La chiesa di Baranzate di Mangiarotti, Morassutti e Favini restaurata da SBG | Ingegneri.info

La chiesa di Baranzate di Mangiarotti, Morassutti e Favini restaurata da SBG

Inaugurata nel 1958 su progetto di Bruno Morassutti, Angelo Mangiarotti e Aldo Favini, la chiesa di Baranzate ha riacquistato funzionalità e utilizzo sostituendo l’involucro esterno e intervenendo sul cemento delle strutture

Foto: Fondazione Favini
Foto: Fondazione Favini
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Edificio iconico nella storia dell’architettura e dell’ingegneria italiana, la chiesa di Nostra Signora della Misericordia, la “chiesa di vetro”, venne progettata a Baranzate dagli architetti Bruno Morassutti e Angelo Mangiarotti e dall’ingegnere Aldo Favini, affiancati dall’artista Gino Cosentino, all’interno del piano di costruzione di nuove chiese parrocchiali voluto dal cardinale Montini per i centri in rapida crescita dell’hinterland milanese.

La chiesa, più vicina in dimensioni a una cappella che a una chiesa parrocchiale, viene inaugurata l’8 novembre 1958 ed è piuttosto piccola. Parallelepipedo alto 9 m dal diafano involucro bianco vetrato, è impostata su una base rettangolare di 14×28 m e racchiusa dentro un recinto a sezione curva di 30×60 m in calcestruzzo e ciottoli di fiume a vista in cui sono incastonate le stazioni della via crucis realizzate da Cosentino. Suddivisa internamente in due livelli, pone l’aula liturgica, spazio aperto e senza barriere, in posizione elevata rispetto al terreno circostante e l’ingresso principale al livello inferiore (che ospita anche la sagrestia), parzialmente interrato dopo una piccola discesa. All’interno, una scala permette la simbolica ascesa allo spazio liturgico ed è tramite del passaggio tra la penombra e la luminosità diurna di un’aula che di notte si illumina come una lanterna nel buio.

Essenzialità e assenza pressoché totale di decorazione sono i caratteri di un interno in cui le capacità espressive dell’architettura e le valenze plastiche del cemento a vista diventano mezzo privilegiato di realizzazione e rivelazione dello spazio sacro. Gli unici elementi presenti, oltre ai banchi per i fedeli, sono infatti l’altare sul suo basamento di marmo e l’opposta cantoria che, come tradizione, è collocata in posizione sopraelevata dentro una struttura in legno e metallo nella controfacciata della chiesa.

A una pianta perfettamente simmetrica, corrisponde una struttura semplice e perfettamente simmetrica realizzata attraverso un sistema misto di prefabbricazione, lavorazioni in opera e artigiane che anche Pier Luigi Nervi stava sviluppando nelle parallele opere olimpiche a Roma.

La copertura, piana, è impostata su una coppia di travi in cemento armato gettato in opera a sezione rettangolare sostenute ognuna da due pilastri circolari raccordati in cima. Al di sopra, sei travi longitudinali prefabbricate con sezione a X, che determinano anche la scansione degli elementi del telaio dell’involucro di chiusura, si incastrano nelle due travi e reggono una successione di conci prefabbricati il cui intradosso riproduce lo stesso motivo che sui lati corti dell’esterno diventa elemento decorativo. Le sei travi sono costituite da elementi prefabbricati poi accostati in cantiere e poi precompressi mediante cavi e cunei seguendo un brevetto dello stesso Favini.

L’involucro esterno, fondamentale elemento architettonico, è realizzato mediante posa su telai metallici di pannelli sandwich da 90×270 cm originariamente composti da elementi a vetrocamera da 35 mm assemblati in opera composti da due lastre di vetro rigato e un foglio di polistirene bianco, con finalità isolante e protettiva di un interno che sarebbe stato sempre a vista. Danneggiati alla fine degli anni settanta da un attentato e atti vandalici, erano stati sostituiti da pannelli infrangibili composti da vetro armato, fogli di politetene bianco e una lastra di policarbonato alveolare.

L’idea di intervenire con un attento progetto di restauro e adeguamento funzionale e impiantistico di un edificio nel frattempo vincolato dalla Soprintendenza si affaccia a inizio millennio, quando la chiesa è danneggiato dal tempo e dal degrado dei materiali. Dietro la committenza della Parrocchia di Nostra Signora della Misericordia, i lavori vengono affidati ai milanesi SBG architetti (Massimo Sacchi, Giulio Barazzetta e Sergio Gianoli) ed eseguiti con la supervisione degli stessi Morassutti, Mangiarotti e Favini (scomparsi rispettivamente nel 2008, 2012 e 2013).

L’ottimo stato degli elementi in calcestruzzo, sia tradizionale che prefabbricato precompresso, e il mantenimento della funzione portante confermato da un collaudo statico eseguito nel 2002, ha portato interventi minimi sulla struttura, dove il restauro si è limitato al ripristino delle lacune che in vari punti avevano lasciato scoperti i ferri di armatura e al lavaggio delle superfici annerite.

I danni maggiori interessavano l’elemento edilizio più delicato sia dal punto di vista tecnologico che ambientale, i pannelli sandwich costitutivi dell’involucro, talmente degradati da richiedere una completa sostituzione. I nuovi elementi dovevano essere compatibili sia con le esigenze del restauro che con le funzioni e richieste di un edificio divenuto difficilmente utilizzabile sia d’inverno che d’estate: la scelta finale è quindi caduta su pannelli a triplo vetro serigrafati con film, basso emissivi e a controllo solare.

esterno prima del restauro

interno aula prima del restauro

rimozione facciata_ foto marco introini

Foto: Marco Introini

montaggio pannelli vetrati_foto SGB

Foto: SBG Architetti

La necessità di un adeguamento impiantistico ha portato anche al rifacimento delle pavimentazioni interne, la cui cromia e posa il più possibile simile all’originale sono state rispettate e riprodotte tramite sostituzione delle vecchie piastrelle con elementi in grés porcellanato di uguali dimensioni, 14×28 cm, e finitura superficiale.

consolidamento solaio_foto SGB

Foto: SBG Architetti

Committente: Parrocchia di Nostra Signora della Misericordia
Progetto: 2005-2011
Cantiere: 2013-2014
Importo: 1,9 milioni di euro
Supervisione: Bruno Morassutti, Angelo Mangiarotti, Aldo Favini
Progetto architettonico: Giulio Barazzetta capogruppo SBG architetti
Direzione lavori: Sergio Gianoli SBG architetti
Tecnologia: Anna Mangiarotti, Ingrid Paoletti
Strutture: Tito Negri
Impianti: Giancarlo Chiesa, Mario Maistrello
Sicurezza: Studio Zani
Impresa opere civili e impianti: Seregni Costruzioni srl
Impresa facciate: Progetto Arte Poli srl

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