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L’amianto nelle architetture del Novecento: dove si trova e come fare la bonifica

Da inizio Novecento la fibra di amianto ha trovato ampia diffusione, soprattutto come coibente. Vediamo dove si trova e come effettuare la bonifica

Eternit roof
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Tra i materiali coibenti più utilizzati nelle architetture storiche, sicuramente l’amianto occupa un posto di grande importanza per il ventaglio amplissimo di applicazioni nelle quali è stato impiegato. Le sue caratteristiche di nocività richiedono delicati interventi di bonifica.

Per le sue elevate prestazioni isolanti, la fibra di amianto ha trovato numerose e diverse applicazioni già dalla metà del XIX secolo e sempre più dai primi anni del Novecento.
Ma dove si trova prevalentemente l’amianto negli edifici? E quali sono gli interventi che possono essere praticati?
È possibile trovare l’amianto nelle architetture storiche in moltissimi manufatti. Può essere nelle lastre per pannelli di rivestimento, nei manti di copertura, nei pannelli in cemento-amianto, nelle carte da parati e nei tessili, come elemento di coibentazione nei controsoffitti, in tubazioni e condutture, nei serbatoi idrici; troviamo questo materiale miscelato a malte di intonaci per ottenere un alto potere isolante e fonoassorbente o come sottofondo per pavimentazioni o in pannelli per il supporto di opere pittoriche… Se si sospetta la presenza di questo materiale può essere utile effettuare una ricerca tra la documentazione tecnica della fabbrica.

 

Tipo da materiale % di amianto Epoca storica
Cartoni 35-98% 1910-1985
Cartonfeltri per manti di copertura 10-15% 1910-1985
Composti vari (stucchi, mastici, adesivi, cementi…) 5-100% 1900-1985
Piastrelle 21-33% 1920-1985
Carta da parati 6-8% ????-1985
Pitture e rivestimenti 4-15% 1900-1985
Materiali di rivestimento 1-95% 1935-1970
Prefabbricati per isolamento termico 6-15% 1926-1971
Tessili 50-100% 1910-1985
Materiali cementizi 8-85% 1930-1985

Esempi di materiali contenenti amianto negli edifici (Rielaborazione da “Manuale Medicina del Lavoro 2015, Ipsoa Manuali HSE, Wolters Kluwer, 2015)

Una volta individuati gli elementi contenenti amianto, è necessario valutare lo stato dei materiali, come sono conservati, se sono integri oppure danneggiati o suscettibili di danneggiamento, per decidere un intervento di bonifica.

L’intervento di bonifica di elementi in amianto, di cui oggi è ormai nota la nocività, può essere attuato tramite incapsulamento, confinamento o rimozione.
• L’intervento di incapsulamento si effettua con una verniciatura con prodotti penetranti o ricoprenti. Tale intervento non è affidabile sui materiali friabili ma comporta minore rischio di esposizione per gli addetti ai lavori e bassi costi.
• L’intervento di confinamento comporta l’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio.
• L’intervento di rimozione produce una notevole quantità di rifiuti tossici e comporta un alto rischio di esposizione per gli addetti ai lavori, ma una volta effettuato correttamente elimina la presenza dell’amianto nella zona trattata.
Per procedere con l’intervento di bonifica più opportuno, occorre valutare per ogni situazione tutti gli aspetti del caso.

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