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Arup firma il restyling dello Space Needle di Seattle

Costato oltre 100 milioni di dollari, ha lavorato a oltre 180 m di altezza su un’attrazione sempre aperta, potenziando la sua apertura sulla città e le spettacolari viste grazie all’inserimento di ampie parti di vetro strutturale nelle pavimentazioni e nelle chiusure verticali

© Chad Copeland
© Chad Copeland
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Arup, in collaborazione con lo studio Olson Kundig e un ampio gruppo multidisciplinare di tecnici, ha da poco completato la più importante trasformazione della storia di una delle architetture più famose e iconiche al mondo: lo Space Needle di Seattle.

Simbolo della città portuale capitale dello stato orientale di Washington, lo Space Needle nasce nel 1962 come principale attrazione del masterplan di un’Expo mondiale dedicata al tema “L’Uomo nell’era dello spazio”, celebrativa della fiducia nel progresso e delle esplorazioni che stavano portando nello spazio i primi cosmonauti sovietici e astronauti statunitensi e nel 1969 avrebbero portato l’uomo per la prima volta sulla Luna.

È progettato sviluppato da John Graham che trae ispirazione da una suggestione di Edward E. Carlson e prende le forme di una slanciata torre che si eleva per 184 m, sorretta da un grande pilastro centrale metallico su cui si muovono i gruppi ascensore racchiuso esternamente da un elegante piedistallo a clessidra, metallico anch’esso. Ancorato al terreno attraverso un basamento di calcestruzzo armato incassato nel terreno per oltre 9 m e un diametro di oltre 36 m, posa sulla sua sommità una “navicella spaziale” multilivello, rotante di 360° grazie a un complicato sistema di motori e ingranaggi, in cui trovano posto due ristoranti con belvedere e, in cima, una piattaforma aperta a tutto campo sullo skyline della città.

Visitato durante l’esposizione da oltre 2,3 milioni persone, lo Space Needle è rimasta un’importante attrazione turistica della città, che ogni anno accoglie oltre 1 milione di visitatori, gestita da Space Needle LLC, trasformazione della Pentagram Corporation che negli anni sessanta raggruppò i cinque uomini che resero possibile la sua costruzione: oltre a John Graham, gli investitori Bagley Wright e Ned Skinner, il costruttore Howard S. Wright e il magnate del legno Norton Clapp.

Il complesso progetto sviluppato da Arup e dagli architetti di Olson Kundig segue di quasi venti anni l’ultimo grande intervento che, completato nel 2000 dopo un anno di lavori e la spesa di 20 milioni di dollari, portò al suo interno nuovi spazi commerciali, la nascita del nuovo e più grande SkyCity restaurant, la ristrutturazione della piattaforma superiore di osservazione, un nuovo sistema di illuminazione e il rinnovamento dei colori esterni: l’originario Astronaut White per la base, l’Orbital Olive per il nucleo di supporto centrale, il Re-entry Red per la corona circolare di 48 travi radiali che sporge dalla navicella e il Galaxy Gold della copertura a pagoda che la chiude.

Il progetto di rinnovamento: l’architettura, gli impianti e le nuove strutture

L’intervento, costato la considerevole cifra di 100 milioni di dollari, affidato a un gruppo multidisciplinare di progettazione guidato da Olson Kundig e supportato da Arup per la parte ingegneristica, strutturale e impiantistica, è stato avviato nel 2017, impostato per perseguire un obiettivo: migliorare l’esperienza di osservazione dello Space Needle, aumentare del 10% gli spazi destinati al pubblico e incrementare di 300.000 persone il numero di visitatori annui (e le relative entrate).

Il nuovo progetto, che si è realizzato attraverso un cantiere svoltosi con la struttura sempre aperta al pubblico eccezion fatta per il ristorante che è stato chiuso per quasi un anno, ha agito sulla non semplice sostituzione di importanti porzioni degli orizzontamenti opachi con superfici completamente nuove in acciaio e vetro strutturale.

Il vetro strutturale impiegato, utilizzato anche per le sedute di parte degli arredi fissi delle aree panoramiche, è un materiale ad altissima resistenza composto da almeno tre strati di vetro strutturale (che diventano dieci nelle pavimentazioni) con interstrati ionoplastici che lo rendono in grado di reggere a carichi fino a cinque volte superiori quelli richiesti dalla normativa.

Mentre il ristorante è stato riorganizzato, sono stati parzialmente sostituti con una nuova pavimentazione, prefabbricata e successivamente messa in opera, sia parte della sua pavimentazione, che mantiene la sua capacità rotante, che quella della piattaforma di osservazione al livello superiore per permettere la completa visione della città attraverso più livelli. Nuovi pannelli verticali a tutt’altezza sono stati inoltre posizionati lungo il perimetro esterno della piattaforma di osservazione, che oggi si apre senza ostacoli visivi a 360° sulla città e sul vicino stretto di Puget.

Una nuova apertura circolare e trasparente, l’oculo, è stata aggiunta al livello inferiore, accessibile direttamente dalla piattaforma di osservazione grazie a una nuova scala ellittica che conduce in un’area aperta sul piedistallo della torre e sulle sue strutture di collegamento verticale.

L’ingegneria ha dovuto rendere possibile l’intervento di trasformazione calcolando le nuove strutture, verificando e intervenendo sulla capacità portante di quelle esistenti (che hanno dovuto reggere 176 tonnellate di nuovo vetro e 90 tonnellate di nuovo acciaio), realizzare nuove strutture per la migliore fruizione delle viste più aperte e spostando, e “nascondendo” parzialmente alla vista il sistema di ingranaggi e 12 motori che alla massima velocità permettono la rotazione delle strutture di 360° in 20 minuti (a regime ce ne vogliono 45).

Le 48 travi radiali che creano l’”aureola” a metà dell’altezza del corpo superiore sono state oggetto di recupero di alcune parti ammalorate a causa della ruggine e di un rinforzo strutturale che, in un cantiere totalmente sospeso, le ha rese in grado di sostenere il nuovo peso del vetro e consentire la realizzazione della nuova scala centrale.

La nuova scala interna che collega la piattaforma superiore e l’oculo inferiore, entrambi spazi aperti al pubblico, è realizzata in metallo, legno e vetro. È una struttura ellittica aggettante dai muri laterali che nasconde i suoi ancoraggi dietro le superfici di finitura rendendosi totalmente indipendente dalla piattaforma rotante inferiore.

La sostituzione di ampie parti opache con nuove superfici vetrate ha portato all’attenzione progettuale anche nuove problematiche connesse al comfort degli interni e alla loro climatizzazione, facendo scegliere un impianto ad aria, introdotta, condizionata in funzione delle condizioni climatiche esterne, negli ambienti attraverso il soffitto. Le caratteristiche degli impianti, insieme all’impostazione di tutto il progetto, hanno premesso allo Space Needle di essere certificato Leed Gold for Commercial Activities.

Anche l’adeguamento sismico alle attuali normative ha rappresentato un punto importante di un progetto che ha modificato l’involucro e rivisto gli interni. L’intervento si è concentrato soprattutto sul rinforzo delle connessioni laterali e sulla sostituzione dei vecchi setti in cemento armato con più pareti metalliche, più sottili e leggere.

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