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Battersea cambia: dalla copertina dei Pink Floyd alla nuova sede Apple

Molto amata dai londinesi, scelta come copertina di “Animals” dei Pink Floyd, la centrale di Battersea, dopo aver servito la città di Londra per 50 anni con la sua produzione di elettricità, diventerà la nuova casa londinese di Apple, il colosso tecnologico

Battersea Power Station © Scott Wylie via Flickr
Battersea Power Station © Scott Wylie via Flickr
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Simbolo dell’architettura industriale e icona distintiva dello skyline londinese con le sue quattro altissime ciminiere bianche, la vecchia centrale termoelettrica di Battersea, costruita negli anni trenta del novecento sulla riva sud del Tamigi, rappresenta un pezzo di storia ancora tangibile per l’intero paese anglosassone.
Immortalata sulla copertina dell’album ‘Animals’ dei Pink Floyd, in compagnia di un maialino gonfiabile che vola tra le ciminiere, Battersea Power Station rappresenta un edificio molto amato, prima di tutto dai londinesi, ma anche dai media, dai musicisti e dai registi che hanno scelto questa inconfondibile struttura in mattoni rossi come scenario di molte copertine, fotografie, film e videogiochi.

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La storica copertina di “Animals” dei Pink Floyd, che raffigura Battersea

Dopo aver generato elettricità per quasi 50 anni, la ex centrale elettrica, ormai chiusa e abbandonata dal 1983, tornerà ad una nuova vita nella realtà contemporanea grazie ad un investimento di Apple, l’impero tecnologico statunitense deciso ad acquisire e ristrutturare una parte dell’edificio per spostare il nuovo quartier generale di Londra all’interno dei suggestivi spazi industriali della centrale. Il progetto di ristrutturazione e design degli interni non è stato ancora rivelato, ma si parla di un ufficio di 46.000 mq su sei piani, dislocato nella immensa sala delle ex caldaie a carbone (il completamento è previsto entro il 2021). Un’occasione d’oro che contribuirà al rinnovamento dell’intero quartiere di Battersea Power Station, considerando che dagli anni ottanta si sono susseguiti numerosi progetti di riqualificazione senza raggiungere la fase decisiva (da parchi giochi in stile Disneyland, a stadi o centri commerciali). Solo nel 2012 l’area è stata venduta a un consorzio malese che ha avviato un piano di ricostruzione del valore di circa 10 miliardi di euro. Oltre alla ristrutturazione della centrale, già prenotata da Apple, un masterplan gigantesco di 17 ettari, delineato da Rafael Viñoly, include 4 mila abitazioni (progettate da Ghery e Foster), hotel, uffici, ristoranti e sette ettari di spazio pubblico.

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Tornando alla storia della ex centrale, è bene specificare che l’austero edificio è considerato uno dei migliori esempi di architettura industriale art déco anni trenta (sontuose la sala di controllo e la sala delle turbine con parquet lucidati e marmi italiani), riconosciuto nel 1980 tra gli edifici di particolare interesse architettonico e storico. Progettata da Sir Giles Gilbert Scott (l’architetto che ha disegnato le famose cabine telefoniche dell’Inghilterra), la centrale di Battersea presenta un telaio in acciaio e un rivestimento esterno in mattoni rossi ed è contraddistinta da quattro torri angolari che formano la base delle iconiche ciminiere bianche. La sua realizzazione, che risale al 1939, si deve alla necessità di ovviare alla parcellizzazione delle piccole centrali sparse nella città e fu per questo la prima grande fabbrica elettrica di Londra, in grado di produrre fino a 400.000 kw. Solo nel 1953 raggiunse però la configurazione che vediamo noi oggi con un ampliamento edilizio che permise anche un aumento di produttività, fino a fornire un quinto del fabbisogno della capitale.

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Battersea Power Station © Berit Watkin via Flickr

Tra i tanti riferimenti musicali e cinematografici che hanno scelto Battersea Power Station per alcune riprese o alcuni scatti, oltre ai Pink Floyd, citiamo il film ‘Help’ interpretato dai Beatles nel 1965, ‘I figli degli uomini’ di Alfonso Cuaròn del 2006 (ove peraltro fluttua sempre il maialino gonfiabile dei Pink Foyd), ‘Il discorso del re’ di Tom Hopper e ‘L’illusionista’, entrambi del 2010. Anche i Muse e gli Who hanno scelto questa location per le foto contenute all’interno del booklet di loro album.

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