Ricostruzione post sisma: le linee guida per le attività produttive | Ingegneri.info

Ricostruzione post sisma: le linee guida per le attività produttive

Passo dopo passo, cosa devono fare le imprese per accedere ai sostegni, come riassunto nel vademecum intitolato “Il manuale per la ricostruzione”

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“Il manuale della ricostruzione” è un vademecum realizzato dalla struttura commissariale per la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma che serve ad agevolare la presentazione delle domande di sostegno sia da parte dei cittadini che delle imprese.
È disponibile in download integrale a questo link. Di seguito, le indicazioni per le imprese.

Il contributo per le attività produttive
Vale per edifici ad uso produttivo con attività in essere al momento dei terremoti 2016/2017 del centro Italia.
Può essere pari al 100% nei casi di:
• Spese per gli interventi su immobili e per gli interventi 
di delocalizzazione definitiva;
• Riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili ad uso produttivo;
• Delocalizzazione temporanea dell’attività.
Può essere pari all’80% nei casi di:
Spese per il ripristino dei beni strumentali;
Ripristino e/o riacquisto di beni mobili strumentali.
Può essere pari al 60% nei casi di:
• Spese per il ripristino delle scorte;
• Ripristino di scorte;
• Acquisto di materie prime e sussidiarie;
• Ripristino dei semilavorati e prodotti finiti;
• Risanamento del danno economico subito da prodotti in corso di lavorazione o di stoccaggio.
Come viene erogato? 
Viene erogato direttamente dall’istituto di credito, sotto forma di credito d’imposta, all’impresa esecutrice e ai professionisti incaricati, ad eccezione delle delocalizzazioni per affitto pagate all’imprenditore direttamente dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione.
Ne hai diritto se la tua attività produttiva è stata danneggiata – lievemente o gravemente – dal sisma 2016/2017 del centro Italia. Se possiedi un’impresa, sei proprietario o conduttore di unità immobiliari danneggiate dal sisma 2016/2017 del centro Italia.
Possono accedere al contributo le imprese, i proprietari o i conduttori di unità immobiliari ad uso produttivo danneggiate dal sisma. 
In particolare: industriali, agricole, zootecniche, commerciali, artigianali, turistiche, professionali, ivi comprese quelle relative agli enti non commerciali, ai soggetti pubblici e alle organizzazioni, fondazioni o associazioni con esclusivo fine solidaristico o sindacale, e di servizi, inclusi i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica, aventi qualifica di ONLUS e i centri di assistenza fiscale.

Requisiti soggettivi per l’Impresa
• Attiva;
• Iscritta al registro delle imprese;
• Regolarmente costituita;
• Non sottoposta a procedure di fallimento o di liquidazione;
• In regola con gli obblighi contributivi;
• In regola con gli obblighi normativi;
• Adempiente agli obblighi previsti in presenza di una richiesta di recupero degli aiuti dichiarati dalla Commissione europea illegali o incompatibili.

Requisiti oggettivi per l’Impresa
Scheda Aedes compilata dalle squadre della Protezione Civile con esito di inagibilità;
• Ordinanza sindacale di inagibilità. Oppure
• Scheda Fast con esito di non utilizzabilità;
• Scheda Aedes con esito di inagibilità compilata dal 
tecnico privato entro il 31 marzo 2018;
• Ordinanza sindacale di inagibilità.
Se a seguito di rilievo del danno con scheda Aedes l’immobile risulta agibile non puoi accedere ai contributi per la ricostruzione.
La scheda Aedes con esito di inagibilità è obbligatoria per accedere ai contributi di ricostruzione, ma non attesta il livello di danno dell’immobile, per fare ciò devi incaricare un tecnico abilitato e iscritto all’Elenco Speciale (Art. 34 del D.L. n. 189/2016 e ss.mm.ii.)
Possono beneficiare dei contributi le imprese che hanno subìto danni a beni strumentali e scorte nonostante l’edificio sia stato considerato agibile, anche a seguito di interventi provvisionali eseguiti immediatamente dopo il sisma (detti interventi provvisionali comunque non sono ammissibili a contributo).
Se hai eseguito e già concluso interventi prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 189/2016, potrai accedere ai contributi secondo modalità e criteri che verranno comunicati sul sito www.sisma2016.gov.it

Cosa devi fare?
I) Devi dare l’incarico a un professionista*
• Abilitato;
• Iscritto all’Elenco Speciale (Art. 34 del D.L. 189/2016 e ss.mm.ii.).
Il professionista deve:
• Attestare il livello di danno in base a quanto definito dalle Ordinanze del Commissario. In particolare, deve periziare il livello di danno dell’immobile, se lieve o grave;
• Progettare l’intervento da realizzare per ripristinare l’immobile.
II) Devi scegliere una banca convenzionata – 
L’Associazione Bancaria Italiana aggiorna e rende noto sul proprio sito internet (www.abi.it) l’elenco delle banche aderenti alla Convenzione ABI-CDP “Plafond Sisma Centro Italia”, che possono erogare i finanziamenti agevolati per la ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici.
III) Devi presentare la domanda di contributo – A compilare la domanda deve essere il tecnico incaricato che la presenterà all’Ufficio Speciale per la ricostruzione attraverso la piattaforma informatica MUDE.
Per i danni gravi, in assenza di predisposizione della procedura informatica, la domanda può essere inviata attraverso la PEC, Posta certificata.
Potrai cominciare i lavori solo dopo che, a seguito della presentazione della domanda, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione avrà riconosciuto il contributo che ti spetta.
Per i danni lievi, invece, la sola richiesta di contributo già vale come titolo abilitativo edilizio. È possibile iniziare subito i lavori solo nei casi previsti dall’art. 8 del D.L. n. 189/2016.
È possibile richiedere anche il contributo per la delocalizzazione temporanea, ai fini della ripresa dell’attività economica fino al ripristino dell’immobile danneggiato:
• Per stalle, fienili e depositi danneggiati, ai sensi dell’Ordinanza n. 5/2016;
• Per le altre attività economiche, ai sensi dell’Ordinanza n. 9/2016.

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