Da orfanotrofio storico a casa di accoglienza 'domotica' | Ingegneri.info

Da orfanotrofio storico a casa di accoglienza ‘domotica’

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Nel pieno centro di Chiari, comune del bresciano, è in corso di realizzazione un intervento di recupero su un edificio noto come la “Casa delle ex Derelitte”. La struttura storica fino agli anni Cinquanta è stata impiegata come casa di accoglienza e orfanotrofio per giovani donne svantaggiate; da molti anni, tuttavia, versava in condizioni di degrado avanzato con crolli diffusi, almeno fino a quando non sono state avviate le significative attività di recupero dell’immobile, su iniziativa della Fondazione Bertinotti-Formenti che, secondo quanto riporta la stampa locale, ha investito su ristrutturazione e restauro delle parti più pregiate circa 2,7 milioni di euro.

Nello specifico l’intervento, progettato dott. arch. ing. Giuliano Venturelli, consiste in un restauro conservativo, un consolidamento strutturale e un miglioramento sismico dei corpi principali dell’edificio; per il magazzino, di scarso pregio architettonico, è stato previsto un intervento di demolizione e ricostruzione con aumento di volume. L’obiettivo è rendere la casa delle ex Derelitte disponibile a ospitare, al piano terra e al primo piano, una comunità socio sanitaria per l’accoglienza di ragazzi con disabilità, dotata di alloggi ‘domotici’, e al secondo piano verranno inoltre realizzati alloggi protetti. La chiesa collocata al piano terra del corpo ad ovest del cortile manterrà, anche dopo l’intervento, la sua destinazione.

Ecco alcuni dei dettagli tecnici dell’intervento di recupero: i solai, saranno realizzati in legno, come quelli esistenti. Per garantire la necessaria rigidezza ed assicurare un miglioramento del comportamento sismico, verranno completati con una cartella di calcestruzzo collaborante e solidale con gli stessi, aumentando la resistenza sismica della struttura. Il posizionamento dei nuovi solai, in grado di assorbire meglio le sollecitazioni orizzontali da sisma grazie ad una maggiore rigidità, ed il collegamento alle murature contribuiscono alla riduzione della vulnerabilità sismica dell’edificio.

Per quanto riguarda la copertura, la struttura portante rispecchierà la tipologia di quella attualmente presente, migliorandone il comportamento statico e sismico. Verranno sostituite le travi di colmo con nuove travi in legno massello. Per aumentare ulteriormente la sismoresistenza dell’edificio, migliorando il comportamento antisismico, si disporrà un secondo assito ortogonale al primo, e ad esso collegato, al fine di irrigidire la copertura e garantire la ripartizione degli sforzi orizzontali lungo tutto il muro perimetrale.

Per la porzione di solaio, affrescato nella parte intradossale appartenente alla chiesa, gli interventi strutturali sono finalizzati alla riabilitazione strutturale della volta, al fine di preservare intatte le opere pittoriche. Per il suo consolidamento si è deciso quindi di intervenire, all’estradosso della volta, tramite l’applicazione di un sistema, brevettato dall’azienda Ruredil.

La tecnologia, denominata Frcm (Fiber Reinforced Cementitious Matrix), non utilizza resine epossidiche, ma impiega un legante idraulico pozzolanico perfettamente compatibile con il supporto di muratura. Tale rinforzo migliora la resistenza delle volte e migliora le caratteristiche di resistenza complessive sia in condizioni statiche che in condizioni sismiche. Per realizzare il rinforzo è stato applicato uno strato di fibra in Pbo (Poliparafenilenbenzobisoxazolo), sempre brevettata da Ruredil, su tutta la superficie della volta, annegata tra due strati, da circa 3 mm di spessore, di matrice inorganica.

Il sistema di connessione in fibre unidirezionali di Pbo è stato impiegato anche per eseguire il collegamento tra la struttura dell’edificio e il sistema di rinforzo applicato, sempre per realizzare la continuità necessaria a garantire l’affidabilità del rinforzo. Il medesimo sistema è stato adottato per il consolidamento della volta ad ombrello del corpo a nord del cortile. Successivamente si è provveduto alla regolarizzazione di tutta la superficie mediante stesura di uno strato di circa 1 cm di malta. Il rinforzo della volta è avvenuto mediante l’applicazione di uno strato di fibra in Pbo in corrispondenza dell’estradosso di ogni voltina con sovrapposizioni nel punto centrale.

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