Attesa per Punta della Dogana. Venezia toglie i primi veli | Ingegneri.info

Attesa per Punta della Dogana. Venezia toglie i primi veli

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Battute finali per il restauro dell’edificio che il 6 giugno sarà aperto al pubblico come Centro d’arte contemporanea di Francois Pinault. La nuova sede espositiva sarà accompagnata nella stessa data dalla presentazione, a Palazzo Grassi, di un’altra ampia parte di opere di proprietà di Pinault, a formare così un percorso unico che metterà in mostra circa il 20% dei lavori di artisti di fama internazionale acquisiti dal 1971 ad oggi. Forse ci saranno anche opere realizzate per l’occasione. Ci sarà anche una presenza artistica all’esterno, nello spazio sul bacino di San Marco, mentre nel campo di fianco alla Basilica della Salute saranno presenti solo i due ‘totem’ disegnati da Tadao Ando, l’architetto giapponese che ha curato il restauro del manufatto dato dal Comune al finanziere francese per 30 anni, dopo che l’amministrazione comunale l’ha ricevuto in concessione per 99 anni dall’Agenzia del Demanio per la realizzazione di un centro d’arte contemporanea. Mancano ancora quattro mesi. Intanto è stato svelato l’aspetto esterno della facciata con la rimozione delle coperture e dei ponteggi esterni allo storico edificio. Oltre ai muri perimetrali, dall’alto è possibile scorgere il nuovo tetto.

La celebre punta triangolare dell’isola di Dorsoduro, la Dogana da Mar galleggia di fronte a Piazza San Marco sin dal 1414, quando veniva utilizzata dai mercanti della Serenissima per scaricare e daziare le merci in arrivo via mare. Lo Stato ha concesso l’antico magazzino al Comune di Venezia, per 90 anni e in uso gratuito, allo scopo di realizzare un’area espositiva. Dopo una selezione, che ha visto coinvolte le più importanti istituzione cittadine, l’accordo trentennale è stato siglato tra il Comune e lo staff di Pinault.

Si prevede che i lavori di ristrutturazione, sotto supervisione dell’architetto Tadao Ando, siano ultimati entro il mese di febbraio, per dar modo di allestire poi gli spazi che ospiteranno le opere della collezione di Francois Pinault. Oltre a quest’ultimi il restauro offrirà al pubblico la possibilità di godere della Terrazza della Punta e di un Belvedere mozzafiato più Caffè/Shop annesso, con un ineguagliabile vista a 360° sul Bacino San Marco. Tra le peculiarità della nuova Punta della Dogana, due “obelischi” che verranno piazzati in campo della Salute, davanti all’ingresso che dà sul Canal Grande, che non hanno, però mancato di sollevare diverse critiche e contrarietà.

La ristrutturata Punta della Dogana è risultato di un’attenta ricerca finalizzata a reinventare il preesistente, a conservarne cioè la struttura originaria cercando al tempo stesso un legame con la modernità. Nell’intento di una combinazione tra passato, presente e futuro, nuove pareti divisorie in cemento rappresentano uno dei pochi elementi innovativi nell’ambito di una ristrutturazione esterna ed interna sostanzialmente fedele alla struttura originaria.  “L’edificio di Punta della Dogana – spiega l’autore del progetto – è caratterizzato da una struttura semplice e razionale. Il volume crea un triangolo, diretto riferimento alla forma della punta dell’isola di Dorsoduro, mentre gli interni sono ripartiti in lunghi rettangoli, con una serie di pareti parallele”.

L’intervento ha previsto, laddove possibile, il ripristino delle antiche volumetrie, oggi completamente perdute, ed il ristabilimento dell’originaria morfologia delle strutture portanti dei magazzini. Al centro dell’edificio, uno spazio quadrato occupa due file, conseguentemente a una ristrutturazione precedente. In via eccezionale, il progetto di restauro prevede la conservazione di questa struttura, in quanto inserisce una “scatola di calcestruzzo” che trasforma considerevolmente lo spazio.

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