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Un Codice Etico per gli Ingegneri

Accordo tra UNI e Ordine Ingegneri Milano attorno alla prassi di riferimento UNI/PdR 21 con le linee guida per elaborare un codice etico. L’obiettivo: diffondere le buone pratiche e la cultura dell’integrità

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Dar vita ad un Codice Etico secondo modalità democratiche, “dal basso verso l’alto”, con l’obiettivo di “promuovere la diffusione della cultura dell’integrità e lo sviluppo del ragionamento etico dei professionisti”, superando dunque le casistiche previste dal Codice Deontologico e partendo, invece, dall’esame di situazioni reali. E’ questo il senso della collaborazione tra l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e UNI Ente Italiano di Normazione.

E’ palese che nessun Codice Deontologico potrà mai includere tutti i casi di problematiche etiche che un ingegnere dovrà affrontare nella sua vita professionale. Ecco perché diventa fondamentale confrontarsi sui temi etici: in tal senso, la Commissione Etica dell’Ordine degli Ingegneri di Milano e UNI hanno individuato nei dilemmi etici lo strumento più efficace per stimolare il professionista a ragionare su tematiche etiche e per sviluppare una propria cultura dell’integrità. In che modo?
Prendendo in esame sei dilemmi etici, elaborati a partire da esperienze reali, note o vissute personalmente dai componenti della Commissione Etica, è stato costituito il Codice Etico dell’Ordine degli Ingegneri, che presenta ipotetiche situazioni di incertezza decisionale che un ingegnere può dover affrontare durante la sua vita professionale e per le quali deve decidere quale comportamento tenere sulla base della propria coscienza.
– L’obiettivo è elaborare una vera e propria biblioteca di dilemmi da far crescere grazie all’apporto di tutti gli iscritti all’Ordine che vorranno contribuire raccontando altre situazioni di incertezza etica vissute personalmente nello svolgimento della propria professione.
– Per diffondere questo modello innovativo anche ad altre categorie professionali e associazioni, UNI ha elaborato e pubblicato nel 2016 la “prassi di riferimento UNI/PdR 21” contenente le linee guida per l’elaborazione di un codice etico quale strumento essenziale per lo sviluppo del ragionamento morale dei professionisti.

A differenza delle norme tecniche, le prassi di riferimento sono “documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche”, di carattere non normativo. Sono molte le prassi di riferimento pubblicate da UNI: “Solai realizzati con casseri isolanti a rimanere di polistirene espanso (EPS)”; “Strutture ricettive – Linee guida per la definizione dei servizi aggiuntivi”; “Abbattimento barriere architettoniche – Linee guida per la riprogettazione del costruito in ottica universal design”; “Responsabilità sociale delle organizzazioni – Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000”; “Valutazione della qualità economica dei progetti di trasformazione urbana”; “Indirizzi metodologici e procedurali per l’asseverazione nel settore delle costruzioni edili ed ingegneria civile”; “Stabilimenti balneari – Requisiti per la sicurezza, la qualità, la fruibilità e la sostenibilità dei servizi erogati dagli stabilimenti balneari”.

Il progetto è sicuramente rivoluzionario per il mondo della professione ingegneristica italiana così come è stata intesa sino ad oggi – spiega Bruno Finzi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano -. E’ necessario sviluppare una sempre più accresciuta cultura dell’integrità. Le regole, seppur stringenti, non bastano. Il professionista deve essere aiutato a crescere rispetto a questo aspetto così determinante e discriminante”.
“Si tratta di una grande novità – dice Ruggero Lensi, Direttore Generale UNI -; abbiamo dato vita ad una metodologia che interessa tutte le professioni e che si basa sulla consapevolezza e la capacità di riconoscere i dilemmi davanti ai quali ci troviamo tutti i giorni e per i quali dobbiamo prendere delle decisioni che avranno inevitabilmente un impatto su noi stessi, su chi ci circonda e sulla società in generale. E’ proprio un approccio di responsabilità sociale del professionista che deve avere la capacità di gestire i propri dilemmi etici”.
Citando una definizione sull’integrità dei professionisti Patrizia Giracca, Presidente della Commissione Etica dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, ha invece spiegato che “essere integri significa non solo fare la cosa giusta ma farla nel modo giusto anche quando nessuno ti sta guardando”, chiarendo cioè che ciascuno di noi dovrebbe riuscire a prendere delle decisioni corrette su come comportarsi anche indipendentemente dal contesto che lo circonda.

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