida della globalizzazione si potrà vincere non già regalando titoli professionali solo per compiacere qualcuno, ma solo e soltanto elevando il livello di qualità delle prestazioni intellettuali ed incentivando l’iscrizione dei nostri giovani alle Facoltà di Ingegneria italiane che continuano ad essere un indiscutibile riferimento formativo.

Roma 7 novembre 2007

Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
Dott. Ing. Paolo Stefanelli

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