La Centrale Enel di Bari, tra storia e riqualificazione | Ingegneri.info

La Centrale Enel di Bari, tra storia e riqualificazione

È scaduta il 28 settembre la manifestazione di interesse per acquisire l'impianto del quartiere Stanic, l'unico in Italia a non spegnersi durante il black out del 2003. Un racconto del passato che guarda al futuro (di tutta Italia)

La centrale Enel di Bari, nel quartiere Stanic
La centrale Enel di Bari, nel quartiere Stanic
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Nuova vita alle centrali elettriche in Italia con il progetto dell’Enel denominato Futur-e. E per l’ex centrale Enel di Bari questo programma di riconversione che prevede una manifestazione di interesse per l’acquisizione dell’intera area di insediamento del complesso industriale, potrebbe segnare una nuova vita dell’intera area sulla quale incide. Molto dipenderà da chi ha partecipato alla call, chiusa il 28 settembre 2017.

Quello di Bari è l’ultimo sito in ordine di tempo coinvolto nel programma di riconversione tra i 23 scelti da Enel. Futur-e coinvolge, ad esempio, anche le centrali di Porto Tolle e Piombino; la scadenza iniziale per la presentazione della manifestazione di interesse sulla centrale Enel di Bari era prevista per il 20 luglio 2017.

LA STORIA

Visibile e sempre riconoscibile dalla tangenziale di Bari, la particolarità di questa centrale termoelettrica sta nella storia che si respira quando si varcano i cancelli blu: la sua costruzione, avvenuta tra il 1956 e il 1958 ad opera della Società Generale Pugliese di Elettricità, vide poi il subentro di Enel nel 1962. Una centrale ad olio combustibile, che nel 2008 venne convertita a metano, con strumentazioni di origine statunitense, corpi macchina dell’Ansaldo che hanno lavorato fino all’ultimo, ad agosto 2013, data di inizio di dismissione del sito dopo un incendio. La centrale Enel di Bari è stata l’unica a non spegnersi in Italia durante il black out del 28 settembre 2003: attorno alla centrale è nato un quartiere per ospitare gli operai negli anni ’60 e oggi con i suoi sette ettari di estensione si trova al centro di una possibile ricucitura urbanistica, a due chilometri in linea d’aria dal centro di Bari.

Ecco alcuni dati tecnici che contraddistinguono la centrale Enel di Bari.
La centrale si compone di 3 sezioni da 68,5 MW ciascuna. Il metano veniva prelevato dal metanodotto di proprietà della Snam attraverso una stazione di decompressione.

L'area macchine della centrale Enel di Bari

L’area macchine della centrale Enel di Bari

L’area più estesa ospita la sala macchine, le torri evaporative a umido, tre serbatoi combustibili (due con volume pari a 7500 m3 e uno pari a 20.000 m3), magazzini, uffici, una mensa, un edificio residenziale e altri spazi e strutture a servizio della centrale. A nord di quest’area, sono presenti due aree che un tempo facevano parte del parco carbone e attualmente ospitano un deposito temporaneo di rifiuti e la stazione metano. Più a nord è presente un’altra area parte della procedura mentre sul lato sud di via Bruno Buozzi ci sono tre pozzi. Si segnala che è esclusa dalla procedura l’area di Enel distribuzione, che ospita una cabina. Inoltre è presente una servitù di passaggio per cavi aerei ed è in fase di definizione una servitù di passaggio per cavi interrati che interessa approssimativamente l’area occupata dal viale esistente che collega l’accesso principale della centrale alla stazione elettrica di Terna mentre è in programma la demolizione delle torri evaporative.

Le torri di raffreddamento della centrale Enel di Bari

Le torri di raffreddamento della centrale Enel di Bari

Alla procedura di acquisto e riqualificazione della centrale Enel di Bari hanno potuto partecipare:

  • liberi professionisti
  • imprese individuali o in forma societaria di qualsiasi nazionalità, sia singolarmente sia congiuntamente ad altre imprese individuali o in forma societaria.

Ai soggetti ammessi sarà comunque consentito, nel corso della seconda fase della procedura di costituire e/o modificare la cordata – anche unendosi a soggetti che non abbiano manifestato interesse in prima battuta, secondo termini e modalità che saranno successivamente comunicate nelle ulteriori fasi della procedura. Ove la manifestazione di interesse per la centrale Enel di Bari sia presentata da liberi professionisti, è invece fatto obbligo per i medesimi, nel corso della seconda fase della procedura, costituire un cordata con una o più imprese, in forma individuale o societaria.

La manifestazione di interesse alla acquisizione della centrale Enel di Bari consiste nel delineare una  proposta progettuale. La proposta progettuale potrà riguardare ambiti funzionali utili alla valorizzazione del sito, che possono fare riferimento al settore agroalimentare, turistico – ricettivo, culturale, industriale innovativo (start up, incubatori di nuove imprese, attività con innovazione di prodotto o processo), ICT e terziario innovativo, ricerca e sviluppo, logistico, sportivo, residenziale. Potranno essere presi in considerazione progetti che sviluppino altri ambiti funzionali mentre non sono insediabili e compatibili gli ambiti relativi all’attività di gestione, trattamento e smaltimento rifiuti (anche sperimentali), o impianti per la produzione di energia elettrica di qualsiasi tipo (ad eccezione dei sistemi energetici per autoconsumo).

Nella prima procedura di valutazione saranno considerati anche i progetti che propongano lo sviluppo di più ambiti funzionali. Data la prossimità della centrale a quartieri residenziali che lamentano la mancanza di un’adeguata dotazione di servizi, sono auspicabili soluzioni progettuali che tengano conto di tali mancanze, proponendo ad esempio servizi di prossimità (commerciali, socio-sanitari, sportivo, culturali etc.) o di rango territoriale, capaci di dialogare con il tessuto residenziale esistente. Sarà utile prestare attenzione al tema dell’accessibilità e dell’apertura al quartiere delle funzioni collocate nelle aree oggetto della procedura e al ruolo di via Bruno Buozzi, che al momento rappresenta una barriera difficilmente attraversabile per i pedoni, che limita inoltre la relazione tra l’area residenziale e la quella della centrale.

Dopo la verifica dei requisiti da parte di Enel delle proposte di partecipazione, si avvia una fase due, con una lettera di invito per una due diligence, un sopralluogo e la formulazione da parte dei proponenti di progetti e offerte vincolanti all’acquisto della centrale di Bari. L’obiettivo è avere i progetti per la fine del 2017. La valutazione dei progetti nella fase due sarà a cura di Enel in collaborazione con il Politecnico di Milano e con i rappresentanti delle istituzioni locali.

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