Il Metropol Parasol di Siviglia dal punto di vista degli ingegneri | Ingegneri.info

Il Metropol Parasol di Siviglia dal punto di vista degli ingegneri

L'iconica opera della città spagnola, opera di J. Mayer H., è la struttura di legno più grande al mondo. Vi raccontiamo come è stata progettata a livello strutturale

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Plaza de la Encarnación è al centro della vecchia Siviglia. Fino al 1973 vi si trovava il Mercado Central.

Con la EXPO del’92 Siviglia, al pari de Barcellona, si è posta al centro dell’attenzione architettonica internazionale. Oltre ai padiglioni dell’Expo furono costruiti cinque ponti sul Guadalquivir (il più noto – l’Alamillo di Calatrava, il più grande – il Puente del V Centenario di Ordóñez – Calzón, il più elegante – il Puente del Cristo de la Expiración (Cachorro) di José Luis Manzanares Japón) la stazione della A.V. di Santa Justa dei due Antonio Cruz e Ortiz e l’aeroporto di R. Moreno. Nessun intervento significativo fu fatto nel centro storico. La Plaza de la Encarnación, da tempo era al centro del dibattito intorno alla rivitalizzazione del centro storico. Nel 2003 fu indetto un concorso internazionale per ridisegnare la piazza ricollocandovi tutte le funzioni presenti in una nuova connessione con l’intorno monumentale storico e tenendo presente la natura archeologica del sito.

Lo studio di architetti J.Mayer H. di Berlino presentò un progetto denominato “Metropol Parasol”. Il progetto rispondeva in modo non convenzionale alle complesse domande del concorso, aprendo (ed espandendo in verticale) la piazza ad una molteplicità di usi e definendola come un affascinante esempio di architettura contemporanea, dando nuovo impulso al centro storico cittadino.

L’edificio è composto da 4 livelli: nell’interrato (-5 metri) il museo archeologico con i ritrovamenti archeologici, al piano stradale il mercato e gli spazi commerciali, alla quota superiore (+5 metri), accessibile dalle scalinate, rampe ed ascensori, la Plaza Mayor: uno spazio aperto di 3.500 mq per eventi, mostre intrattenimenti, spettacoli. Sopra, sorretta da 6 pilastri a forma di albero, la grande copertura parasole, con un bar ristorante ed un percorso belvedere lungo 250 metri che si sviluppa tra i 21 ed i 28,5 metri di altezza mostrando un panorama mozzafiato della città.

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Il Metropol Parasol misura 150 x 70 metri con un perimetro curvo, con una altezza massima di 30 metri.

E’ oggi la struttura di legno più grande al mondo. L’ipotesi strutturale del progetto di concorso, che prevedeva una struttura portante ed un rivestimento forato, si è profondamente trasformata dopo l’aggiudicazione da parte dell’equipe progettuale composta dagli architetti di Mayer, gli ingegneri di Arup ed i tecnici della Finnforest. Per la parte “a terra” è stato usato in prevalenza il cemento armato, di cui sono fatti anche i nuclei degli ascensori a forma cilindrica con le scale in ferro come pure il rivestimento esterno dei sei pilastri. L’enorme Parasole è stato realizzato con un nuovo tipo di legno “costruito”, denominato “Kerto-Q”, realizzato incollando lamine di legno da 3 mm a formare lastre continue della forma e dimensione necessaria, opportunamente verniciate e rifinite con una resina poliuretanica impermeabile traspirante e flessibile di 2-3 mm di spessore.

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La forma del parasole è dettata dalla geometria del contorno curvo in cui si sviluppa il modulo di 1,50 x 1,50 m. I pannelli di legno sono sagomati in 3.400 pezzi diversi, per un totale di 3.500 mc, giuntati in 2.400 nodi con 16 milioni di bulloni e viti. Un sistema di controventi in barre d’acciaio è inserito discretamente nell’intera struttura. La lunghezza dei pannelli varia tra 1,5 m e 16,5 m e gli spessori tra i 68 ed i 311 mm. Gli elementi più grossi (16,5 x 3,5 x 0,14 m) sono nel tronco. Le unioni tra gli elementi di legno, oggetto di sperimentazioni specifiche, sono in acciaio fissato al legno con barre filettate fermate da resina epossidica oggetto di un successivo trattamento termico i camera secca, per aumentarne la funzionalità fino a temperature di 80°C. tutti i 35.000 fori per le barre filettate, di profondità tra i 65-70 cm sono stati eseguiti manualmente.

Definita la forma, i nodi ed i pesi, gli ingegneri hanno potuto costruire il modello 3D ad elementi finiti, giungendo poi, per successive approssimazioni ed apportando le modifiche necessarie ad eseguire la verifica completa dell’enorme struttura.

Il montaggio è stato realizzato con un complesso sistema di ponteggi spaziali conformato alla geometria del Parasol ed ai carichi corrispondenti da sostenere in fase di lavoro e con le gru che oltre a portare in quota i materiali, portavano anche gli operai specializzati in apposite ceste, dimensionate per le dimensioni dei vuoti e per un singolo operaio, e che hanno permesso di completare i lavori in tempi rapidi.

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