Agli Uffizi di Firenze, il restauro della Sala della Niobe | Ingegneri.info

Agli Uffizi di Firenze, il restauro della Sala della Niobe

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Il cantiere dei Nuovi Uffizi, oggi in fase di esecuzione, reinterpreta il complesso vasariano come insieme di comparti sia dipendenti che indipendenti dalla galleria. Il progetto è da considerarsi eccezionale non solo per l’innovativo progetto che si confronta con un luogo intriso di storia, ma anche per il modo di condurre i lavori: per non creare disagio ai visitatori, infatti, si è scelto di portare avanti un cantiere di portata enorme garantendo sempre e comunque l’apertura permanente della galleria.

L’intervento principale previsto dal progetto è il recupero dell’intera infilata di sale del piano nobile e, tra queste, la “Sala della Niobe”, il cui consolidamento ha rappresentato una sfida per i progettisti e ha reso evidente l’importanza delle tecniche e dei materiali utilizzati, tra i quali quelli forniti da Laterlite con la nuova gamma CentroStorico.

L’intervento ha preso le mosse nella primavera 2011, quando alcuni addetti alla vigilanza notarono un avvallamento della pavimentazione in corrispondenza del basamento di una statua. Dall’indagine endoscopica e dai successivi rilievi risultò che il pavimento della sala (circa 29×9 m, per un totale di circa 260 m2) poggiava su un sistema portante costituito da un voltone centrale a botte lunettata e da altre volte di vario tipo (a crociera, a padiglione, a botte, con o senza lunette) in corrispondenza dei vani sottostanti, con sovrastanti voltine di alleggerimento in laterizio e materiale di riempimento totalmente incoerente ed eterogeneo.

A seguito di tali indagini, Soprintendenza, Polo Museale, Direzione della Galleria e Direzione Lavori dei Nuovi Uffizi hanno deciso di procedere a una revisione generale e, se necessario, ad opere di consolidamento dell’intera sala. Il progetto definitivo ha innanzitutto previsto il completo smontaggio della pavimentazione, con rimozione di tutto il materiale incoerente di riempimento, il rinforzo delle volte principali, il rialzamento dei muri di separazione tra le volte, e la demolizione e ricostruzione delle porzioni di voltine allentate, deformate o lesionate.

L’intervento ha quindi previsto la sostituzione dell’originale materiale di riempimento con un sottofondo alleggerito a base di argilla espansa, che avrebbe dovuto possedere una densità inferiore a 800 kg/m3 in modo da non gravare eccessivamente sulla struttura delle volte, e una resistenza meccanica a compressione superiore a 25 kg/cm2.

In questa fase la soluzione è stata individuata nella creazione di un riempimento realizzato sopra le volte, impiegando Sottofondo CentroStorico, conglomerato particolarmente leggero reso possibile grazie ai granuli di argilla espansa Leca, reso coeso dall’impasto con una limitata quantità di boiacca di cemento.

Tale accorgimento ha consentito, da un lato, di conferire allo strato così realizzato le necessarie caratteristiche meccaniche, in particolare dal punto di vista della resistenza alla compressione, e, al tempo stesso, una adeguata efficacia in termini di capacità di ripartizione dei carichi gravanti sulla sovrastante pavimentazione. 

Una volta completata questa fase, al di sopra del riempimento in Sottofondo CentroStorico è stata realizzata una soletta in calcestruzzo armato dello spessore di 5 cm, inghisata alle pareti perimetrali e intermedie con barre d’acciaio, con funzione di ripartizione e collegamento. Su quest’ultima, infine, è stata ricollocata la pavimentazione originale, previa sostituzione delle lastre rotte o deteriorate.

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