Il restauro della Fontana del Prigione a Roma | Ingegneri.info

Il restauro della Fontana del Prigione a Roma

L'intervento di restauro della Fontana del Prigione a Roma alle pendici del Gianicolo raccontato dai protagonisti dell'intervento, la De Feo Restauri di Roma

© De Feo Restauri Roma
© De Feo Restauri Roma
image_pdf

È stato ultimato a Roma l’intervento di restauro per la Fontana del Prigione a Roma, alle pendici del Gianicolo. Di seguito trovate il racconto del restauro di Federico De Feo, Project Manager e Expert in Cultural Heritage Enhancement, della De Feo Restauri di Roma che ha curato l’intervento.

Cenni Storici
La Fontana del Prigione, situata in Via Goffredo Mameli alle pendici del Gianicolo, fu realizzata nel 1587-1590 come sfondo prospettico di uno dei viali del grandioso giardino di Villa Montalto Peretti, imponente residenza sull’Esquilino del pontefice Sisto V. Progettata dall’architetto Domenico Fontana, la villa costituiva allora la più estesa proprietà privata presente entro le mura cittadine occupando, con un perimetro di circa 6 Km, parte del Viminale, del Quirinale e dell’Esquilino. La denominazione di “Prigione” deriva dalla scultura di un prigioniero con le mani legate, che si trova nella nicchia centrale, posta su un piedistallo dal quale un mascherone gettava acqua in un sarcofago, elementi decorativi che già nel 1836 risultavano scomparsi e sostituiti con una scogliera.
La fontana rimane una delle poche testimonianze della villa distrutta alla fine dell’Ottocento per realizzare i moderni quartieri residenziali dell’Esquilino e del Viminale, la Stazione Termini e Piazza dei Cinquecento.
Il manufatto fu, allora, acquistato dal Comune, che lo fece smontare (1888) e ricoverare dapprima a Via Venezia e poi nei giardini di Via del Quirinale, dove si pensava di ricostruirlo. Dopo qualche anno (1894-95), anche in considerazione del precario stato di conservazione dei pezzi smembrati, si prese la decisione di ricomporre la fontana come fondale monumentale di Via Genova. In questa fase furono ricostruite le parti mancanti in travertino, la nicchia, la scogliera e la vasca. Nella nuova collocazione, ultimata nel 1895, la fontana rimase fino al 1923, quando fu deciso di spostarla nel luogo attuale in seguito alla richiesta del Ministero dell’interno di creare in Via Genova l’ingresso ai nuovi locali delle Centrali Telefoniche.
I lavori, progettati dal Genio Civile, si presentarono particolarmente complessi a causa dell’inserimento del manufatto su preesistenze archeologiche, che furono parzialmente distrutte durante la costruzione delle fondazioni. L’aspetto della fontana nelle sue linee generali è rimasto sostanzialmente simile a quello originario, risultano perdute le statue di Apollo e Venere che erano poste nella nicchia, ai lati del Prigione, mentre la statua antica sull’attico, che nelle fonti è riferita a Giove, è in realtà una statua del dio della medicina Esculapio.

Stato di conservazione
Gli spostamenti che la fontana ha subito, ben due in meno di quarant’anni, hanno portato inevitabilmente a una trasformazione dei materiali costitutivi. La necessità di integrare le parti danneggiate o mancanti, fra tutte quelle in stucco e muratura, è stata facilitata dall’esecuzione dei calchi in fase di smontaggio. Alcune integrazioni furono, però, realizzate con malte cementizie e una scarsa qualità delle modalità operative.

01_stato_fontana_© De Feo Prigione

La Fontana prima del Restauro © De Feo Restauri-Roma

Dal 1924 la fontana, che nel frattempo ha anche subito il furto della testa di Esculapio, non è stata oggetto di costanti interventi di manutenzione. Il suo stato di conservazione si è quindi deteriorato fino al distacco di parte della voluta di sinistra, che ha comportato la chiusura del flusso idrico. Anche l’area antistante alla fontana era troppo ristretta e assediata da autoveicoli che precludevano la vista del monumento.
Nel complesso il degrado delle superfici era quello tipico delle opere esposte all’aperto: scurimento dei travertini con vistose croste nere nelle zone non soggette a dilavamento; presenza di patine biologiche e di vegetazione infestante superiore, diffusa particolarmente sui prospetti laterali e nella parte alta; spesse sedimentazioni calcaree sulla scogliera e le aree interessate dallo scorrimento e dal ristagno dell’acqua.

02_nicchia_degrado_© De Feo Restauri

© De Feo Restauri-Roma

Particolarmente degradate erano poi le superfici della nicchia e della volta con la presenza di consistenti efflorescenze saline, ampie zone di rigonfiamento, cadute di materiale dovute al particolare microclima creato dalla presenza costante dell’acqua e dall’umidità proveniente dal terrapieno retrostante.

05_lavori_restauro_© De Feo Restauri

Lavori in corso © De Feo Restauri-Roma

Intervento di Restauro
I lavori, eseguiti dalla De Feo Restauri di Roma sono stati preceduti da accurate ricerche storiche e approfondite indagini diagnostiche necessarie per lo studio del monumento e la messa a punto della più idonea metodologia d’intervento. Sono state eseguite analisi per la caratterizzazione dei materiali costitutivi e delle forme di alterazione e per la conoscenza geologica del terrapieno retrostante a salvaguardia dei resti antichi sottostanti.

Le operazioni di restauro eseguite dal team di restauratori diretti dal Antonio De Feo hanno riguardato: la pulitura delle superfici lapidee e dell’intonaco dallo spesso strato di sporco, dalle sovrammissioni inidonee e dalle consistenti sedimentazioni calcaree; il trattamento biocida e l’asportazione della vegetazione infestante; il consolidamento delle superfici disgregate; la revisione delle stuccature e il rifacimento di quelle deteriorate; il trattamento delle parti metalliche; la revisione estetica di tutte le superfici e in particolare delle porzioni ricostruite con malte cementizie; l’applicazione di un protettivo con funzione idrorepellente; l’impermeabilizzazione della vasca.

03_restauro_finale_© De Feo Restauri

Per valorizzare al meglio il monumento, è stata ampliata l’area di rispetto con la realizzazione di una nuova pavimentazione in sampietrini, la collocazione di panchine e la realizzazione di un adeguato impianto di illuminazione. Per Ulteriori Informazioni clicca qui.

Immagini Ing. Arch. Luca De Feo

Copyright De Feo Restauri-Roma

Leggi anche: Il restauro scientifico della Barca romana di Ercolano

Copyright © - Riproduzione riservata
Il restauro della Fontana del Prigione a Roma Ingegneri.info