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Muffa e condensa: le principali cause e soluzioni

Un inadeguato isolamento delle strutture o un'elevata concentrazione di vapore può causare la formazione di fenomeni di condensa o muffa in casa. Alcuni consigli e soluzioni

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a cura di Alessandro Panzeri – Anit (Associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico)

L’aria atmosferica è in grado di assorbire e contenere allo stato di vapore secco una determinata quantità x di acqua. Questa quantità è definita umidità assoluta dell’aria e si esprime in grammi di vapore acqueo rispetto a un kilogrammo di aria secca (g/kg).

Quando in un edificio si verificano fenomeni interni superficiali di condensazione o formazione di muffa, i fattori che possono esserne alla base sono essenzialmente due: l’inadeguato isolamento termico della struttura o un’elevata concentrazione di vapore interna.

Inadeguato isolamento delle strutture
Se l’involucro dell’edificio, nella sua globalità o in alcune strutture che lo compongono, non è isolato in maniera sufficiente, si possono creare delle zone a temperatura bassa sulla superficie interna delle strutture, dove è facile che si formi della condensa o della muffa. Lo stesso problema si può avere in caso di mancata o scarsa correzione dei ponti termici.

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Esempio di una struttura non isolata a sinistra e isolata a destra con evidenziato il risultato rispetto alla temperatura superficiale interna: l’innalzamento di questo parametro allontana il rischio di degrado (muffa e condensa)

Elevata concentrazione di vapore interna
Il regime con cui viene condotto l’alloggio può avere una grande influenza sui fenomeni di degrado che possono verificarsi al suo interno. Il mantenimento di condizioni di umidità molto elevata (per eccessiva produzione o per scarsa ventilazione) o il brusco abbassamento della temperatura dovuto ad esempio allo spegnimento dell’impianto delle ore notturne possono determinare il crearsi di condizioni favorevoli alla formazione di muffa e condensa.

È importante sottolineare che raramente questi due fattori si presentano disgiunti, cioè raramente il fenomeno è dovuto ad uno solo di essi. Spesso i fattori si concatenano, concorrendo al verificarsi della condensazione. Tuttavia, determinare quale fattore risulti prevalente nel singolo caso permette di individuare le responsabilità e può dare un grande aiuto nella scelta della soluzione più corretta ed efficace per risolvere il problema e per proporre le possibili soluzioni, che è poi l’obiettivo finale di una buona perizia.

Non sempre è facile stabilire quale sia il prevalente dei due fattori, e molto spesso non vi si riesce affatto. Ci sono “indizi” che già in fase di un primo sopralluogo possono dare un’idea e che possono far propendere verso l’uno o l’altro dei due fattori. Naturalmente ogni affermazione deve essere successivamente suffragata da opportuni dati, misure e valutazioni come indicato nell’immagine “come impostare la diagnosi energetica”.
Nello schema seguente vengono elencati alcuni degli indizi che possono far propendere per uno dei due fattori già in fase di analisi preliminare:

Schema degli indizi

Inadeguato isolamento delle strutture
Muffe o fenomeni di condensazione presenti:
 in tutti o gran parte degli alloggi di una palazzina o di una stessa colonna
 sulle strutture con esposizione identica
 in più unità abitative con utenza costituita da nuclei familiari molto differenti
 da quando l’edificio è stato realizzato ed abitato
 da quando sono stati sostituiti i serramenti

Elevata concentrazione di vapore interno
Muffe o fenomeni di condensazione presenti:
 in un solo alloggio o in pochi alloggi rispetto al numero complessivo
 in quantità elevate sui telai dei serramenti e sulle parti vetrate; nei casi in cui i serramenti siano nuovi o comunque con doppio vetro
 in tutto l’alloggio in maniera quasi uniforme nei punti deboli

Schema degli indizi per individuare una causa legata all’inadeguato isolamento delle strutture o all’elevata concertazione di vapore interno.

Soluzioni

Carenze nell’involucro (isolare)
Qualora si riscontrino gravi carenze nell’isolamento termico dell’involucro, la soluzione principale è aggiungere uno strato isolante supplementare. Per le ragioni già esposte nei precedenti capitoli, la soluzione ottimale è realizzare un isolamento a cappotto dall’esterno, soluzione che oltretutto consente di non diminuire la superficie utile interna degli alloggi.
Naturalmente questo non è sempre possibile. Ad esempio, qualora si debba intervenire su un solo alloggio in una palazzina, non è certamente praticabile la soluzione dall’esterno. È allora utile intervenire dall’interno con una controparete, realizzata utilizzando tutte le opportune cautele.
Lo stesso tipo di soluzioni possono essere impiegate qualora si riscontri una carenza nella correzione dei ponti termici. Dal momento che è spesso impossibile intervenire sui ponti termici a costruzione finita, è necessario incrementare l’isolamento all’interno dell’edificio.

Scarsa ventilazione (aerare)
Nel caso si riscontri che il problema prevalente alla base dei fenomeni di condensazione è una scorretta gestione dell’alloggio, la prima e più ovvia cosa da fare è fornire all’utente i giusti suggerimenti per evitare il problema (ridurre la produzione di vapore, non spegnere totalmente l’impianto di notte ecc…).
Per essere sicuri che le condizioni di umidità relativa rimangano sempre sotto controllo, a prescindere dal comportamento dell’utente, è utile l’installazione di un impianti di ventilazione meccanica controllata. Questi impianti, che possono essere più o meno articolati, hanno lo scopo di non far superare un livello critico di umidità all’interno dell’ambiente, facendo così venir meno le condizioni alla base della patologia da condensazione.
In molti casi, specialmente quando i fenomeni di degrado sono estesi ed importanti, è utile l’applicazione di entrambi gli interventi.

L’articolo è tratto da “Muffa, condensa e ponti termici”, uno dei sei volumi realizzati da Anit – Associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico. Per richiedere i volumi, clicca qui.

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