La ricostruzione post sisma 2012 in Emilia e l’esempio degli edifici scolastici | Ingegneri.info

La ricostruzione post sisma 2012 in Emilia e l’esempio degli edifici scolastici

La scuola primaria Dante Alighieri a Mirandola e la scuola materna Montessori a San Felice sul Panaro, realizzate da Didonè Comacchio Architetti e Mide Architetti. Due esempi di ricostruzione post sisma in Emilia

© Claudia Nalesso
© Claudia Nalesso
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In relazione al recente terremoto che ha colpito il Centro Italia nel mese di agosto 2016, proponiamo una piccola riflessione legata al tema della ricostruzione post-sisma, spostandoci nei territori dell’Emilia Romagna danneggiati solo quattro anni prima dal forte terremoto registrato nel maggio 2012 con epicentro tra Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna. Senza tralasciare l’impatto devastante che il sisma ha provocato al patrimonio edilizio e storico, a quello industriale (per la presenza di imponenti centri produttivi) e alla campagna modenese (per l’alta concentrazione di case coloniche e attività agricole), numerosi furono gli istituti scolastici danneggiati e resi inagibili.

L’architettura dell’emergenza si è infatti concentrata in primo luogo sulla ricostruzione di queste strutture, permettendo a quasi la totalità delle scuole di ripartire nel mese di settembre, a soli quattro mesi dal terremoto, in edifici provvisori o in sedi dislocate costruite appositamente. È il caso ad esempio della scuola primaria Dante Aligheri a Mirandola o della scuola materna Montessori a San Felice sul Panaro, progettate entrambe da due studi veneti, Didonè Comacchio Architetti e Mide Architetti. Realizzate in soli 50 giorni, le scuole sono concepite in relazione allo stato di necessità post sisma, cui deriva un disegno che fa della semplicità costruttiva e compositiva il punto di forza di entrambe le strutture, razionalizzate al massimo per ottimizzare il processo costruttivo, i costi, la gestione e il loro utilizzo quotidiano.

Scuola primaria Dante Alighieri – Mirandola (MO)

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Il volume compatto della scuola Dante Alighieri, contraddistinto da una serie di aperture modulari © Claudia Nalesso

Realizzata ex novo, la nuova sede della scuola primaria Dante Alighieri a Mirandola si presenta con un volume compatto e quasi primitivo, definito da un parallelepipedo scandito da un ritmo costante di aperture che rimanda visivamente alla composizione dei fienili tipici delle campagne modenesi. Situato a ovest rispetto al centro storico, l’istituto scolastico sorge in un’area molto fertile secondo il piano di ricostruzione, accanto alla nuova struttura del municipio della città. Con la sua architettura compatta e definita, l’edificio si impone inoltre nel paesaggio circostante, senza essere soffocato dai due impianti commerciali-industriali a grane scala posti a nord.

Molto attenti alle esigenze funzionali di prefabbricazione e assemblaggio, i progettisti hanno optato per una tipologia costruttiva rapida e facile nel montaggio, assolutamente rispettosa delle normative antisismiche. La struttura portante è in acciaio, montata su robusta platea di fondazione in calcestruzzo adeguatamente armata e areata, mentre il tamponamento delle facciate e della copertura è realizzato mediante pannelli sandwich molto leggeri che non sovraccaricano la struttura in acciaio. L’utilizzo di questi pannelli, insieme ad opportuni impianti di riscaldamento e raffrescamento ad aria, ha inoltre permesso all’edificio di rientrare nella classe energetica A.

Lo studio dei prospetti, scanditi da un preciso ritmo di pieni e vuoti, deriva dalla necessità di predisporre pannelli di tamponamento modulari con la stessa dimensione per entrambi i piani (25×100 cm e 80×100 cm), in modo da ridurre gli sprechi e aumentare la velocità di installazione. Il risultato è quello di un volume puro e semplice smaterializzato dalle imbotti in alluminio bianco delle finestre a tutta altezza. L’ingresso è l’unico elemento che rompe la composizione modulare, contraddistinto da una grande nicchia vetrata e riparata.

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Pannelli sandwich modulari sono stati utilizzati come tamponamento delle facciate, al fine di ridurre gli sprechi e aumentare la velocità di installazione © Claudia Nalesso

Scheda del progetto
Progettisti: Paolo Didonè (Didonè Comacchio Architetti); Mide Architetti (Fabrizio Michielon, Sergio de Gioia)
Strutturisti: Ing. Beniamino Didonè; Ing. Bruno Gonzato
Progetto impianti: p.i. Riccardo Baggio; Studio Gasparotto
Impresa costruttrice: Steda spa
Localizzazione: Via Giolitti, Mirandola (MO)
Realizzazione: 17 agosto 2012 – inizio dei lavori; 07 ottobre 2012 – inaugurazione
Superficie indicativa: 1.870 mq
Costo dell’opera: 1.964.902 euro

Scuola materna e asilo nido Montessori – ‘Pencil box’ – San Felice sul Panaro (MO)

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Osservando la scuola materna dal piazzale esterno, essa si presenta con un muro in cemento a vista che funge da recinto © Claudia Nalesso

La scuola materna Montessori, con annesso asilo nido, emerge dalla campagna di San Felice sul Panaro con una struttura a un piano, estremamente vivace e multicolore. La scelta dei progettisti Paolo Didonè (Didonè Comacchio Architetti), Fabrizio Michielon e Sergio de Gioia (Mide Architetti) è stata però quella di non rivelare la vera essenza dell’edificio fin da subito, realizzando un muro in cemento affacciato verso il piazzale d’ingresso con la funzione di recinto. Un muro imponente e grezzo che stabilisce il limite oltre il quale un mondo colorato e stimolante contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza dei bambini verso il luogo identitario della scuola; un recinto che trasmette un’idea di sicurezza ai bambini e un senso di protezione ai genitori.

Oltrepassato il muro in cemento a vista, si aprono uno spazio di accoglienza (che gestisce l’arrivo e l’uscita dei bambini) e la mensa scolastica; quattro sono le aule adibite all’asilo nido e quattro quelle della scuola materna, flessibili e con la possibilità di essere accoppiate a due a due, attrezzate ognuna con servizi igienici e aree per il riposo dei più piccoli. Tutti gli ambienti presentano ampio affaccio verso l’esterno con superfici vetrate mentre un giardino didattico, in parte pavimentato e in parte verde, si apre in corrispondenza delle aule della materna. Una serie di pilastri colorati scandisce cromaticamente la facciata principale seguendo le sfumature dell’arcobaleno. Il tema del colore, applicato agli ambienti della preinfanzia, rappresenta infatti un approccio che favorisce il benessere psicofisico e la concentrazione, attraverso spazi educativi emotivamente stimolati.

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Vivace e multicolore, la struttura della scuola è scandita da una serie di pilastri colorati © Claudia Nalesso

Scheda del progetto
Progettisti: Paolo Didonè (Didonè Comacchio Architetti); Mide Architetti (Fabrizio Michielon, Sergio de Gioia)
Strutturisti: Ing. Beniamino Didonè; Ing. Bruno Gonzato
Progetto impianti: p.i. Riccardo Baggio; Studio Gasparotto
Impresa costruttrice: Steda spa
Committente: regione Emilia Romagna (incarico pubblico, assegnato dopo aver vinto il concorso per la ricostruzione post SISMA)
Localizzazione: Via La Venezia, San Felice sul Panaro (MO)
Realizzazione: 17 agosto 2012 – inizio dei lavori; 07 ottobre 2012 – inaugurazione
Superficie indicativa: 1.380 mq
Costo dell’opera: 1.472.892 €

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