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Decreto terremoto, c’è il via libera della Camera

Tra le misure approvate, il contributo al 100% agli impianti e l’8 permille Irpef per la ricostruzione dei luoghi culturali

Una fotografia della consegna delle Sae nell'area Campo zero di Amatrice (Fonte: Protezione Civile)
Una fotografia della consegna delle Sae nell'area Campo zero di Amatrice (Fonte: Protezione Civile)
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C’è il via libera della Camera al disegno di legge per la conversione del decretoTerremoto”. Il DL 8/2017 ora dovrà passare al vaglio del Senato, intanto, come già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, arrivano i provvedimenti per la ricostruzione dopo il sisma che ha colpito il Centro Italia nel 2016 e nel corso di quest’anno. Ecco, nel dettaglio, le misure più importanti.

RICOSTRUZIONE E PROCEDURA NEGOZIATA
Sarà il personale delle Pubbliche Amministrazioni a doversi fare carico della progettazione degli interventi per la ricostruzione. Se invece non risulteranno professionisti abilitati e unicamente per importi sino a 209 mila euro – il tetto previsto dalla Comunità Europea in merito al Codice degli Appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura da parte delle amministrazioni sub-centrali – sarà possibile procedere con procedura negoziata. Come previsto dall’art. 34 del DL 189/2016, alla procedura dovranno essere invitati almeno cinque professionisti iscritti all’elenco speciale tenuto dal Commissario straordinario alla ricostruzione, che prevede anche la presenza di società di ingegneria.
Per evitare il conflitto di interessi, i professionisti che abbiano avuto rapporti con le imprese coinvolte nella ricostruzione non potranno ricoprire il ruolo di direttore dei lavori. La pianificazione urbanistica degli interventi di ricostruzione sarà curata dai Comuni e non dagli Uffici speciali per la ricostruzione. I Comuni potranno sempre chiedere la collaborazione degli Uffici speciali.

EDILIZIA SCOLASTICA
Importanti novità in vista per la ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma: alla progettazione degli interventi potrà partecipare anche il personale di Invitalia – l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa – e Fintecna – società partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti – assegnato al commissario e agli Uffici per la ricostruzione. Un programma già in stato avanzato e che vede il diretto coinvolgimento anche delle università, come il Politecnico delle Marche, che ha curato il progetto di ricostruzione del campus per 445 studenti nel centro storico di San Ginesio (Macerata). Entro il 30 giugno 2018 ogni immobile adibito ad uso scolastico, situato nelle zone sismiche 1 e 2 nei comuni del cratere del sisma, dovrà essere sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica.

CONTRIBUTO TOTALE PER GLI IMPIANTI
Gli impianti potranno accedere al contributo del 100% per la ricostruzione, finora riconosciuto solo alle strutture e alle finiture interne ed esterne. Si tratta dei contributi introdotti con il primo decreto “Terremoto” (DL 189/2016), cioè contributo del 100% dei costi per la ricostruzione di prime e seconde case all’interno del cratere, contributo del 100% per le prime case e per le seconde case situate nei centri storici e nei borghi fuori dal cratere, contributo del 50% in tutti gli altri casi fuori dal cratere.

COMUNI NEL CRATERE SISMICO
Sarà aumentato il numero dei i Comuni inseriti nel cratere del sisma, che potranno usufruire di aiuti per la ricostruzione e il riavvio delle imprese. Per il monitoraggio della sequenza sismica nel cratere e la redazione della cartografia geologica e geotematica delle aree, saranno erogati un milione di euro per il 2017, 3 milioni per il 2018 e 4 milioni per il 2019.

L’8 PERMILLE AI BENI CULTURALI
La quota statale dell’8 permille Irpef sarà destinata alla ricostruzione degli oltre 1.200 beni culturali distrutti o danneggiati. Una misura che durerà 10 anni e che frutterà all’incirca 2 miliardi in totale.

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